Stato islamico, come si è arrivati alla situazione attuale

Agli inizi del 2014, in Occidente il movimento allora conosciuto come Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIS o ISIL) e oggi semplicemente come Stato Islamico (IS), non destava particolari preoccupazioni. La cosa è cambiata radicalmente insieme all’avanzamento veloce di questo gruppo attraverso zone dell’Iraq, inclusa la cattura della città di Mosul. Su quali basi poggia la propaganda e il seguito dell’IS? Indietro nei millenni verso i nostri giorni, un’analisi da openDemocracy.

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In Sardegna un progetto integrato di consapevolezza

E’ l’esperienza dell’azienda agricola Coa Sa Mandara che da anni sviluppa idee e iniziative in direzione della coltura consapevole, unitamente ad attività di ricerca scientifica, culturale e di sostegno ai bambini nel Kerala e in Nepal. Viola Padovani, una della anime dell’azienda e fondatrice della ONG Centro Studi Platone, spiega come è possibile coniugare tutti questi impegni secondo il principio che tutto è collegato, sia dal punto di vista gnostico che spirituale.

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“Aid for Aid”, la parodia del mondo delle ONG in una serie tv

Sullo schermo le contraddizioni, l’inconsistenza, la superficialità e anche l’inutilità del lavoro delle ONG in Africa. Si tratta del primo Mockumentary sul mondo delle Organizzazione non Governative. E il titolo è ironico quanto il modo di trattare l’argomento: “The Samaritans” con sottotitolo esplicativo: “a comedy about an NGO that does nothing”. Le prime puntate sono online e si possono anche noleggiare per sostenere il progetto.

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Quanto conta l’interpretazione religiosa nei diritti umani

Il caso dell’Islam e dell’applicazione del Corano – giudicata non corretta da molti – nella vita quotidiana e nello Stato. Le differenze riguardo ai diritti umani nei Paesi islamici mostrano che non è la religione in se stessa ad essere importante, ma il progresso delle religioni all’interno delle società, il pensiero e l’interpretazione religiosa. E così le donne – ad esempio- subiscono le politiche più che la religione. E il riconoscimento o meno di alcuni diritti ha a che fare solo con il potere.

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Un narratore d’Africa attraverso un click

Nana Kofi Acquah, artista ghanese che ha fatto della fotografia il mezzo per raccontare un’Africa personale e “africana”. “Un narratore che per raccontare storie usa la macchina fotografica invece che la penna”. Si definisce così Nana Kofi e infatti guardare le sue immagini è come sfogliare un giornale con storie ed eventi quotidiani. Che accadono nel suo Paese, in Sierra Leone, Uganda, Angola, Mali, Liberia, Senegal… Sono storie – a colori o spesso in bianco e nero – disperate, dolorose. Di miseria, povertà, emarginazione. Ma non solo.

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Sabir Maydan, il primo forum della cittadinanza mediterranea

Nella cornice del Festival di letteratura mediterranea SabirFest che si terrà a Messina dal 25 al 28 settembre 2014, COSPE insieme a Mesogea organizzerà SABIRMaydan, una finestra sulla cittadinanza mediterranea.

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Il patrimonio storico siriano tra splendore e dramma

Tre anni di crisi politica, civile, militare e umanitaria minacciano una ricchezza che potrebbe per sempre cambiare volto. Per riportare l’attenzione dell’opinione pubblica su questa emergenza, è stata organizzata la mostra “Siria Splendore e Dramma”, promossa dal ministero italiano della Cultura, che presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma sta concludendo la sua prima tappa (visitabile fino al 31 agosto) prima di proseguire in un tour europeo.

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In scena le traversate del Mediterraneo, la storia si fa teatro

Il racconto di storie di migrazione su grande schermo è molto frequentato. Il linguaggio teatrale, rispetto al tema della migrazione, pur avendo spesso altrettanto coraggio, ha invece parlato ad un pubblico molto più ristretto. Mirando a una grande espressività dei corpi, delle voci e della musica, nel tentativo di operare una sintesi drammaturgica fra culture diverse, lo spettacolo “Galghi”, da un’idea del griot senegalese Badarà Seck, è stato recentemente ospitato dai Giardini della Filarmonica di Roma.

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Come salvare le lingue in via di estinzione: progetti in Rete

Ogni 10-14 giorni uno dei linguaggi nel mondo “in pericolo di vita” di fatto si estingue. Il ruolo del Web per conservarle. Studiosi e specialisti nel campo dell’IT collaborano utilizzando la tecnologia digitale per rivitalizzare una lingua. Numerosi corsi e video online: dal Sami al Cherokee, dalle lingue indigene africane al Pipil di El Salvador a lingue asiatiche, dell’Artico e del Medio Oriente. Per combattere il “darwinismo linguistico”.

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Tra tradizione e futuro, nuovi spazi per le lingue africane

Le lingue del continente – anche grazie alle politiche di alcuni Stati – vivono un momento di vitalità e riaffermazione. Questo fenomeno è stato reso più semplice dalla diffusione della telefonia mobile e di Internet. Sempre più persone in Africa si collegano per comunicare tra di loro e le conversazioni spesso non sono in Inglese, Francese o Portoghese, ma in Wolof, Tswana, Luganda o in molte altre lingue locali.

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