Fotogiornalismo di guerra, fra etica e documentazione

Quali sono le sfide del fotogiornalismo nel XXI secolo? Una conversazione con il fotoreporter Pier Paolo Cito. “Sono ancora le grandi agenzie che riescono ad arrivare lì dove molti non arrivano, garantendo maggiori margini di sicurezza. Se questa è la situazione, per produrre in linea di massima del materiale vendibile, un freelance deve recarsi in zone rimaste ‘scoperte’, spesso perché troppo pericolose. È per questo che è importantissimo andarci preparati.”

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Deep Web, il lato nascosto di Internet

Da alcune settimane, in reazione alle stragi di Parigi (in realtà anche prima) e in difesa della libertà di espressione, attivisti di Anonymous hanno lanciato diverse campagne online contro i jihadisti. Prima degli ultimi avvenimenti e di OpISIS, Voci Globali aveva intervistato la giornalista Carola Frediani, giornalista, esperta di Rete e culture digitali, autrice del libro “Deep Web. La rete oltre Google”.

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Libano, il paese dei cedri cerca di resistere al caos

Un reportage sul Libano che dà voce alle sue tante realtà e pluralità: “Libano nel baratro della crisi siriana” è un testo che aiuta a inquadrare i problemi e le tensioni che il Paese attraversa, indagate attraverso il punto di vista di differenti personalità politiche, diplomatiche e religiose e attraverso un approfondito lavoro di documentazione, con  analisi e interviste sul campo. Ce ne parlano i due autori, Matteo Bressan e Laura Tangherlini, entrambi giornalisti esperti di Medioriente.

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Dove vanno i citizen media, riflessioni dal summit #GV2015

Il 24 e 25 gennaio scorsi ha avuto luogo a Cebu, la seconda città delle Filippine, il Global Voices Citizen Media Summit, una conferenza bi-annuale dell’omonima rete mondiale di netizen sulla situazione  dei media partecipativi, del blogging, del giornalismo e dell’attivismo.

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Colombia, l’amore ai tempi della guerra

La Storia recente del Paese attraverso la vicenda di un ex guerrigliero,un racconto (vero) che pare sospeso tra realtà e fantasia. “All’inizio del 1964 dopo anni di guerre intestine tra conservatori e liberali, dove anche girare con un vestito di un colore sbagliato poteva significare la morte, nascono i gruppi di guerriglieri. Contrapposti ai guerriglieri di sinistra ci sono i paramilitari (…) In mezzo a questo caos chi ne paga le conseguenze è sempre la povera gente: questa è la storia di uno di loro.”

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Charlie Hebdo, Parigi e l’ipocrisia occidentale

Nel post le riflessioni di un attivista del movimento Black Liberation: “‘Je Suis Charlie’ è diventato lo slogan per giustificare l’eliminazione dei cosiddetti non-europei, per ignorare i sentimenti, i valori e le idee di coloro che in tono razzista sono considerati ‘altri’. In pratica, ‘Je Suis Charlie’ è diventata l’arrogante parola d’ordine della supremazia bianca che ha avuto vasta risonanza con la marcia di Parigi – che ha riunito il potere ‘bianco’ – e con la popolarità del nuovo numero di Charlie Hebdo”.

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“Quaderni Ucraini”, intervista a Igort

La riedizione dell’opera del fumettista italiano Igor Tuveri, pubblicata per la prima volta nel 2010, è l’occasione per fare qualche domanda a chi ha scelto di raccontare un Paese con le storie della gente comune attraverso lo strumento del graphic journalism, formula con cui si indica l’insieme di fumetto, letteratura e giornalismo. Al centro dell’opera il rapporto tra Ucraina e Russia, in particolare lo sterminio operato da Stalin nel ’32-’33 denominato Holodomor (Olocasto ucraino); nell’intervista, l’attualità del conflitto tra i due Paesi.

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Sem Terra: trent’anni di storia, trent’anni di volti

“Sem Terra – 30 anni di storia, 30 anni di volti” è un libro fotografico su uno dei movimenti sociali più grandi dell’America Latina, il movimento Sem Terra. Giulio Di Meo, fotoreporter italiano, costruisce un’opera fatta di ritratti: volti, espressioni, luoghi, nomi, cognomi ed età per ricordare 30 anni di storia.

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I social media e la rappresentazione dei conflitti

I mezzi di comunicazione tradizionali hanno avuto a lungo il monopolio sul modo in cui sono rappresentate la guerra e le catastrofi. Fino a poco tempo fa, quello che vedevamo era essenzialmente il risultato del lavoro di alcuni fotografi coraggiosi. Oggi le cose sono molto diverse: ogni giorno sui social vengono caricate milioni di fotografie da tutto il mondo. Un articolo su come lo “sharing” delle immagini cambia la nostra percezione e consapevolezza dei crimini verso i diritti umani.

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