Femminismo in Tunisia: elitarismo, sfruttamento ed esclusione

Nel corso della Storia tunisina, il movimento a favore dei diritti delle donne ha raggiunto traguardi importanti che hanno portato a cambiamenti fondamentali. Tuttavia, un’analisi approfondita del panorama femminista nel Paese mette in luce gravi problematiche. Tra queste, l’emarginazione delle donne nere da una partecipazione concreta e l’indifferenza verso le necessità della popolazione rurale. Sembra quindi ancora lunga la strada verso l’uguaglianza con gli uomini, soprattutto perché prima è necessario andare oltre un atteggiamento elitario diffuso tra le stesse attiviste.

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Donne nere in Tunisia, una vita di esclusione e pregiudizi

Quattro donne, quattro vite diverse, un’unica convinzione: quella di uscire allo scoperto raccontandosi. Secondo le testimonianze di Houda, Sabrine, Rania e Maha, in Tunisia le donne nere spesso vivono l’esclusione sociale o sono vittima di stereotipi e false credenze. Nella rabbia delle loro parole c’è però anche tanta voglia di rivalsa. Partendo da quelle che soltanto in apparenza sono piccole conquiste, come accettare la bellezza naturale dei capelli afro, queste ragazze fanno sentire la propria voce al mondo intero.

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Tunisia, la rivoluzione sette anni dopo e i nodi delle alleanze

A trent’anni dall’ascesa al potere di Ben Ali, a sette anni dall’avvio della Primavera Araba, nel Paese si possono identificare quattro punti di conflitto. Innanzitutto il problema della coalizione tra il partito laico Nidaa Tounes e il partito islamista Ennahda; la forma del sistema politico; il ruolo politico dell’Unione Generale Tunisina del Lavoro; e infine l’urgenza di indire elezioni libere. Questi problemi rappresentano gli ostacoli principali per una transizione democratica nel Paese, mentre le elezioni generali e presidenziali sono attualmente previste per fine 2019.

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Immigrazione, il ritorno dei tunisini che “bruciano la frontiera”

Dopo un’estate quasi a “zero sbarchi”, riprendono le partenze dei migranti dal Nord Africa e cresce anche il numero di morti nei naufragi. Per alcune associazioni e attivisti è la prova del fallimento della strategia del ministro dell’Interno Minniti fondata sul Codice di condotta per le ONG e e sugli accordi con la Libia. Nel frattempo, tra il mese di settembre e quello di ottobre si è riaperta una rotta per arrivare alle coste della Sicilia che era rimasta a lungo silente: quella da Tunisi. Sono i giovani a provare a lasciare il Paese illegalmente, in risposta ad una crescente tensione sociale e alla crescita del tasso di disoccupazione.

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La Libia, l’Occidente e il tentativo di contenere il conflitto

Sembra che molti potenti muoiano dalla voglia di combattere le violenti milizie libiche e le loro Nazioni amiche all’interno della regione. Lo Stato Islamico, dal canto suo, sta facendo di tutto per provocare l’Egitto, la Giordania e i Paesi occidentali e per portare i “crociati” – ovvero i soldati europei – nei territori arabi. Ma il caos in Libia non verrà sicuramente fermato né da deboli retoriche né da scelte facili. L’analisi di un’esperta.

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“Eco de femmes”, l’emancipazione che passa dal lavoro

“Il diritto a guadagnarsi da vivere”, sosteneva Virginia Woolf, l”e donne non se lo faranno portare via”, riconoscendo in esso la prima e autentica forma di emancipazione da una società patriarcale spersonalizzante. Lo stesso diritto, difeso nel lontano 1938, è rivendicato oggi dalle donne che popolano l’area tra il Marocco e la Tunisia. Presentiamo dunque un progetto e un documentario sulla dimensione femminile – di sfruttamento e ineguaglianza – nelle aree rurali del Maghreb.

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Donne, Iran e Primavera araba tra analogie e differenze

Un’analisi della Primavera araba nella quale si sottolineano con ottimismo le differenze rispetto alla rivoluzione iraniana del 1979: le esperienze delle donne di quel Paese, nel corso degli ultimi tre decenni, ci insegnano non solo quanto siano fragili i diritti acquisiti sotto i regimi autoritari ma anche come le donne siano capaci di affrontare le sfide.

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Tunisia, il momento della controrivoluzione

Il tragico assassinio del politico di sinistra e difensore di diritti umani, Chokri Belaid in Tunisia è uno dei tanti episodi di violenza politica perpetrati, negli ultimi mesi, per colpire il Paese. Quali sono i cambiamenti in atto dopo l’entusiamo delle proteste di piazza? Da openDemocracy un’analisi della situazione di Corinna Mullin, studiosa di Relazioni Internazionali.

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Siria: nuovo anti-imperialismo e realtà sul campo

Post pubblicato in occasione del blogging day “Siria, I care” che ha avuto luogo l’11 novembre: un’analisi sulla complessità dell’interpretazione politica del conflitto siriano e le divisioni nella sinistra europea, auspicando che la complessità del quadro siriano possa comunque imboccare al più presto una via d’uscita pacifica.

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