Migranti, quei 35 euro tra cattiva gestione, propaganda e falsità

In un recente tweet, il ministro Salvini ha affermato: “entro l’estate la cifra per immigrato, scenderà almeno a 25. Quello che risparmieremo in falsa accoglienza lo investiremo in sicurezza”. La dichiarazione, dai toni fortemente propagandistici, è solo l’ennesima fake news in tema di immigrazione tesa ad alimentare distorte convinzioni sulla condizione dei migranti. Ancora oggi parte dell’opinione pubblica è convinta che il Paese trabocchi di immigrati e, che i “poveracci” giunti via mare ricevano dal Governo uno “stipendio” oltre a soggiornare in alberghi di lusso. Ma non è affatto così. Vediamo da dove provengono i soldi per la gestione dei flussi migratori in Italia e come devono essere usati.

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Lampedusa e gli hotspot, metodo che favorisce la clandestinità

Il nuovo sistema degli hotspot resta un esperimento ma comporta l’attuazione di politiche, elaborate a livello europeo, che violano i diritti: questi centri hanno l’obiettivo di dividere i migranti in diverse categorie direttamente dopo il loro arrivo via mare, distinguendo tra potenziali rifugiati e migranti economici. Tuttavia, al momento non mancano le pratiche discriminatorie e di violazione dei diritti umani per tutte le categorie, anche quella attualmente “privilegiata”. Un’analisi della situazione di openDemocracy e da noi tradotta.

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Bambini migranti sbarcano soli in Italia

I ragazzi immigrati lasciano i loro Paesi e arrivano in Italia senza i genitori, nella speranza di trovare lavoro e migliori opportunità, ma le loro aspirazioni svaniscono velocemente. Spesso rischiano di essere sfruttati per lavorare in nero o vengono reclutati da bande criminali, senza che nessuno riesca a proteggerli.

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