Salute e immigrazione, servizi scarsi per le donne

Il diritto alla salute, che dovrebbe essere universalmente garantito, trova invece molti ostacoli quando si parla di immigrati. In particolare, durante un convegno internazionale, si è discusso della salute delle donne che in Italia rappresentano il 51,8% del totale degli immigrati presenti nel Paese. Per molte di loro l’accesso ai servizi è spesso difficile, anche per motivi culturali e barriere linguistiche.

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Migranti reclusi: se la prigione diventa manicomio

Le sconcertanti verità sugli Ospedali Psichiatrici Giudiziari in Italia. Autentici “contenitori di follia” in cui rinchiudere i dimenticati. Stanze sovraffollate, condizioni igienico-sanitarie disumane, uso sconsiderato di psicofarmaci, letti di contenzione sui quali legare per giorni e giorni, nudi e senza assistenza, gli ospiti del centro. A pagare il prezzo più alto, i detenuti migranti, deboli tra i deboli, nei confronti dei quali si compiono meschine discriminazioni.

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Lampedusa: da terra di salvezza a centro di detenzione dei bambini migranti

E’ stata ormai definita la “prigione dei bambini”. Sulle sponde di Lampedusa arrivano ogni giorno decine di bambini e adolescenti che, secondo quanto previsto dalla legge italiana, dovrebbero essere identificati tempestivamente e segnalati alle autorità competenti in tempi strettissimi. Questo non accade però a Lampedusa, dove i minori vengono lasciati in uno stato di abbandono per lungo tempo, in violazione di normative internazionali quali la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia.

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Ancora respingimenti in mare, violate le normative

Continuano i respingimenti in mare in spregio alle norme internazionali e in violazione dei diritti umani. Le ultime notizie parlano di 104 persone rimandate indietro con il conivolgimento della nostra Marina Militare e Guardia di Finanza. Molti avrebbero diritto a fare domanda d’asilo. La stampa mainstream si occupa poco della vicenda ma blogger e attivisti contribuiscono a far sì che tutto questo almeno non passi sotto silenzio.

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Centri accoglienza richiedenti asilo, l’inferno Mineo

I CARA, centri di accoglienza per richiedenti asilo, istituiti con decreto legislativo nel gennaio 2008, si sono presto trasformati in strutture di “trattenimento” che – secondo le denunce di organizzazioni umanitarie – non rispondono ai requisiti e alle motivazioni per cui sono state create. In particolare il centro Mineo a Catania è un simbolo dell’inadeguatezza e mal funzionamento di queste strutture.

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CIE, "spazi d’eccezione" a trattenimento coercitivo

Dai CPT ai CIE: la scia delle leggi italiane che hanno limitato, sempre più, i diritti e l’accoglienza degli immigrati. Come funzionano e perché sono fortemente criticate, dai migranti come dalle organizzazioni umanitarie. Intanto, dopo la protesta “LasciateCIEntrare” il Senato ha approvato un ordine del giorno che consente ai giornalisti di entrare in queste strutture finora precluse. Cosa che aveva reso difficile una documentazione reale di quanto vi accade.

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Offrire protezione agli scrittori perseguitati

Scrivere con la consapevolezza di poter subire la censura, o con il timore di essere incarcerati, torturati o uccisi è la realtà quotidiana di tanti intellettuali nel mondo. Dalle pagine di Haaretz.com, Sami Michael, scrittore ebreo della diaspora irachena e presidente onorario dell'”Associazione israeliana per i diritti umani”, racconta il suo impegno affinché Haifa, la sua città, entri nella rete ICORN delle città rifugio per gli scrittori. Un’iniziativa non priva di ostacoli.

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Quando la fortezza non serve più

Per rispondere in modo assennato all’ondata di emigrazione di queste settimane e di questi giorni dalla Tunisia, occorre chiedersi che cosa è successo davvero sulla sponda sud del Mediterraneo. Riceviamo e volentieri pubblichiamo la posizione della Cattedra Unesco SSIIM-Università IUAV di Venezia, centro di ricerca e laboratorio di pratiche e politiche per l’inclusione urbana dei migranti internazionali.

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Etenesh, l’odissea di una migrante

Questo il titolo dell’ultimo libro a fumetti del giovane autore milanese Paolo Castaldi, pubblicato dalla casa editrice Becco Giallo. L’opera racconta la storia vera del viaggio di Etenesh, una ventenne etiope che un giorno decide di lasciare il suo Paese e affrontare le rischiose rotte dei migranti. Nel seguito descriviamo l’opera e riportiamo le nostre interviste all’autore e agli editori.

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E’ possibile una vita senza cellulare?

Stamattina mi sono svegliato con l’allarme del mio cellulare, “sono le sette, alzati!”. Qualche minuto più tardi è tornato a suonare: un amico voleva dirmi che era stato ricoverato all’ospedale, seguito senza interruzione da un messaggio di Veronica che mi dice di aver perso il cane. Una giornata senza il mio migliore amico, il mio assistente personale, la mia memoria…forse potrei provarci, per capire come hanno vissuto i miei antenati. Però….

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