Cina, Uiguri oppressi in nome di una strana “guerra al terrore”

La minoranza turcofona di religione islamica è vittima – sin dagli anni ‘90 – di una violenta repressione da parte del Governo cinese. Pechino, dopo l’11 settembre, ha giustificato i provvedimenti adottati contro gli Uiguri (e non solo) in termini di misure legittime all’interno dell’ampia “campagna antiterroristica” tesa a fermare – tra l’altro – ogni aspirazione separatista. In realtà, la lista dei diritti umani violati dalle autorità cinesi è lunga e articolata. Un recente report indipendente si spinge a definire la persecuzione contro gli Uiguri “genocidio” in senso giuridico.

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Schiavitù, in una “work song” il passato che riflette sul presente

In occasione della Giornata Internazionale in Ricordo delle Vittime della Schiavitù e della Tratta Transatlantica pubblichiamo un intervento di Sara Piolanti, musicista che insieme a Marco Vignazia pubblica oggi il video di una work song, forma di espressione e protesta, interpretata da prigionieri neri nei penitenziari americani. Dedicato a tutte quelle persone oggi ridotte in schiavitù: si parla di oltre 40 milioni di vittime in ogni parte del mondo, nella maggior parte dei casi donne, ragazze e bambini.

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In Africa l’agricoltura è la chiave di volta per crescita e sviluppo

Il Commissario all’Economia dell’UA ha ribadito l’importanza del settore agricolo e della blue economy per la prosperità del continente. In Cambogia, le attività illegali minacciano la foresta di Pray Lang. Il Dipartimento di Giustizia filippino riconosce, per la prima volta, il ruolo della polizia nazionale in migliaia di uccisioni illegali nella “guerra alla droga”. ONG di tutto il mondo chiedono l’embargo totale sulle armi in Myanmar dopo il golpe. In Australia, il report di una Commissione governativa rivela quanto sia grave e diffuso il fenomeno degli abusi sugli anziani nelle case di riposo.

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Genocidio, crimine ignobile tra zone d’ombra e giustizia negata

In occasione del Giorno della Memoria, Voci Globali ha incontrato la professoressa Raffaella Nigro, titolare della cattedra di diritto internazionale dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro, per approfondire la tematica del “genocidio”. Il “crimine dei crimini”, a oltre 70 anni dall’adozione della Convenzione di New York, continua a generare confusione nell’opinione pubblica (e non solo) con riguardo ai suoi elementi costitutivi, alla responsabilità internazionale dello Stato e a quella penale degli individui autori di presunti atti genocidari.

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Africa, nuova “Strategia di Genere” per lo sviluppo inclusivo

La Banca Africana di Sviluppo ha avviato un programma teso a rafforzare la parità di genere per garantire una più rapida crescita del continente. Un tribunale francese ha riconosciuto lo status di “migrante ambientale” a un bengalese affetto da asma cronica, annullando l’ordine di espulsione a suo carico. Cresce la tensione tra Sudan ed Etiopia per l’annosa questione dei territori di confine contesi. La Corte Europea DU ha dichiarato ammissibile il ricorso dell’Ucraina contro la Russia per le violazioni dei diritti umani in Crimea. Collaborazione ONU/Lega Araba per risolvere le crisi mediorientali.

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Morie di massa, il Covid diventa dramma anche per la fauna

Segnalazioni da tutto il mondo stanno dimostrando la suscettibilità di diverse specie animali al coronavirus. Secondo i risultati di studi sperimentali effettuati dall’OIE, più sensibili al virus sono i furetti, i conigli e i gatti. Particolarmente colpiti i visoni la cui particolare suscettibilità al Covid-19 sta obbligando vari Stati a decretare l’abbattimento di milioni di mustelidi. Allargando lo sguardo, l’aumento delle morie di massa negli ultimi anni potrebbe portare all’estinzione varie specie animali, contribuire a sconvolgere ulteriormente l’ecosistema del pianeta e mettere in pericolo diverse attività umane.

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Giornata mondiale contro l’AIDS, messaggi e storia di chi la vive

Un bilancio sulla malattia dello stigma e della paura. Le nuove terapie e la vita quotidiana dei pazienti. Abbiamo intervistato l’attivista Paolo Gorgoni in arte Paula Lovely, l’artivista Luca Modesti e il presidente nazionale dell’Anlaids, Bruno Marchini. Le nuove terapie hanno rivoluzionato il quadro del virus ma il pregiudizio sulle persone che vivono con l’HIV resta enorme perché legato alla sfera sessuale e alle rappresentazioni degli anni ’80-’90. Eppure le persone con HIV non diffondono il virus, dunque rilanciamo questo avviso: U=U (undetectable = untrasmittable).

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Figli di stupri di guerra, per la pace oltre la barriera dello stigma

A livello mondiale, i bambini nati durante i conflitti da madri vittime di violenza non emergono ancora come soggetti di giustizia e assistenza sanitaria. Considerati come “figli del nemico”, attorno alle loro storie vige indifferenza e confusione. La negligenza delle istituzioni li priva dei diritti fondamentali, vulnerabilità ed emarginazione caratterizzano i vissuti di questi bambini. Ma c’è tra loro chi racconta la propria storia e chi, tra la società civile, si batte per la loro protezione, e per la pace futura.

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Aida Aicha Bodian, quando creatività fa rima con comunità

La sua mission è: Afro Women Empower, ed è quello che fa in tutti i suoi progetti: sostenere, dare visibilità, evidenziare i talenti e le attività delle donne afroitaliane. Aida Aicha Bodian è italo-senegalese, vive a Parigi e ha fondato Nebua World, Roots Evolution, The Diversity Network, MelaninNappy… tutte iniziative che mirano a portare alla luce la consapevolezza e i valori della diversità. L’anno scorso ha pubblicato “Le parole dell’umanità“. Il suo blog (che raccoglie le sue idee e progetti) è Afritalgirl.com.

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Le origini della xenofobia anti-africana in Cina, da Mao al Covid

In Cina, il coronavirus è diventato motivo per alimentare atteggiamenti razzisti nei confronti della comunità africana. Molti cittadini africani sono stati sfrattati da hotel e abitazioni, sottoposti forzatamente a test ed è stato rifiutato loro l’accesso a servizi essenziali. La xenofobia anti-africana in Cina risale agli anni ’70 quando proteste studentesche contro la crescente presenza di studenti africani nel Paese si diffusero in varie città, tra queste Nanchino e Shanghai. Come in Cina, anche in Africa negli ultimi anni sono nati forti sentimenti contro la “predatoria” presenza economica cinese nel continente.

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