Tamil Nadu, i villaggi stretti tra i disastri del clima e industrie

I pescatori dei piccoli villaggi in India lottano ogni giorno contro i danni causati dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici. Nella regione del Tamil Nadu, per esempio, le comunità locali hanno tentato di manifestare contro le pratiche delle industrie che scaricano rifiuti nel mare e nei fiumi. Ma la protesta è finita in tragedia con diverse vittime. Oggi, queste stesse persone cercano di sopravvivere all’impatto distruttivo degli scarichi in mare, dell’erosione delle coste, della scarsità di pesce. Attaccamento alle tradizioni e senso di appartenenza uniscono i villaggi in questa sfida quotidiana.

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Bisogno d’acqua. Il cambiamento climatico e i danni nel Sahel

Il Sahel è da sempre colpito da siccità cicliche che in passato si presentavano ogni dieci anni. Da qualche tempo, però, le cose stanno peggiorando. I periodi di pioggia sono sempre più rari e Paesi come ad esempio la Mauritania e il Ciad ne risentono profondamente. La carenza idrica rende difficile sia l’agricoltura che gli allevamenti e aumenta il tasso di mortalità infantile. Secondo alcuni studi esisterebbe un legame diretto tra lo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia e la mancanza d’acqua nella regione africana.

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Qualità del cibo, reazioni/adattamenti ai cambiamenti climatici

In che modo gli alimenti mantengono i loro elementi nutrienti al variare del cambiamento climatico? Il cibo riesce a dare lo stesso apporto proteico di un tempo? E in quali zone del mondo l’agricoltura risulta essere più sensibile ai mutamenti atmosferici? Mentre il clima cambia a ritmi sempre più accelerati, si affacciano numerosi interrogativi. L’intervista a Ana Islas Ramos, Nutrition Officer della FAO, e alla prof. Anna Maria Giusti, docente di Biochimica e Biochimica della Nutrizione presso la facoltà di Medicina e Odontoiatria dell’università Sapienza di Roma.

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Diritti ambientali, se le leggi sono inapplicate o insufficienti

Il Piano Strategico delle Biodiversità risponde alle richieste di tutela dell’ecosistema dagli incendi boschivi. Il Codice dell’ambiente invece, rivela quali sono le responsabilità degli enti locali e cosa si intende per reati come il disastro ambientale. Come è possibile limitare e ridurre i danni degli incendi locali? In Slovenia si sperimentano nuovi metodi per combattere in maniera preventiva i rischi degli incendi, utilizzando progetti di ricerca all’avanguardia e personale qualificato. Ma occorre più coscienza civile per evitare problemi ulteriori legati alla noncuranza o anche alla volontà di distruzione.

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Le metropoli africane: costose, affollate, disconnesse

È la fotografia delle città dell’Africa sub-sahariana che emerge dal nuovo rapporto della World Bank. Continua il trend dell’urbanizzazione, 472 milioni di persone vivono oggi nei grandi centri e si calcola che saranno un miliardo entro il 2050. Il mito del grande centro urbano attrae in modo inesorabile, ormai, gli abitanti delle aree rurali. Le ragioni sono diverse, la ricerca di una vita migliore e di un lavoro stabile prima di tutto. Ma da qualche tempo anche le conseguenze dei cambiamenti climatici stanno provocando una fuga dalle aree interne o costiere. E poi ci sono gli investitori stranieri. Ma per rendere vivibili le metropoli africane occorre una maggiore pianificazione.

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L’attivismo ambientale nero che cerca spazi e ascolto

L’attivismo ambientale in Africa – nonostante non riceva molti onori della cronaca – è assai intenso. Nomi noti sono quello di Wangari Maathai, a cui nel 2004 fu assegnato il Premio Nobel per la Pace e quello dell’attivista-poeta Ken Saro-Wiwa, impiccato per aver osato sfidare la multinazionale Shell. Eroi dell’ambiente, li definisce la giuria del Goldman Environmental Prize, che ogni anno premia i difensori dell’ambiente, dei territori, della natura. Dei diritti umani, dunque. Sono 27 gli africani sub-sahariani premiati finora, ma molti altri lavorano nell’ombra e sono molte le associazioni che operano nei vari Paesi.

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Ghana, l’erosione della costa che distrugge vite e villaggi

All’estrazione della sabbia da parte dei locali e l’uso del legno di mangrovie, viene imputata la distruzione della costa nell’area di Keta, Regione del Volta in Ghana. Se queste attività incidono certamente sull’erosione, tra i motivi ci sono però anche i cambiamenti climatici, la mancanza di infrastrutture a protezione costiera e scarse politiche di sviluppo della zona da parte dei leader politici. Voci, opinioni e immagini nel reportage di uno studente dell’Università di Copenaghen che sta svolgendo un Internship con Voci Globali.

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