Sudafrica, centri antiaborto violano la legge sostenuti dagli USA

Nonostante l’aborto sia legale in molti Paesi del continente africano, i cosiddetti “centri di risorse per la gravidanza” si adoperano per dissuadere le donne dal ricorrere all’interruzione di gravidanza. Si tratta di strutture di stampo cristiano conservatore, molto vicini alla destra statunitense. Tali pressioni violano di fatto le leggi che tutelano la popolazione femminile. A seguito delle rivelazioni di openDemocracy, le autorità sanitarie sudafricane dichiarano di voler mettere fine a queste sistematiche manipolazioni, inaccettabili e soprattutto illegali.

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Aborto non sicuro, così il mondo calpesta i diritti delle donne

Ogni anno, secondo i dati dell’OMS, vengono praticati nel mondo 25 milioni di aborti “pericolosi”. Il fenomeno è dovuto, da un lato, alla presenza di normative statali che vietano tout court l’interruzione di gravidanza. Dall’altro, al modo in cui vengono applicate le leggi laddove lo stesso è libero e legale. Sul piano internazionale, la questione è stata inquadrata nel contesto dei diritti fondamentali delle donne. E sebbene non possa dirsi che esista, nell’ordinamento giuridico internazionale, un diritto all’aborto, la prassi degli organismi a tutela dei diritti umani sembra muoversi proprio in direzione del suo riconoscimento.

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