A Parigi settimana anticoloniale tra cultura e riflessioni incrociate

Anche quest’anno Parigi e dintorni sono stati protagonisti degli eventi legati a “Sortir du colonialisme”, una settimana di cultura e spazi di riflessione politica e sociale sul colonialismo del passato e sulla dimensione di un fenomeno/atteggiamento che si esprime oggi in nuovi aspetti e forme.

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Altissima moda: come portare veri abiti indigeni sulle passerelle e farne progetti sociali

Da qualche anno, alcune passerelle a Parigi e New York si vestono con l’etnico stile wayúu. Tipiche tuniche colorate che conservano nei loro intrecci la cultura ancestrale di questa comunità indigena latinoamericana. Una novità, quella di portare autentici indumenti indigeni sugli scenari dell’alta moda e aiutare la loro popolazione, che è stata un’iniziativa della Fondazione Wayúu Taya dell’attrice e modella venezuelana Patricia Velásquez.

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Brasile: alla ricerca di una globalizzazione inclusiva



Pur avendo le carte in regola per intraprendere quel cammino di crescita socio-economica che può portare tutto il Paese fuori dalla trappola del sottosviluppo, la povertà è ancora la condizione di grandi masse urbane e rurali in gran parte del “continente brasiliano”. Sfide e problemi di un modello di cambiamento che deve sempre più tendere al rispetto della democrazia e della giustizia sociale.

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Ghana, dove la schiavitù non è mai finita

Elmina e Cape Coast Castel sono oggi splendide fortezze affacciate sul Golfo di Guinea. Ma nei secoli scorsi hanno rappresentato il terrore per milioni di schiavi che qui venivano ammassati in attesa del viaggio verso le Americhe. Sono rimasta a fissare i muri freddi delle prigioni sotterranee dove uomini e donne rimanevano al buio, senza acqua né cibo, in catene. Ma ancor più duro da accettare è il fatto che in Ghana (come altrove) la schiavitù esiste ancora.

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Vivere a Gyetiase: quando è il bianco ad essere nero (parte II)

Oggi il vero pioniere non è chi arriva in luoghi meravigliosi e incontaminati ma chi va in posti degradati e poveri. Dove se prendi la malaria e non hai le medicine muori. Dove gli odori sono spiacevoli, dove nessuno vorrebbe mai andare. Né tanto meno vivere. Ma dove, se offri una caramella a un bambino, questo ti mette davanti il più piccolo e gli allunga la mano in modo che tu la dia a lui per primo.

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Vivere a Gyetiase: quando è il bianco ad essere nero (parte I)

Può capitare che il bianco prenda il posto del nero. Quando accade, la prospettiva cambia e la lente con cui guardavi le cose intorno a te è da buttare via. Ciò può accadere, per esempio, quando vivi da un pò di tempo in un villaggio africano come quello di Gyetiase in Ghana — che non riuscirete a trovare su nessuna cartina, neppure sulla più aggiornata Google Map.

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Africa francofona: eventi tragici e citizen media nel 2010

Un altro anno che va a chiudersi con un quadro poco sereno e denso di eventi di primo piano, quello offerto dai citizen media dell’Africa francofona. Questo post riassume il 2010 visto attraverso le lenti dei media partecipativi per come sono stati rilanciati dal team di Global Voices Online.

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"Foolish Flower": tra attualità e poesia dal Madagascar

A pochi giorni dalle elezioni referendarie che hanno approvato il progetto di modifica costituzionale proposto dal Presidente del Madagascar Andry Rajoelina – grazie al quale costui potrà restare nella carica assunta con un golpe nel 2009 – il blogger malgascio espatriato Lova Rakotomalala ha trovato riscontro ai suoi sentimenti in un componimento del poeta Rado (Georges Andriamanantena).

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In aumento le lettrici del mondo, incluse le lavoratrici domestiche immigrate in Italia

Promossa dalla Provincia di Roma (e ad essa relativa), la ricerca offre una maggiore comprensione di questo universo umano che tanto contribuisce alla società e di cui si sa così poco. Le donne straniere che assistono le famiglie italiane nelle faccende domestiche così come nell’assistenza ad anziani e malati, e nella cura dei bambini, svolgono un lavoro che in realtà richiede grande coinvolgimento umano, oltre che competenza. E un’indagine come questa fa parecchio per migliorarne l’integrazione.

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Tutelare la libertà d’espressione, online come offline, giorno per giorno e Paese per Paese

Davanti ad un Palamandela gremito di ragazzi e ragazze provenienti da tutta la Toscana (quasi 9.000 presenze), il 14° Meeting sui diritti umani ha confermato l’importanza della conversazione continua e della partecipazione diffusa per affermare la libertà di parola a favore di ogni individuo del villaggio globale.

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