Anno: 2015

Diritti lavoratori migranti, Convenzione inapplicata dopo 25 anni

Venticinque anni fa, il 18 dicembre 1990, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava la Convenzione Internazionale sulla Tutela dei Diritti di tutti i lavoratori migranti e i membri delle loro famiglie. Si tratta del più ardito strumento giuridico internazionale che sia stato mai concepito al fine di tutelare i diritti fondamentali dei migranti. Tuttavia è anche uno dei Trattati più impopolari: infatti è stato ratificato solo da un piccolo numero di Stati e nessun Paese occidentale che accoglie i migranti l’ha fatto.

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Il fenomeno migranti tra opinione pubblica, media e dati reali

Mentre nell’ultimo vertice del 2015 sul tema dei migranti l’Europa appare ancora spaccata e la Danimarca ha proposto addirittura l’esproprio dei beni dei rifugiati in cambio di welfare, la Giornata Internazionale del Migrante da poco “celebrata” ci ha ricordato che ci sono 60 milioni di persone in movimento che chiedono una risposta all’Unione Europea. TV e giornali dedicano grande attenzione alla questione e contribuiscono a creare la visione sul tema dei rifugiati, richiedenti asilo, immigrati. Ma come stanno davvero le cose?

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Cina, nuove e controverse strategie di propaganda online

Dal 2014, il motto “Diffondere energia positiva per costruire il sogno cinese”, è diventato una delle principali forme di propaganda del governo. Sul web cinese operano oggi milioni di “volontari per la civilizzazione” che diffondono messaggi a favore del partito comunista. L’energia positiva deve contrastare le notizie deprimenti che dominano i titoli dei giornali, ad esempio lo smog tossico che avvolge Pechino e le regioni del Nord. A tal fine, incoraggiate anche le aziende di Internet a “diffondere notizie positive”.

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Brasile: industria mineraria, corruzione e scempio ambientale

Finché le politiche ambientali continueranno ad essere influenzate dalla corruzione e da motivi di convenienza elettorale, le grandi società minerarie continueranno a portare avanti le loro estrazioni in maniera molto pericolosa. Il recente caso della rottura di due dighe presso una miniera di ferro gestita dalla compagnia Vale S.A. nello stato di Minas Gerais, causa di un’inondazione di fango e rifiuti ferrosi che ha provocato molte vittime. Ma anche, nel post tradotto da openDemocracy, una sintesi storica sul Minas Gerais, luogo minerario per eccellenza, accompagnata da una prospettiva letteraria.

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Fiabe africane in (quasi) tutte le lingue del mondo

Leggere una favola nella propria lingua madre, apprendere la propria cultura e nello stesso tempo aprire la mente ad altre culture e ad altre lingue. È questo, in sostanza, lo scopo del progetto di educazione a distanza African Storybook. L’iniziativa, che raccoglie 348 storie illustrate e 1025 traduzioni in diversi linguaggi locali ed europei, è già diventata una piattaforma di riferimento per insegnanti, studenti, lettori. Avviato in Sud Africa, Lesotho, Kenya e Uganda, il progetto si è poi allargato e ora coinvolge anche il Ghana, Ruanda, Niger, Mozambico, Etiopia, Tanzania.

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La sharing economy si fa sociale ma non convince tutti

La sharing economy, che il Time ha inserito fra le dieci idee che cambieranno il mondo – continua ad essere da più parti oggetto di critiche e perplessità. Seppure parecchi siano gli adepti della “Terza Rivoluzione Industriale” targata Jeremy Rifkin, che nell’economia dello scambio del nuovo Millennio vede la ricetta per “la società a costo marginale zero”, altrettanti sono i detrattori che ne sottolineano i “lati oscuri”. Intanto, alle note piattaforme Airbnb e Uber si affiancano progetti più sociali come refugeehero e refugees-welcome.

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Io, giovane ragazza africana, amo questo continente

Pubblichiamo la testimonianza – scritta per Voci Globali – della ventitreenne sierraleonese Ngozi Monica Cole che, nel suo Paese, ha vissuto l’esperienza della guerra civile (1991 – 2002), poi ha studiato e si è laureata negli USA ed è quindi tornata in Africa. Attualmente lavora come stagista della facoltà nel dipartimento di Arti e Scienze presso l’Università di Ashesi, ad Accra (oltre che blogger attraverso la sua pagina www.sepiadahlia.com). Un esempio che va oltre gli stereotipi ma che che dimostra quanti se ne incontrano lungo il cammino.

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Arabia Saudita: poeta condannato a morte, in pericolo chi critica

Il Paese minaccia chiunque osi paragonare il sistema penale del Regno a quello dell’ISIS. 150 esecuzioni nel 2015. La storia di Ashraf Fayadh, accusato di apostasia, reati connessi alla blasfemia e di promuovere l’ateismo nella sua raccolta di poesie del 2008, Instructions Within. La sentenza è stata ampiamente criticata sui social media. Molti hanno confrontato il codice penale e le punizioni eseguite in Arabia Saudita con quelle del cosiddetto Califfato islamico, creato occupando brutalmente fasce di territorio in Siria e in Iraq.

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