Alex Zanotelli, una vita per gli altri

Ci sono persone al mondo che non stanno a guardare. Che denunciano, scendono in piazza, agiscono e, in prima persona, si espongono.
Ci sono persone per le quali parole come giustizia solidale, partecipazione, impegno civile, hanno un senso concreto. Un senso che si traduce nei risultati raggiunti e nel numero di persone coinvolte nella lotta per il bene comune.

Padre Alex Zanotelli, semplicemente Alex per gli amici, appartiene a questa categoria di persone. Nato in provincia di Trento ha scelto di vivere nel Sud del mondo e “usare” la sua vita per dare valore alla vita degli altri, i più poveri, i più piegati da una società “vorace” come lui stesso la definisce e indifferente ai problemi reali delle persone. Alex, missionario comboniano, per anni ha vissuto nel Sudan martoriato dalla guerra civile e a Korogocho, una delle baraccopoli più popolose di Nairobi in Kenya. Un inferno che per capirlo devi averlo attraversato.

Ora Alex vive a Napoli – ha scelto di vivere a Napoli – in un quartiere ricco di storia, energia, bellezza ma anche di questioni sociali irrisolte. Vive nel campanile di una chiesa, dove a mezzogiorno il rintocco delle campane ti isola dalle grida dei bambini e dai clacson di auto e motorini che a Napoli sono un sottofondo costante. Lì lo abbiamo incontrato.

Nella video intervista che ci ha concesso tocchiamo temi che gli stanno a cuore e per i quali continua a lottare senza stancarsi mai: i rifiuti, la privatizzazione dell’acqua, i danni prodotti da ‘o sistema, l’importanza di farsi motore del cambiamento attraverso la cittadinanza attiva e l’impegno sentito nel profondo.

Le sue denunce, le sue parole dirette non lasciano mai indifferenti e se Alex è ispiratore di movimenti e azioni di responsabilità civile – come i movimenti per la pace e quello per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua – provoca anche paure e reazioni da parte dei potentati. Da parte d’ ‘o sistema.

Rovesciare ‘o sistema non è impossibile. La strada, dice Zanotelli, è partire dal basso, farsi promotori del cambiamento attraverso la cittadinanza attiva e darsi da fare perché i propri diritti siano rispettati. Altrimenti, per usare la metafora di padre Alex, finiremo cucinati a fuoco lento come le rane. Un po’ come di fatto sta avvenendo senza che ce ne accorgiamo.

Abbiamo voluto salutare Alex lasciandoci spiegare attraverso le sue parole il senso del suo impegno, della sua vita. Una vita per gli altri.

Antonella Sinopoli

Giornalista professionista e blogger su Ghanaway. Si interessa e scrive di Africa, diritti umani, questioni sociali. Ha viaggiato molto prima di fermarsi in Ghana e decidere di ripartire da lì. Ma continua ad esplorare, in uno stato di celata, perenne inquietudine. Poiché il mondo è troppo grande per una vita sola, ha scelto di viverne tante. Direttore responsabile di Voci Globali.

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