Il business del dolore, il mercato e l’uso degli strumenti di tortura

Praticamente ovunque, sono banditi i trattamenti inumani o degradanti; produrre, comprare e vendere gli oggetti che servono per maltrattare le persone invece è legale. In prigione, nelle caserme o alle manifestazioni, pubblici ufficiali ne fanno uso in nome dell’ordine e della sicurezza. Contro il business che cresce insieme alle fiere di armi e alimenta l’abuso della forza, gli Stati europei raggiungono un nuovo traguardo. Segue anche l’ONU, lasciando aperta la porta alla speranza di un mercato globale libero dalla crudeltà.

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Migranti in carcere, tra suicidi e abusi di potere

La situazione delle carceri italiane è al collasso in balìa di vecchi e nuovi problemi. Il sovraffollamento e le degradanti condizioni igienico-sanitarie si scontrano con l’atavica mancanza di risorse finanziarie, mentre la legislazione d’emergenza si sostituisce a un intervento strutturale e riformista.

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