3 ottobre 2013: “Con queste mani…”, sguardi su Lampedusa

Torniamo a commemorare il 3 ottobre 2013 e i 366 morti di Lampedusa attraverso le tavole del disegnatore Luca Serasini, iniziativa promossa dall’Associazione culturale Cantiere Nuovo. Le tavole fanno peraltro parte di un cortometraggio dal titolo “Ascmat – Nomi” girato dal regista etiope Dagmawi Yimer.

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Scappare dall’Eritrea, la testimonianza di Abraham Tesfai

Conosciamo davvero fino in fondo le storie di coloro che sono disposti a sfidare il mare e il deserto per approdare in Europa? Gli studenti del Liceo Fermi di Bologna intervistano Abraham Tesfai, un ragazzo eritreo che vive a Bologna e che ha scelto di non rimanere solo una vittima di questa parte della storia contemporanea, ma di fare attivismo e sensibilizzazione sul tema dell’immigrazione e del diritto d’asilo. “Avrei dovuto fare il servizio militare a vita, la dittatura non lascia alcuna libertà. Ho preferito scappare”.

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Kater I Rades, contro il naufragio della memoria

Esce oggi nelle librerie il volume “KATER I RADES. Il naufragio della speranza”, pubblicato dalla casa editrice Becco Giallo: il 28 marzo del 1997 si consumava uno dei più drammatici naufragi avvenuti nel Mediterraneo, nel quale perirono 81 persone di origine albanese.

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Stop alla detenzione di minori che cercano asilo

Anche in Italia arriva End immigration Detention of Children, Campagna ONU a difesa dei diritti dei bambini e adolescenti. Scopo della Campagna è quello di richiamare l’attenzione sui tanti dannosi effetti che la detenzione amministrativa ha sui minori migranti. Ma quesrti bambini e ragazzi – considerati “clandestini” – cercano asilo, riunificazione familiare o semplicemente di fuggire da violenza e povertà. L’iniziativa coordina una serie di eventi che avranno luogo in molte parti del mondo in vista della celebrazione del 25° anniversario della Convenzione sui Diritti del Fanciullo.

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“Immigrant songs”, bellezza della migrazione

“Immigrant songs. Le voci musicali e poetiche degli immigrati” è una mostra in programma al Maxxi di Roma fino al 19 ottobre: l’esposizione offre un approccio inedito al delicato tema della migrazione, sottolineandone il lato più solare e creativo.

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Lampedusa, un anno dopo: cosa è cambiato?

La stigmatizzazione e la criminalizzazione dei migranti continuano e le politiche sulla sicurezza prevalgono sulla protezione.Da Mare Nostrum a Frontex, le iniziative prese finora non si sono dimostrate iniziative efficaci per la salvaguardia delle vite umane e i controlli ad alcune frontiere continuano ad essere caratterizzati da violenze e abusi. Come quelle – per esempio – a Ceuta e Melilla, per arrivare dal Marocco alla Spagna. E anche le coste italiane rimangono una meta pericolosa per chi cerca l’ingresso in Europa.

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“Parlare civile”, progetto per l’uso corretto delle parole

La parola, la madre del pensiero, sentenziava Karl Kraus. Già. Ma quanto è facile oggi “parlare civilmente”? Se la comunicazione è fatta di un arcipelago di vocaboli ambigui e spesso ancorati a significati non corrispondenti a realtà, quanto si riesce a fare corretta informazione, specie su temi sensibili che hanno a che fare con i diritti sociali? Il progetto “Parlare civile” punta a fornire gli attrezzi del mestiere a comunicatori o semplici cittadini per evitare di restare incagliati in frasi fatte o espressioni stereotipate che inquinano la comunicazione.

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Surprising Europe, un archivio aperto di storie di migrazioni

Sono milioni. Vivono sparsi nel nostro continente, l’Europa. La categoria per tutti è: immigrati. Ma nessuno di loro ha la stessa storia. Nessuno è uguale all’altro. E così, se volessimo raccontare la vita di ognuno, occorrerebbero volumi e volumi. C’è però un progetto online che aiuta a stabilire un contatto con queste persone, che aiuta a superare pregiudizi e luoghi comuni. “Surprising Europe” appartiene a loro, un volume aperto, scritto più voci e approfondito attraverso immagini e video.

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Rifugiati africani, gli intoccabili della nostra era

Le cifre di migranti africani che perdono la vita nel Mar Mediterraneo sono spaventose, e forse ancora più scioccante è il fatto che le storie di questo tipo sono diventate vicende ordinarie. A parole l’UE pare sensibile alle richieste di asilo provenienti dall’Africa ma spesso si contraddice con le misure messe in atto. Il cambiamento potrebbe iniziare attraverso emendamenti ai trattati e alle convenzioni internazionali spesso obsoleti.

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Selam, il palazzo simbolo di un’Africa dimenticata

Rifugiati sudanesi, etiopi, eritrei, somali, per lo più: questo palazzone fatiscente dal “prestigioso” passato (era l’ex facoltà di lettere di Tor Vergata), ribattezzato “citta invisibile” (l’omaggio a Calvino è involontario) è il simbolo di un’Africa dimenticata. Un noto scandalo di inefficienza tutta italiana che perdura da anni. Onore al merito dei volontari dell’Associazione Cittadini del Mondo, organizzazione indipendente e senza fini di lucro che da anni vi opera e ha recentemente presentato un report dettagliato sulla situazione.

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