Rumba congolese, da voce di libertà a strumento di propaganda

Nella RDC la storia della musica e della politica si intrecciano fin dai primi giorni di vita del Congo in quanto nazione indipendente. I leader che si sono susseguiti negli anni ben comprendevano il suo potere. Il 27 novembre prossimo si sarebbe dovuto tenere a Parigi un grande concerto che doveva segnare il ritorno del re della rumba lingala, Koffi Olomide, sulla scena europea. Le proteste portate avanti da un gruppo di attivisti congolesi noti come i “combattenti” e che definiscono Koffi il “Griot dei dittatori”, hanno contribuito a far annullare l’evento. Uno di loro, Zorobilele Ingeta, spiega a Voci Globali il motivo del boicottaggio.

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I vertici militari birmani dietro gli stupri etnici delle Rohingya

In Myanmar (ex Birmania) lo stupro delle donne Rohingya – minoranza musulmana in un Paese buddista – viene utilizzato dai militari birmani come strumento di “pulizia etnica”. Donne violate dal nemico e marginalizzate dalla propria comunità di appartenenza. Costrette a vivere nella vergogna e a partorire i figli della violenza nei campi profughi bengalesi. L’ONU accusa i vertici militari birmani di genocidio e crimini contro l’umanità. Il Governo di Naypyidaw nega ogni accusa ma impedisce l’accesso alle organizzazioni internazionali sul territorio interessato e rifiuta la giurisdizione della Corte Penale Internazionale.

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Stupri di guerra in Bosnia, in 20 anni solo scampoli di giustizia

Sono passati 22 anni dalla fine della guerra nei Balcani, ma questo tempo non è stato sufficiente per assicurare una forma di giustizia e risarcimento alle oltre 20.000 donne e ragazze che durante il conflitto hanno subito una forma di violenza sessuale e stupro. In Bosnia Erzegovina in particolare, denuncia Amnesty International, le vittime non hanno accesso alla giustizia in maniera omogenea nelle varie regioni del Paese, non hanno supporto fisico, psicologico, legale ed economico, e la lentezza dei processi spesso pregiudica la reale condanna dei colpevoli.

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