Tecnologia, strumento di emancipazione per le donne afghane

[Traduzione a cura di Luciana Buttini, dall’articolo originale di Faheem Hussain pubblicato su openDemocracy]

Una classe durante l'ora di informatica al Liceo sperimentale femminile a Herat, Afghanistan, immagine ripresa da Flickr su licenza CC, scattata il 12 maggio 2012.
Una classe durante l'ora di informatica al Liceo sperimentale femminile a Herat, Afghanistan, immagine ripresa da Flickr su licenza CC, scattata il 12 maggio 2012.

Le donne afghane, così come le loro coetanee nel resto dell’Asia meridionale, stanno rapidamente emergendo dalle restrizioni che gli vengono imposte dall’estremismo religioso e da altri fattori socio-economici negativi. Nel quadro di questo processo graduale di acquisizione di maggiore autonomia, le Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), ovvero la telefonia mobile e Internet, stanno giocando un ruolo fondamentale.

Ignorando i secolari tabù, le donne stanno rapidamente guadagnando accesso alle tecnologie mobili. Si stanno abituando infatti a diversi servizi di informazione, e stanno creando loro spazi sociali e professionali online. Tuttavia, ci sono senz’altro ancora molti ostacoli da superare per assicurare alla maggior parte delle donne in questo Paese un accesso equo all’informazione e alla comunicazione. Le tendenze che abbiamo osservato indicano però una crescente e positiva presenza delle donne afghane nel mondo dei social media, delle tecnologie intelligenti e dell’economia digitale.

Con il sostegno della Ford Foundation, l’Università asiatica delle donne, istituto regionale di arti liberali per donne, sta conducendo una ricerca pluriennale per comprendere meglio l’impatto che i cambiamenti circa l’impiego e le opportunità educative per il genere femminile possono avere sulle relazioni di genere in Afghanistan, Pakistan, India e Bangladesh. Una parte della ricerca è stata realizzata per analizzare l’utilizzo, la proprietà e l’impatto degli strumenti e dei servizi TIC sull’autonomia delle donne.

Quest’articolo mette in luce alcuni dei principali risultati sull’utilizzo delle TIC da parte delle donne afghane appartenenti a molteplici etnie della regione intorno a Kabul. Pur comprendendo il bisogno di ragionare anche su altri luoghi geografici all’interno dell’Afghanistan al fine di ottenere una più ampia visione, l’attuale situazione politica e le preoccupazioni in materia di sicurezza portano a concentrare il nostro lavoro su Kabul e i suoi dintorni.

La nostra ricerca ha dimostrato che il cellulare è lo strumento TIC più diffuso tra le donne afghane, al di là delle differenze di età e delle diverse origini socio-economiche. La maggior parte delle intervistate si è identificata come proprietaria di telefoni cellulari, e ha rivelato una tendenza verso una maggiore flessibilità nel loro utilizzo. La TV risulta essere la fonte più diffusa per quanto concerne l’intrattenimento familiare e le notizie. Sono molto diffusi i programmi religiosi, di salute e di cucina. È interessante notare che alcune intervistate hanno sottolineato come Facebook rappresenti il loro strumento TIC preferito, anche se hanno affermato al tempo stesso di non utilizzare Internet! Ciò dimostra l’enorme popolarità di questo servizio  di social network tra gli utenti internet afghani.

Abbiamo tuttavia percepito le tensioni attualmente esistenti sulle modalità di fruizione della TV o dei telefoni cellulari: gli uomini della famiglia (ad esempio il padre o il nonno) usualmente controllano infatti chi ha accesso ai mezzi di comunicazione e in quale misura. Un’intervistata ha affermato:

Generalmente gli uomini hanno il pieno controllo nell’uso di qualsiasi strumento TIC. In famiglia le ragazze possono usarli ma… hanno paura di entrare a far parte delle reti di comunicazione.

