Bacino del Congo, legno insanguinato e impunità

Seconda parte dell’inchiesta su un commercio illegale in una delle più grandi foreste pluviali tropicali del mondo, che genera guerre e crimini contro l’umanità sotto lo sguardo (spesso complicità) dei peacekeeper ONU. Tali diverse e gravi, ma impunite, responsabilità internazionali sono esposte in due recenti rapporti dell’organizzazione non governativa britannica Global Witness relativi alla Repubblica Democratica del Congo (prima parte dell’inchiesta) e alla Repubblica Centrafricana (seconda parte). Una situazione in cui la mancanza di rispetto per la natura e per l’essere umano sono strettamente connessi.

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Bacino del Congo, legno insanguinato e impunità

Prima parte di un’inchiesta sullo sfruttamento del legname, molto spesso illegale, in una delle più grandi foreste pluviali tropicali del mondo. Un commercio che genera guerre e crimini contro l’umanità sotto lo sguardo (spesso complicità) dei peacekeeper ONU. Tali diverse e gravi, ma impunite, responsabilità internazionali sono esposte in due recenti rapporti dell’organizzazione non governativa britannica Global Witness relativi alla Repubblica Democratica del Congo (prima parte dell’inchiesta) e alla Repubblica Centrafricana (seconda parte). Una situazione in cui la mancanza di rispetto per la natura e per l’essere umano sono strettamente connessi.

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TwLetteratura, quando ti riscrivo un classico in 140 caratteri

“Saprebbe scrivere un romanzo di una sola riga?”, chiese un giornalista a Stephen King. E la risposta fu: “L’ultimo uomo rimasto sulla Terra è chiuso nella sua stanza. Bussano”. Non è difficile immaginare il prolifico scrittore statunitense affrontare senza imbarazzo (e con esiti fulminanti) la scrittura stretta in 140 caratteri di Twitter. Intervista a Iuri Moscardo sul progetto nato tre anni fa che sperimenta la riscrittura di grandi testi in forma collettiva e orientata all’estrema sintesi, ed è aperto alle scuole per stimolare la creatività di giovani e giovanissimi “ri-scrittori”.

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USA e razzismo, afro-americano il 60% dei detenuti

Gli Stati Uniti, dove vive il 5% della popolazione mondiale, detengono il primato del 25% di persone in carcere, in pratica ci sono più detenuti negli Stati Uniti che la somma di quelli dei 35 Paesi dell’Unione Europea. E dal 1980 la percentuale di persone in carcere è quadruplicata. Oggi nelle carceri statunitensi ci sono 2.2 milioni di persone, la maggior parte delle quali afro-americane. Afro-americani e latini costituiscono il 30% della popolazione, ma rappresentano il 60% della popolazione carceraria. Cifre che ha ricordato lo stesso Obama in un recente discorso.

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Parlare di diritti in Africa, Obama e il ruolo del leader

La visita del presidente Usa apre una discussione: i diritti umani sono universali o un affare domestico? In Africa Obama ha parlato di diritti dei gay e democrazia, ma Capi di Stato, intellettuali africani, gente comune lo hanno invitato a “farsi gli affari propri” e a guardare le situazioni critiche negli Stati Uniti prima di strigliare i Paesi africani. Ma un leader – ovunque nel mondo – non dovrebbe forse dimenticare confini geografici quando si tratta di alzarsi e parlare di diritti? E perché i leader africani sono meno propensi a commentare quanto accade ai propri cittadini – gli immigrati per esempio – in altre parti del mondo?

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Marocco, la prostituzione in un film e la censura si scatena

Presentato al festival di Cannes – e circolato su YouTube – “Much loved” di Nabil Ayouch ha provocato molte polemiche. La pellicola presenta uno spaccato realistico e crudo della vita notturna di quattro prostitute di Marrakesh. Ne racconta gli incontri con uomini di differenti nazionalità, la sofferenza, le difficoltà che si ritrovano ad affrontare e la loro solitudine. I guai per il regista sono cominciati all’indomani della diffusione di alcuni spezzoni del film su YouTube. Il film, censurato dalle autorità, sta ora girando in Rete in versione pirata.

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Le città delle donne, tra violenze e discriminazioni

Corpo femminile e città. Spazio pubblico e genere Il dibattito attorno a questo binomio ricco di implicazioni sociali risale almeno agli anni Ottanta, anche se a livello europeo si è fatto sempre più incisivo soltanto negli anni Novanta. Da più parti però si è sottolineato come la discussione non sia riuscita a diventare argomento centrale dei cittadini nei confronti dei luoghi abitati quotidianamente. Alcune riflessioni, e l’invito a partecipare a una campagna di adozione di bambine a distanza.

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Bahrain, quasi scomparso dai media, presente sul web

Nell’universo di Twitter, sotto l’hashtag #Bahrain si parla del Gran Premio di Formula 1, della presenza all’Expo 2015 di Milano e di lussuose architetture d’interni. Ma ci sono anche proteste, spesso soffocate duramente e report che parlano di sangue, repressione e torture. Al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia abbiamo incontrato l’attivista Ali Abdulemam, sfuggito alle torture, il quale conferma che la situazione dei diritti umani nel Paese è molto grave.

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Migranti, perché scappano? Spieghiamolo nelle scuole

Il vertice europeo straordinario dedicato all’emergenza immigrazione del 23 aprile punta ad aumentare sensibilmente i fondi per le missioni Triton e Poseidon. Fra i punti della bozza di accordo, il rafforzamento della nostra presenza in mare per contrastare i trafficanti; lo smantellamento delle reti della tratta; l’avvio di programmi di sviluppo regionale. Della proposta di legge ce ne parla Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre.

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