Bambini migranti tenuti in gabbia. Storie di “occidentale” follia

Detenuti in ragione del loro status di “migranti”. È questo il triste destino condiviso da moltissimi minori trattenuti in strutture di vario genere nelle more delle procedure per l’espulsione ovvero per il riconoscimento della protezione internazionale. Non esistono dati ufficiali per chiarire la portata del fenomeno assai diffuso soprattutto in Occidente. La pratica è contraria alla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo e viola i diritti fondamentali dei bambini. Le loro condizioni di vita all’interno dei centri sono pessime. E le conseguenze sul piano psicologico ed emotivo devastanti. Eppure nulla si muove, mentre la propaganda nazionalista imperversa.

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Lampedusa: da terra di salvezza a centro di detenzione dei bambini migranti

E’ stata ormai definita la “prigione dei bambini”. Sulle sponde di Lampedusa arrivano ogni giorno decine di bambini e adolescenti che, secondo quanto previsto dalla legge italiana, dovrebbero essere identificati tempestivamente e segnalati alle autorità competenti in tempi strettissimi. Questo non accade però a Lampedusa, dove i minori vengono lasciati in uno stato di abbandono per lungo tempo, in violazione di normative internazionali quali la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia.

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