Libertà in Rete, anche la Francia tra i Paesi più restrittivi

Il Rapporto 2015 di Freedom House segna un peggioramento dell’esercizio del diritto di espressione in molte parti del mondo. In cima alla classifica negativa ci sono Russia, Libia, Ucraina e Francia. La diminuzione del livello di libertà è data anche dalla censura messa in atto da altri governi, Cina, Iran e Siria in primis. Inoltre, gli attentati terroristici contro la redazione della rivista Charlie Hebdo a Parigi hanno cambiato molto le condizioni degli utenti della Rete a causa delle strategie anti terrorismo portate avanti dal governo di Hollande.

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Meno libertà in tutto il mondo. In Siria la vita peggiore

L’analisi di Freedom House evidenza un inquietante aumento dei Paesi che perdono terreno sul piano dei diritti a causa della sorveglianza di Stato, delle restrizioni sull’uso di Internet e sulla libertà personale.

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Libertà di parola, il sogno di un illustre economista cinese

Gli auspici per il 2015 dell’economista liberale Mao Yushi, espressi al forum sui “Desideri del nuovo anno” a Pechino. Mao ha riferito che l’aggressione più recente delle autorità cinesi sulla libera espressione è stato il tentativo di applicare un sistema di registrazione per il nome autentico su internet. Tali politiche accompagnano arresti di massa di intellettuali ritenuti dissidenti per i loro discorsi, “il che è totalmente inappropriato”, ha aggiunto.

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Si addensano nubi sulla libertà digitale?

Le minacce alla libertà digitale stanno aumentando proprio come il numero di persone che sempre più accedono ad Internet, con milioni di persone che, nei prossimi anni, molto probabilmente entreranno nel mondo digitale attraverso l’uso di cellulari e smartphones. Un intervento del direttore di Index on Censorship.

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