Anche se queste pratiche sono rimaste in qualche modo la norma per l’accesso alla TV, le donne stanno lottando duramente per cambiare questa situazione e proiettarsi verso un uso più libero del cellulare e delle applicazioni online. A volte si trovano ad affrontare molta resistenza da parte dalle basi tradizionali di potere sociale. Per questo motivo le donne accedono talvolta a Facebook attraverso dati personali falsificati al fine di evitare problemi dentro e fuori dalla famiglia.

In alcuni luoghi le donne non possono guardare la TV o avere un proprio telefono cellulare. Ma oggi stanno però cercando di difendere la propria posizione, affermando la necessità di utilizzare le TIC, i social media e Internet per garantire la propria sicurezza. Una partecipante ha dichiarato:

Mio suocero mi rimprovera sempre il fatto che io abbia lasciato alle mie figlie la libertà di avere un proprio telefono cellulare e un profilo Facebook… Ogni volta la mia risposta è che le mie figlie usano i cellulari perché noi genitori abbiamo bisogno di sapere dove sono, in caso succeda qualcosa hanno bisogno di informarci.

Alcuni hanno anche sottolineato la crescente popolarità delle TIC perfino tra la maggior parte dei conservatori e delle persone contrarie al sistema dominante in Afghanistan. Un’intervistata ha detto:

Giuro su Dio, quelle cose, quelle persone che fanno parte dei gruppi talebani ora hanno nelle loro case perfino una parabola!

L’aspetto più importante è che le TIC hanno aiutato la gente in Afghanistan a comprendere meglio la propria sofferenza e le opportunità che stanno perdendo. Su un profilo di una donna si legge:

Ora le persone capiscono che lo stile di vita trasmesso da quelle persone era buio e doloroso.

Comprensibilmente, le donne afghane possono tutte nutrire grandi speranze con le TIC, questi strumenti sono in grado di renderle autonome e di migliorare le loro vite.

Le TIC possono aiutare le donne a interagire meglio con il mondo esterno… questi dispositivi sono molto utili per le donne nella nostra società poiché queste non interagiscono molto al di fuori della loro famiglia… invece l’utilizzo del computer (e in generale l’uso delle TIC) può aiutarle a ottenere un lavoro migliore… In questo modo le donne hanno nuove idee e a volte riescono anche a capire meglio i loro diritti…

Oltre alle questioni dei diritti e dei problemi legati al lavoro, abbiamo ascoltato aneddoti meravigliosi raccontati dalle nostre intervistate, che analizzano in maniera significativa l’impatto delle TIC sulle loro vite:

Le TIC hanno prodotto molti buoni risultati… Una volta il lupacchiotto che avevo citato prima [il figlio, NdT] era malato. Il mio primogenito è  entrato subito su Skype e ha contattato un dottore in America. Grazie ai suoi consigli, le condizioni del lupacchiotto sono migliorate. Eravamo sconvolti prima perché non sapevamo come curarlo e poi per il luogo da dove sono arrivate le informazioni!

Molte donne hanno parlato inoltre dell’importanza di accedere tramite Internet a lezioni di cucina o a informazioni in materia di assistenza sanitaria. Ancora più importante è il fatto che la maggior parte di loro identifica le TIC come mezzi per cambiare le loro vite e per mostrare agli altri gli aspetti positivi della vita per le donne afghane. Questo viene così riassunto da un’intervistata:

Le TIC aiutano gli altri a vedere nuovi aspetti delle donne afghane nella società.

Questi risultati ci rendono fiduciosi sull’uso dei dispositivi TIC e sul loro sviluppo nell’uso comune delle donne afghane.

La seconda fase del nostro lavoro mira a coprire più aree in modo da poter costruire una panoramica più ampia delle sfide e delle opportunità che le utenti delle TIC devono affrontare in questo Paese. Ci auguriamo che arriverà un giorno in cui tutte le tendenze e le principali applicazioni TIC possano essere economicamente e socialmente disponibili, accessibili e alla portata di tutte le donne in Afghanistan.

Luciana Buttini

Frequenta l’Istituto Superiore per Mediatori Linguistici ad Ancona. Ama le lingue e in particolare l’interpretariato e la traduzione, professione che spera di avviare dopo la laurea.

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