“Africa connected”, il continente che cresce grazie a Internet

Si sviluppa chi usa la Rete. È il messaggio che arriva da creativi africani e che Google lancia come concorso. E già c’è chi si sta facendo conoscere al mondo utilizzando il computer. Non va però dimenticato che solo chi ha denaro e ha studiato può permettersi di trarre vantaggio da questa conoscenza. Così le nuove tecnologie anziché restringere allargano, in qualche modo, il gap sociale.

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Torna il Festival che fa protagonista una baraccopoli

A Nairobi lo Slum Film Festival con i lavori di giovani produttori e registi che vivono in quel luogo e raccontano le loro storie. Lo scopo: rendere visibili storie che altrimenti restano sconosciute e allo stesso tempo promuovere il talento ridando dignità alle persone che vivono in questi agglomerati urbani, spiega il cultural manager dell’evento.

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In Africa le radici della parola disegnata

Raccontare attraverso segni e simboli e farsi ispirare dalla propria cultura. Il messaggio di Saki Mafundikwa, che in Zimbawbe ha fondato la prima scuola di “Graphic Design and New Media” per stimolare un linguaggio creativo fondato sull’eredità culturale africana.

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Marocco, bambini figli della strada

Fenomeno che non accenna a diminuire, dietro il silenzio delle autorità. Si calcola che in Marocco lavorano 177.000 bambini al di sotto dei 15 anni, 60.000 dei quali come domestici. E molti non hanno una casa dove vivere. Questo sebbene il Paese aderisca alla Convenzione Onu, che pone precise restrizioni per l’impiego di minori sui luoghi di lavoro.Una testimonianza da Casablanca.

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Soggetti ai margini: i migranti LGBT

Cosa significa essere privi di documenti negli USA? Traendo spunto dalla propria esperienza del sistema di asilo negli Stati Uniti, l’attivista di origini colombiane Mónica Enríquez-Enríquez presenta due video da lei prodotti sui diritti dei migranti LGBT, la violenza e la definizione della propria identità ai margini del contesto sociale.

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“Unchildren”, l’infanzia negata: un progetto per le scuole

Unchildren è un’esposizione che racconta per immagini le violazioni dell’infanzia che avvengono ogni giorno nel mondo. L’ideatrice sta lavorando quest’anno con la sua associazione Diritti d’Autore per proporre questa mostra / progetto didattico alle scuole, o ovunque vi siano enti interessati per proporla ai giovani.

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Imparare la Rivoluzione da una canzone

Un reportage della ricercatrice Sara Verderi sul workshop dedicato alla Rivoluzione egiziana tenutosi lo scorso marzo alla ‘Ayn alShams, una delle università più conservatrici del Cairo: eventi come questo fanno capire il grado di apertura e democratizzazione delle istituzioni accademiche operato dall’ultima rivoluzione egiziana.

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Violenza di genere, l’ONU prova a mettere un freno

Violenza sulle donne, un fenomeno che negli ultimi anni si è esteso drammaticamente in tutto il mondo. Pochi giorni fa è stata approvata a New York in sede Onu la Carta contro la violenza, documento non vincolante eppure di storica importanza – a firmarla anche il delegato egiziano.

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Senzatomica, persone comuni per dire no alle armi nucleari

Una mostra-evento organizzata dalla Soka Gakkai, istituto buddista laico e ONG, per sensibilizzare su un pericolo che cesserà solo con la messa al bando di tali arsenali. Nel mondo ci sono 20.530 testate nucleari, di queste 5.027 sarebbero pronte ad essere usate in qualunque momento.

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Siria, Arte come Resistenza per contrastare i racconti del potere

La Rivoluzione che passa attraverso parole, suoni, immagini. Per Voci Globali l’intervento della ricercatrice Sara Verderi che sottolinea il ruolo giocato da artisti o semplici cittadini che, con canzoni, graffiti, striscioni, danno al mondo un altro aspetto – e la dimensione dal basso – di quanto sta accadendo nel loro Paese.

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