Offrire protezione agli scrittori perseguitati

Scrivere con la consapevolezza di poter subire la censura, o con il timore di essere incarcerati, torturati o uccisi è la realtà quotidiana di tanti intellettuali nel mondo. Dalle pagine di Haaretz.com, Sami Michael, scrittore ebreo della diaspora irachena e presidente onorario dell'”Associazione israeliana per i diritti umani”, racconta il suo impegno affinché Haifa, la sua città, entri nella rete ICORN delle città rifugio per gli scrittori. Un’iniziativa non priva di ostacoli.

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La tecnologia contro l’omofobia

Soprusi e discriminazioni nei confronti degli omosessuali sono all’ordine del giorno – soprattutto in certi Paesi. Ma i social media hanno sviluppato canali di comunicazione che stanno aiutando il cambiamento di mentalità. E aiutano a rendere pubbliche le lotte di quanti sfidano giudizi morali e leggi punitive per quello che in alcuni Stati è considerato un crimine. Azioni che spesso mettono in pericolo la loro vita.

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Terra africana, fra speculazione e sviluppo

Continua la corsa all’investimento nei Paesi africani per accaparrarsi la terra. Da un recente rapporto del think tank indipendente Oakland Institute emerge che fra gli investitori privati (oltre agli Stati sovrani che investono per motivi strategici legati al fabbisogno alimentare) cresce il numero delle società finanziarie che gestiscono fondi speculativi.

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25 giugno, per un mondo libero dalle armi nucleari

Il 25 giugno è il giorno del “Nuclear abolition day”, una campagna che si svolge in tutte le nazioni del mondo per chiedere il totale disarmo nucleare. L’occasione è data dall’incontro in programma il 29 e 30 giugno a Parigi dove Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia e Cina si incontreranno per discutere – ancora una volta – del Trattato di non proliferazione. Nel mondo si calcolano più di 20.000 armi nucleari e l’Italia ne “ospita” 90.

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Nella Rete della censura, 125 ad oggi i netizen reclusi

Un tempo si usavano ciclostili e volantini, oggi si scrive sui blog. Cambiano i mezzi utilizzati per il dissenso e la protesta ma non quelli per ostacolarli. Gli ultimi dati dell’associazione ’Reporters sans frontières’ riportano 125 netizen reclusi: e in alcune zone del mondo blogger e utenti dei social network rischiano la vita.

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Egitto: la democrazia non ci è data, ma è qualcosa a cui tendere

E’ il messaggio che giunge da Aalam Wassef, blogger e produttore di media virali egiziano, le cui campagne online hanno accompagnato il processo di riscatto civile in Egitto. Ne parla in un documentario prodotto dal sito latino americano NarcoNews, che quest’anno ha dedicato all’Egitto parte della sua programmazione, raccontando la rivoluzione egiziana anche attraverso alcuni dei suoi artefici.

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Una speranza chiamata permacultura

In Africa un sistema di coltivazione basato sulla cosiddetta “permacultura” può aiutare le popolazioni locali a superare la fase della semplice economia di sussistenza. Nello stesso tempo, può favorire il rispetto e la conoscenza del proprio territorio difendendolo – se possibile – dalle logiche perverse dello sfruttamento delle multinazionali. Moira Fusco, al ritorno del suo viaggio in Benin ci racconta come funziona.

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Il web 2.0 per la gestione delle emergenze: “CrisisCamp Paris” 2011

Dal 27 al 29 maggio prossimi è in programma a Parigi il “CrisisCamp Europe”, primo vertice dei crisis camp europei. Obiettivo di questa tipologia di conferenze è riunire i principali esperti della gestione di crisi ed emergenze attraverso Internet. Oltre alla presentazione dell’evento, in questo post raccogliamo due brevi interviste a Claire Ulrich di Global Voices in francese ed Elena Rapisardi, ideatrice di Open Foreste, che parteciperanno all’evento.

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Donne e attivismo politico in Egitto

C’è una voce egiziana, quella della giornalista e commentatrice politica Randa Achmawi, che da Londra, in un articolo per Capo Sud, ci rimanda piccoli ritratti di giovani attiviste partecipi delle rivolte egiziane del gennaio scorso, che hanno rovesciato il regime di Mubarak. Insieme a questi tributi, la Achmawi ci ricorda anche altri esempi di attivismo femminile del passato. Pubblichiamo stralci del suo articolo tradotti in italiano insieme ad alcune riflessioni e il link al suo articolo integrale, in francese.

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