Africa, donne e poesia. Tra attivismo, denuncia e impegno civile

AfroWomenPoetry, viaggio itinerante alla scoperta della poesia al femminile nel continente africano, è arrivato alla sua quarta tappa. I versi di queste artiste parlano di storie traumatiche, di violenze, ma anche di consapevolezza, smascheramento degli abusi di potere, di affermazione della propria sessualità, di partecipazione attiva al cambiamento. Un cambiamento in corso da tempo in quello che è il più giovane continente al mondo, e che vede le donne protagoniste responsabili delle loro scelte, che siano politiche, sociali o personali.

Leggi il seguito

Sudan, le nuove generazioni pronte ad un Paese democratico

Seconda testimonianza dal Sudan dei giovani attivisti impegnati a cambiare il loro Paese. Questa volta incontriamo tre donne, che raccontano un vissuto molto aperto all’internazionalità – una di loro ha vissuto all’estero , però è tornata. Perché nonostante il retaggio del colonialismo e del recente regime di al-Bashir, questo Paese non appare più come una “causa persa”, si è “finalmente aperto al mondo” e si sente quindi il bisogno di “tornare, partecipare, essere presenti”. “Siamo pronti per la democrazia, stiamo cambiando mentalità”. Si guarda al futuro, anche nel tentativo di superare la storica ostilità della parte araba nei confronti dei sudanesi di pelle nera.

Leggi il seguito

Ambiente, la resilienza del Mar Rosso al cambiamento climatico

Recenti studi hanno dimostrato che la flora e la fauna del Mar Rosso riescono a resistere ai cambiamenti climatici grazie alla loro capacità di adattamento, permettendo così di ripopolare le barriere coralline che stanno morendo. Importante attore di questo cambio di tendenza è stata anche l’assenza di turismo di massa nella regione negli ultimi anni, a partire dai disordini della Primavera araba, che ha scoraggiato le partenze verso note località di vacanze come Sharm el Sheikh e Hurghada. L’ecosistema sottomarino mediorientale rappresenta un unicum e deve essere protetto affinché i coralli possano sopravvivere e permettere il mantenimento dello status quo di quel mare.

Leggi il seguito

Tamil Nadu, dove è netto il divario tra Nord e Sud del mondo

Il massacro di Thootukudi dell’agosto 2018 racconta di violenza su pacifici manifestanti e di pericolo che grava sull’ambiente. Proprio in questo distretto del sud dell’India, infatti, industrie estrattive stanno inquinando il fiume Thamirabarani, fonte di sostentamento per la popolazione locale in gran parte dedita all’agricoltura e la pesca. Gli interessi governativi e dei privati, più forti delle voci della gente che vive di pesca e agricoltura, rischiano di prevalere su ogni legge e giustizia ambientale. Aumentando, così, il gap tra ricchi e poveri. Cronaca sulle conseguenze di quell’evento.

Leggi il seguito

Sudan, al club “Mellow” i giovani talenti che guardano al futuro

“Durante il sit-in la gente ha iniziato ad accettarsi a vicenda senza badare all’appartenenza ad un gruppo sociale, al proprio aspetto, alla propria provenienza.” Così ci racconta la giovane Majda sui giorni delle proteste a Khartoum prima della destituzione di Omar Al-Bashir. I suoi sono desideri di libertà, pace, giustizia per il suo Paese, e così per gli altri giovani incontrati. Per loro, democrazia significa una società inclusiva e non classista, il superamento delle forme di pensiero legate a certe tradizioni sociali o religiose, e un impegno per la difesa di tutti diritti. Testimonianze da un Sudan che guarda al futuro con speranza.

Leggi il seguito

Muri e recinzioni: ecco come e dove il mondo si sta chiudendo

Botswana e Zimbabwe, India e Bangladesh, Francia e Inghilterra, Bulgaria e Turchia, USA e Messico, ma anche Italia e Slovenia: sono soltanto alcuni degli Stati che hanno deciso di chiudere i propri confini con vere e proprie fortificazioni. Con l’obiettivo di proteggere i cittadini e di eliminare l’illegalità, molti Paesi nel mondo stanno adottando la politica “dei muri”. Bloccare materialmente il passaggio delle persone sembra, dunque, la soluzione migliore per eliminare i problemi. Alle storiche diatribe territoriali di Cipro, Marocco, Irlanda si affiancano le nuove emergenze migranti per giustificare fili spinati ad alta sorveglianza.

Leggi il seguito

Lo strano legame tra HIV, Miss Vergine, ricostruzione dell’imene

Una ricerca compiuta in Togo da una studiosa italiana per l’Università di Aix-Marsiglia, porta a galla l’influenza negativa delle politiche statunitensi pensate per combattere l’AIDS in Africa, che in realtà si sono dimostrate una costrizione sociale e culturale per le donne. I gruppi religiosi evangelici hanno contribuito a creare modelli e comportamenti che si allontanano dalle tradizioni delle popolazioni locali. Tutto ciò sta facendo crescere la tendenza ad usi e abusi sulle donne: tra questi l’uso di sostanze per restringere la vagina e i controlli per verificare che non sia stata violata.

Leggi il seguito

Konglish, la variante coreana della contaminazione linguistica

La lingua inglese è diffusa in tutto il mondo e in alcuni Paesi ha portato allo sviluppo di peculiari varietà utilizzate quotidianamente dagli interlocutori di quello specifico territorio. Si tratta di fenomeni linguistici e culturali da celebrare, il simbolo di un futuro dove la differenza significa inclusione e non esclusione, oppure sono da condannare come fenomeni grossolani distanti dalla correttezza dello standard? Uno dei casi più famosi è la Corea, dove i termini nati dall’unione tra inglese e coreano sono ormai parte integrante della società, un’ufficialità conferita sul campo, non dai libri.

Leggi il seguito

Alla ricerca degli ultimi ‘hutong’, custodi della Pechino imperiale

Su, una giovane cinese cresciuta durante la politica del figlio unico, racconta della sua infanzia nelle case tradizionali, e di come la sua sia stata poi rasa al suolo durante il boom economico degli anni ’90. Ricorda di come migliaia di persone siano state costrette ad andarsene, a reinventarsi e a ricominciare da zero nelle periferie della città, e di come ci sia ancora una generazione di anziani che sceglie di resistere al progresso e di mantenere vivo il ricordo di quella Cina antica, preferendo un vecchio siheyuan ad un moderno appartamento.

Leggi il seguito

Uniti nella diversità. Nel tempio Bahá’i in Uganda sentire la vita

Il tempio sulla Kikaya Hill, a Kampala, è unico nel suo genere in Africa, tra gli otto in tutto sparsi per il mondo. In questo luogo speciale le cerimonie sono semplici, più di quanto ci si aspetterebbe soprattutto in questo continente. Brevi, non più di un’ora – auto amministrate, senza prete, senza altare, senza riti. Parole lette da alcuni dei presenti e tratte da differenti libri sacri, all’insegna del sincretismo. Unità nella diversità, uguaglianza tra tutti gli esseri umani, essere a casa dovunque e con chiunque, questi i principi che sintetizzano una religione che in realtà dovrebbe essere la naturale dimensione dell’essere umano.

Leggi il seguito