Christian Rocca, regolamentare Internet per salvare la società

Con l’approvazione della Direttiva UE in materia di diritto d’autore nel mercato online, lo scenario editoriale è destinato a cambiare in profondità. In attesa di vedere come le singole nazioni recepiranno la direttiva, non si placa il dibattito su come tutelare correttamente il copyright senza mettere il bavaglio alla Rete. Quella che segue è una breve intervista al giornalista e scrittore sul suo nuovo testo-pamphlet dal titolo provocatorio: “Chiudete Internet – Una modesta proposta”. Ecco cosa ci ha detto, guardando al fenomeno in una prospettiva storica.

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Alzarsi da soli, un atto di coraggio per sé e per gli altri

Ce ne sono molti di esempi al mondo – in tutte le epoche – di persone che hanno contribuito a mutamenti epocali. Battaglie civili, sociali, politiche, ambientali… Lo hanno fatto senza aspettare gli altri, senza la paura del giudizio o del fallimento. Sono gli uomini e le donne che sono passati alla Storia. Poi, ci sono le “storie di tutti i giorni”, di chiunque prenda in mano il proprio destino, che lotta per la propria “rivoluzione umana”, per quel cambiamento interiore che determinerà il cambiamento dell’ambiente che lo circonda.

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Simbiocene, progettare il futuro oltre il pessimismo ambientale

L’Antropocene è l’era della dominazione umana sul pianeta, i cui impatti alimentano le prime pagine dei giornali insieme a paura e sconforto. Il filosofo ambientale australiano Glenn Albrecht oppone una visione che smonta il mito della separazione tra uomo e natura e mette al centro la convivenza tra gli esseri viventi. Le bioscienze stanno dimostrando infatti la centralità della coesistenza in simbiosi tra le diverse specie come fondamento per la vita. L’adozione dei principi simbiotici nei sistemi sociali e tecnologici umani rappresenta una sfida entusiasmante e positiva per tutta l’umanità.

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Burkina Faso, dove l’assenza dello Stato contribuisce alla jihad

Testimonianze dal Soum, una delle province più settentrionali del Paese situato nella regione del Sahel. La pesante carenza di infrastrutture (acqua, strade, sanità, scuole), servizi e sicurezza, e la frustrazione di una regione povera nonostante la presenza di risorse naturali importanti, aumentano il rischio di radicalizzazione, motivato anche da alcune tensioni etniche. Così nascono nuovi gruppi jihadisti quali Ansaroul Islam, nato a fine del 2016 e che agisce nel territorio saheliano, compreso il Mali, con crescente violenza. Una lettura articolata, dalla quale si evince l’urgente necessità di sviluppo dell’area.

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Kenya, LGBT: cancellare leggi volute da regime coloniale

L’Alta Corte kenyota ha di nuovo rimandato la decisione sull’abrogazione di due sezioni del Codice Penale che criminalizzano i rapporti omosessuali. Le norme in questione sono state introdotte ai tempi della colonizzazione inglese. Ma se da un lato le disposizioni sono retaggio del XIX secolo, dall’altro nel Paese si avvertono segnali importanti di cambiamento per il futuro. I cittadini non temono più di parlare apertamente della questione e anche di criticare una retorica politica che appartiene al passato.

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Quando gli orfanotrofi sono un’industria a danno dei bambini

Molti bambini non avrebbero altri luoghi per vivere e crescere, ma di questi luoghi si fa anche abuso. Ne fanno abuso i Governi locali che delegano a privati, ONG e Charity di supplire a carenze di strutture sociali; ne fanno abuso i genitori che spesso esistono ma non hanno mezzi di sussistenza adeguati a prendersi cura dei propri figli; ne fanno persino abuso i volontari che non sanno – o fingono di non sapere – quanto può essere dannoso spendere un tempo brevissimo con questi bambini e poi tornarsene a casa. Alcuni Paesi stanno cercando di mettere un freno al “traffico di orfani”.

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Cyber-violenza, sotto attacco giornaliste e libertà di espressione

La violenza online minaccia la libertà di espressione assumendo una connotazione sempre più di genere. Bersaglio prediletto dei troll e dell’hate speech sono soprattutto le giornaliste, vittime di attacchi in Rete di stampo misogino a sfondo sessuale e sessista. L’obiettivo è quello di ridurle al silenzio, limitandone la visibilità e la piena partecipazione alla vita pubblica in quanto donne. Le conseguenze per le vittime sono devastanti sia sul piano professionale che personale. L’OSCE, preoccupata per le proporzioni assunte dal fenomeno, ha istituito un progetto al fine di individuare soluzioni atte a garantire più sicurezza.

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Tribunale Permanente dei Popoli, 40 anni in difesa dei diritti

Era il 1979 e a Bologna nasceva il TPP per opera del senatore Lelio Basso. Ancora oggi i diritti umani non rivestono un ruolo centrale né in Europa né in Italia. L’anniversario che cade quest’anno è un’occasione infatti per ricordare come sia stata inascoltata la sentenza del suddetto tribunale i cui membri si sono incontrati – un’ultima volta – a Palermo nel dicembre 2017. La sessione affrontava la questione migranti, tanto centrale oggi nella politica italiana ed europea, e il tribunale elencava i responsabili della situazione attuale proponendo già allora azioni risolutive. Il testo della sentenza resta tuttavia lettera morta e rimane inascoltata.

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Trump e l’ossessione della guerra all’Iran “per stabilire la pace”

La situazione in Medio Oriente si fa sempre più tesa. Dopo il vertice di Varsavia è sempre più netta la posizione del presidente USA e dei suoi falchi rispetto a quello che ora è considerato il Paese più pericoloso, capace di destabilizzare l’intero scacchiere mediorientale. Alla retorica americana la comunità internazionale non sembra riuscire a contrapporsi altrettanto nettamente, anche se appare chiaro che l’ipotesi di un forte fronte anti-iraniano è al momento sempre più lontano. Come uscire da una situazione che per certi versi sembra riproporre quanto già accaduto con la guerra in Iraq?

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Africa, la fierezza delle lingue madri. Negate e poi celebrate

Il 21 febbraio si celebra la Giornata Internazionale della Lingua Madre. Ma nel continente africano, dove ci sono il 30% di tutte le lingue del mondo, vige l’emarginazione della propria lingua e una sorta di apartheid linguistica. A scuola si insegna nelle lingue ereditate dai colonizzatori, scrittori e poeti devono utilizzare queste lingue per non essere tagliati fuori dal mercato editoriale e di pubblico, accademici lamentano la prepotenza di linguaggi “imposti” nel passato e che continuano ad essere un segno di potere e supremazia economica e culturale.

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