La Libia, l’Occidente e il tentativo di contenere il conflitto

Sembra che molti potenti muoiano dalla voglia di combattere le violenti milizie libiche e le loro Nazioni amiche all’interno della regione. Lo Stato Islamico, dal canto suo, sta facendo di tutto per provocare l’Egitto, la Giordania e i Paesi occidentali e per portare i “crociati” – ovvero i soldati europei – nei territori arabi. Ma il caos in Libia non verrà sicuramente fermato né da deboli retoriche né da scelte facili. L’analisi di un’esperta.

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“Eco de femmes”, l’emancipazione che passa dal lavoro

“Il diritto a guadagnarsi da vivere”, sosteneva Virginia Woolf, l”e donne non se lo faranno portare via”, riconoscendo in esso la prima e autentica forma di emancipazione da una società patriarcale spersonalizzante. Lo stesso diritto, difeso nel lontano 1938, è rivendicato oggi dalle donne che popolano l’area tra il Marocco e la Tunisia. Presentiamo dunque un progetto e un documentario sulla dimensione femminile – di sfruttamento e ineguaglianza – nelle aree rurali del Maghreb.

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Donne, Iran e Primavera araba tra analogie e differenze

Un’analisi della Primavera araba nella quale si sottolineano con ottimismo le differenze rispetto alla rivoluzione iraniana del 1979: le esperienze delle donne di quel Paese, nel corso degli ultimi tre decenni, ci insegnano non solo quanto siano fragili i diritti acquisiti sotto i regimi autoritari ma anche come le donne siano capaci di affrontare le sfide.

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Tunisia, il momento della controrivoluzione

Il tragico assassinio del politico di sinistra e difensore di diritti umani, Chokri Belaid in Tunisia è uno dei tanti episodi di violenza politica perpetrati, negli ultimi mesi, per colpire il Paese. Quali sono i cambiamenti in atto dopo l’entusiamo delle proteste di piazza? Da openDemocracy un’analisi della situazione di Corinna Mullin, studiosa di Relazioni Internazionali.

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Siria: nuovo anti-imperialismo e realtà sul campo

Post pubblicato in occasione del blogging day “Siria, I care” che ha avuto luogo l’11 novembre: un’analisi sulla complessità dell’interpretazione politica del conflitto siriano e le divisioni nella sinistra europea, auspicando che la complessità del quadro siriano possa comunque imboccare al più presto una via d’uscita pacifica.

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Libia: il primo vero anno zero della primavera araba

Quella libica inaugura una sorta di “seconda generazione” delle rivoluzioni arabe dopo le sollevazioni in Tunisia e Egitto. Quest’ultime, caratterizzate da tempistiche relativamente rapide, limitato uso della violenza e abbattimento solo parziale del sistema statale, hanno lasciato strada a rivoluzioni assai più sanguinose, caratterizzate dallo scontro totale tra l’apparato statale e gli oppositori e da possibili guerre civili. Così è stato per la Libia e simile si preannuncia essere il destino di Yemen e Siria.

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Tunisia, le stagioni dei gelsomini

Questo il titolo dell’evento organizzato dal festival cinematografico Immaginafrica in collaborazione con l’associazione Voci Globali e svoltosi lunedì 14 novembre a Padova, presso il Centro Culturale San Gaetano. L’intero pomeriggio è stato dedicato a discussioni e riflessioni collettive sui recenti eventi che stanno modificando il quadro sociale e politico dell’intera regione sull’altra sponda del Mediterraneo.

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Le voci dei migranti sulla Primavera Araba

Qual è l’opinione degli immigrati residenti in Italia sui recenti eventi nord-africani? E cosa pensano del ruolo di Internet? Le loro voci sono state raccolte in un documentario che verrà proiettato al convegno “Tunisia, le stagioni dei gelsomini”, in occasione del Festival cinematografico Immaginafrica, il 14 novembre a Padova.

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Tunisia: elezioni e pericolo democratico

Riceviamo da Mehdi Tekaya, storico di origini tunisine, una riflessione sul significato delle prossime elezioni tunisine che riguardano la formazione di un’assemblea costituente che avrà il compito di disegnare il futuro del Paese e le sue istituzioni. La presenza del Nahdha, partito islamico conservatore preoccupa la stampa estera e alcuni analisti. Ma, come fa notare Tekaya, pur esistendo uno scenario liberticida, non è con la paura che si costruisce la democrazia, fatta invece di confronto e verifiche sui fatti.

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