Traffico di organi, una Convenzione lo vieta. Con scarsi risultati

Un fenomeno transnazionale, che si nutre di situazioni di estrema povertà, da un lato, e carenza di organi da destinare ai trapianti, dall’altro. La lotta a questo fenomeno si è dimostrata finora inefficace perché sono mancate adeguate normative sia sul piano nazionale che internazionale. Nel dibattito giuridico e scientifico c’è stata la tendenza a far coincidere il “traffico di organi” con “la tratta di essere umani a scopo di trapianto”, data l’apparente similitudine tra i due crimini, rendendo così poco agevole il percorso verso la criminalizzazione del commercio di organi.

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Se tirassimo via i lenzuoli bianchi. E con essi il velo di Maya

Siamo fatti di stelle ma ci rotoliamo pietosamente nel fango. Non che il fango non sia anch’esso espressione delle stelle. Il fatto è che noi pensiamo sia lurido e nient’altro. È da tempo che gli scienziati ci dicomo che la nostra natura è perfetta, vive dentro l’universo e non separata da esso, è fatta delle stesse sostanze delle galassie. È da tempo che la scienza “conferma” le illuminazioni dei buddha, dei filosofi, dei pensatori liberi. La fisica quantistica ha dato voce a un fenomeno – noto dall’infinito passato – quello dell’entanglement. Vuol dire intreccio. Vuol dire connessione, relazione. Se capissimo che siamo uno e non separati dagli altri allora saremmo più empatici. E più felici.

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Internet, chi vince e chi perde nella corsa a ostacoli dei megabit

Quanto è lungo il tempo per connettersi alla Rete? E ci sono metodi per testare in maniera scientifica la capacità della nostra connessione? In un mondo che corre, le risposte arrivano da ogni parte, ma con ritmi ben diversi da Paese a Paese. Ecco la fotografia del digital divide secondo alcuni rapporti che analizzano la Rete secondo questo aspetto, con particolare attenzione al caso italiano ma anche a quanto avviene più in generale in Europa o in realtà emergenti com’è nel caso dell’Africa.

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Afghanistan, dove la violenza sui minori è una “tradizione”

I Bacha Bazi sono i piccoli schiavi sessuali dei potenti signori della guerra afghani. Sono bambini costretti a soddisfare i più bassi istinti sessuali dei loro “padroni” dopo essersi esibiti, abbigliati da donne, in balli e canti erotici. Si tratta di un’orribile forma di sfruttamento sessuale minorile, che per decenni il Paese ha tollerato in nome della tradizione culturale. Messa al bando dal regime talebano, la pratica è riemersa dopo il noto intervento militare statunitense sotto lo sguardo indifferente della comunità internazionale. Solo di recente, il Parlamento afghano è intervenuto a vietare la pratica, inserendo una specifica norma nel nuovo codice penale.

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Mila, un cartoon per spiegare la guerra ai bambini

Un linguaggio come quello dei filmati d’animazione ha una ricchezza enorme, ancora in gran parte inesplorata. Al di là dello sviluppo del mercato, crescente negli ultimi trent’anni, sono i film indipendenti, creati dal basso, a farsi portavoce di storie fuori dall’ordinario, parlando ai bambini anche di temi forti ma in maniera dolce. Ne è un esempio il cortometraggio sulla seconda guerra mondiale ambientato a Trento nel 1943, firmato da Cinzia Angelini, a capo di un team nutrito di 350 artisti provenienti da ogni parte del mondo.

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Migranti, con Liberi Nantes l’inclusione è nello sport

Il campo XXV aprile, a Pietralata, periferia est di Roma, ospita gli allenamenti della squadra di rifugiati e richiedenti asilo di Liberi Nantes. Siamo andati a trovare i giocatori e a conoscere i volontari dell’Associazione, nata dieci anni fa. Tante le cose fatte e ancora da fare, con rinnovato entusiasmo e voglia di stare insieme. Le video interviste al presidente, Alberto Urbinati, all’allenatore Toti e ad alcuni amici dell’Associazione. Un esempio di integrazione e dialogo attraverso l’amicizia e le attività sportive.

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Yemen, si entra nel quarto anno di una terribile guerra civile

Il 26 marzo 2018 si è entrati nel quarto anno di conflitto in Yemen. Una terribile tragedia che non ha trovato un’adeguata copertura nei media occidentali e la dovuta attenzione della comunità internazionale. La risoluzione della guerra appare di là da venire, mentre migliaia di civili continuano a pagare per l’avidità dei Paesi interessati a spartirsi le ricchezze del territorio. Anche l’ONU si conferma impotente a intervenire per porre fine ai bombardamenti. Nell’articolo una sintesi della situazione.

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“I love you, that’s why I beat you”. Domestic Violence in Africa


Sub-Saharan African countries experience exorbitant negative trend concerning domestic abuse, reaching peaks of almost 66 per cent. An issue that affects millions of women worldwide — extremely hard to be eradicated in the African regions due to cultural traditions and beliefs and to a widespread distorted vision of the women’s role. During its journey, AfroWomenPoetry has met several artists whose verses represent a cross section of this issue, including marital rape and wife-beating – throughout the experience of direct victims of abuse.

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Sudafrica, la terra ai neri. Espropriazione ai proprietari bianchi

Erano molti i segnali che lasciavano presagire che la situazione, prima o poi, si sarebbe capovolta. Il Parlamento ha appoggiato una mozione per una modifica della Costituzione che consentirebbe l’espropriazione della terra senza compensazione. Il 72% della terra coltivabile in Sudafrica appartiene a proprietari bianchi. Gli animi sono tutt’altro che tranquilli ora che la promessa dei leader sudafricani di cambiare le cose  sta diventando realtà. E i risultati di questo primo, estremo passo, sono al momento imprevedibili.

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Perù, lo “sviluppo” che condanna alla fine le tribù incontattate

Nel cuore della foresta amazzonica, diverse tribù indigene vivono in piena armonia con l’ecosistema. Definite “incontattate”, per la scelta di una esistenza in isolamento dal mondo esterno, queste popolazioni pacifiche sono minacciate ogni giorno. L’ultima tragica novità arriva dal Perù, che ha appena approvato una legge che consentirà di costruire una strada all’interno delle aree protette e abitate dagli indigeni. Taglialegna, minatori e trafficanti illegali potranno penetrare più facilmente. Portando distruzione e morte di esseri umani e dell’ecosistema.

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