Covid-19, cambiamento climatico e duplice rottura metabolica

Agroindustria e pandemie: qual è il nesso che le lega? Gli allevamenti intensivi e le filiere della distribuzione globale generano canali per l’evoluzione, la proliferazione e la trasmissione su scala mondiale di virus letali. Da oltre un quarto di secolo gli epidemiologi ci mettono in guardia prospettando l’ipotesi di un’epidemia capace di sopraffare l’umanità. Un’umanità stremata e svilita dalla legge del capitale, impantanata nelle logiche del profitto secondo le quali la prevenzione di una pandemia non viene implementata perché non redditizia.

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Covid in Africa, ora è il momento della collaborazione tra Stati

Le ripercussioni economiche della pandemia potrebbero essere disastrose per il continente africano. Ma potrebbero anche aprirsi opportunità, per le singole nazioni, per sostenere scambi commerciali, aiutare piccole e medie imprese, rafforzare filiere regionali. La grave crisi sanitaria e finanziaria annunciata – e in parte già visibile – nel continente dovrebbe dunque essere colta come occasione di crescita. Soprattutto in termini di cooperazione regionale, sostenuta attraverso l’iniziativa Area di Libero Scambio Continentale Africana (AfCFTA). Lo spiega Dorothy Tembo, direttore esecutivo ad interim dell’International Trade Centre (ITC).

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Media e diversità, in Italia redazioni prive di giornalisti stranieri

Interculturalità, mobilità e plurilinguismo sono tratti caratterizzanti delle società odierne, eppure troppo spesso i media non riflettono questa eterogeneità. È necessario introdurre la diversità nella programmazione, nella copertura delle notizie e nelle politiche di assunzione. La nozione di diversità come risorsa fa ancora fatica a entrare nelle redazioni italiane ed europee, tanto che gli aspiranti giornalisti di origine straniera in Italia incontrano notevoli difficoltà a esercitare la professione e spesso si muovono sulla soglia tra giornalismo e attivismo.

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Come la destra populista in Europa strumentalizza le donne

Diritti umani, libertà delle donne, difesa dell’emancipazione femminile: questi sono i temi centrali della retorica populista e anti-migratoria puttosto diffusa tra i partiti politici di destra europei. L’intento è di presentare l’islamofobia come tutela delle libertà. Il risultato, invece, è la cultura di marginalizzazione dei cittadini musulmani, ormai fortificata attraverso l’uso strumentale della differenza tra “noi” e “loro” soprattutto in termini di diritti al femminile. Ne è un esempio la destra in Francia e Germania, i due Paesi europei presi in questione nell’analisi che pubblichiamo.

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