Una masai e una pastora sulle Alpi. Un incontro che diventa film

Cos’hanno in comune una giovane masai e una “pastora” delle Alpi? Per saperlo, la giovane masai e la bergera dovrebbero avere la possibilità di incontrarsi, scambiarsi esperienze, imparare a conoscersi. Sembra impossibile o perlomeno irrealistico, eppure è accaduto, ed è diventato un film. Tre mesi insieme per un progetto antropologico e sociale. L’intervista al regista, Sandro Bozzolo, che ha anche filmato le scene.

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Elephant Action League: “Se compri avorio, uccidi persone”

Questo è lo slogan dell’ultima campagna lanciata il 26 gennaio scorso da EAL, organizzazione indipendente che ha come missione quella di contrastare i crimini contro la fauna selvatica e le foreste. Andrea Crosta,  direttore esecutivo e co-fondatore della ONG, racconta a Voci Globali come il traffico sia storicamente legato, fin dai tempi della schiavitù, allo sfruttamento di comunità povere e svantaggiate in Africa.

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Alicudi e la storia della scuola con soli tre alunni

Intervista ad Alberto Bougleux, regista di “L’ultimo giorno”, documentario realizzato ad Alicudi presso la scuola più piccola d’Italia e d’Europa. Un film girato in tre anni – dal 2011 al 2013 – che documenta il diritto dei bambini alla serenità e ad una buona formazione anche in un contesto arcaico e povero di stimoli culturali come l’isola più selvaggia delle Eolie. I protagonisti sono Mirko, Valentino e Gabriele, gli unici alunni dell’insegnante Teresa, trasferitasi vent’anni fa nell’isola da Milano e ora prossima alla pensione.

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“Eco de femmes”, l’emancipazione che passa dal lavoro

“Il diritto a guadagnarsi da vivere”, sosteneva Virginia Woolf, l”e donne non se lo faranno portare via”, riconoscendo in esso la prima e autentica forma di emancipazione da una società patriarcale spersonalizzante. Lo stesso diritto, difeso nel lontano 1938, è rivendicato oggi dalle donne che popolano l’area tra il Marocco e la Tunisia. Presentiamo dunque un progetto e un documentario sulla dimensione femminile – di sfruttamento e ineguaglianza – nelle aree rurali del Maghreb.

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DREAM, giocattoli riciclati per combattere Aids e malnutrizione

“Rigiocattolo”, sotto l’assedio del Natale e dei suoi ameni corollari, sembra concetto impudente e fuori luogo. Eppure, il riciclaggio di giocattoli in varie città d’Europa, a cominciare dalla piazza recentemente organizzata a Milano, il 13 e 14 dicembre, fa parte di un progetto ormai collaudato – D.R.E.A.M della Comunità di Sant’Egidio, per il contrasto all’AIDS e alla malnutrizione in Africa. Al proposito, pubblichiamo una nostra intervista a Paola Germano, responsabile del programma sin dall’inizio ovvero dal 2002.

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Tra Google e i diritti digitali, ripartire da Edward Snowden

La recente risoluzione del Parlamento Europeo nei confronti di Google ha riacceso cruciali questioni strategiche, economiche, fiscali. Tra queste rimangono non sufficientemente illuminate le questioni dei diritti online, con particolare riferimento ai temi della privacy e della sorveglianza. In questo senso si può ripartire dalla figura di Edward Snowden: il film “Citizenfour” e una recente videointervista a cura di Lawrence Lessig rilanciano la sua azione, così importante per tutti noi.

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Acqua: milioni di persone senza, milioni di km per cercarla

Le cifre diffuse non sono mai le stesse. Una cosa è certa, milioni e milioni di persone al mondo – probabilmente 1 miliardo – non hanno accesso all’acqua potabile. E si calcola che, entro il 2025, la proporzione della popolazione al mondo che vivrà in aree o Paesi di difficile accesso a questo bene, aumenterà di due terzi. Questo significa anche morire per tutte quelle malattie collegate all’assenza d’acqua o all’approvvigionamento a fonti contaminate. Tutto ciò nonostante l’impegno e le Risoluzioni ONU sul tema.

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Ciak si gira. (In)visible cities, ovvero la parola ai migranti

Alla parola “integrazione”, la giornalista italo – congolese Beatrice Kabutakapua, autrice, insieme al videomaker Gianpaolo Bucci, del documentario autofinanziato “(In)visible cities”, preferisce la parola “interazione”. Perché il senso del loro lavoro – il racconto di alcune storie di migranti dei Paesi sub-sahariani in 13 città del mondo, è quello di puntare lo sguardo su quanti – in un altrove scelto e cercato – cominciano a costruire la propria esistenza, una volta superata la fase più dura dell’arrivo, interagendo con nuovi contesti e nuove opportunità.

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Psicoradio, per comunicare il disagio mentale con rispetto

La cultura medica, da qualche anno, è accusata di razionalità tecnocratica e riparativa, che toglie al paziente un diritto fondamentale: il tempo dell’ascolto. Quando poi è di malattia mentale che si sta parlando, il tempo dell’ascolto si pone più che mai al centro di ogni efficace comunicazione medico-paziente. Un concreto esperimento che rimette al centro il diritto all’ascolto di chi soffre è l’esperienza di Psicoradio, testata radiofonica bolognese operativa da marzo 2006 e realizzata in collaborazione con Arte e Salute Onlus e Azienda USL Bologna – Dipartimento di salute mentale.

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