Una piattaforma online per i fotogiornalisti africani

Sta per nascere l’African Journalism Database, piattaforma aperta che mira ad accogliere e diffondere il meglio del fotogiornalismo del continente. L’iniziativa fa capo a World Press Photo ed Everyday Africa e permetterà di raccogliere in un unico luogo virtuale il meglio della “fotografia africana”. Un modo per diffondere un’altra Africa, a prescindere dai luoghi comuni con cui spesso la si conosce. Non guerre, malattie, povertà. O meglio, se questo ci sarà farà parte di un’enorme quantità di altro: tecnologia, sport, lotta per la salvaguardia dell’ambiente, arte, questioni sociali…

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Filippine: la lotta indigena raccontata attraverso l’arte

Gli indigeni delle Filippine stanno protestando contro una sempre maggiore urbanizzazione e l’invasione illegale delle loro proprietà da parte di imprese appoggiate dallo Stato per attività agroalimentari, minerarie e disboscamento. La terribile situazione degli indigeni filippini si riflette in molte delle opere dell’artista Federico Boyd Sulapas Dominguez, che ha deciso di condividere le copie di suoi vecchi dipinti su Facebook.

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Bambini non vedenti, la tecnologia al servizio della disabilità

Equilibrio come necessità di trovare un giusto raccordo “fra studio del cervello, necessità della persona, e sviluppo della tecnologia”. Ne è convinta Monica Gori, esperta di disabilità visiva nell’adulto e nel bambino e una delle protagoniste de Festival della Scienza 2015 organizzato quest’anno attorno alla parola “equilibrio” e al suo significato, applicato a vari campi del sapere. La intervistiamo in merito ai dispositivi di ‘sostituzione sensoriale’ – ovvero vedere attraverso suoni e PC.

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We Animals, come raccontare la sofferenza animale

Foto, video, documenti. Il grande archivio della fotoreporter canadese Jo-Anne McArthur testimonia lo sfruttamento del mondo animale e la crudeltà umana. La sua opera dal titolo provocatorio “We Animals”, tradotta anche in Italia da Safarà (Pordenone 2015) per la collana “Animalia” parte da un’idea forte: la corrispondenza e il rapporto simbiotico con l’animale. “Il mio compito” – dichiara – “non è solo quello di scattare foto che raccontino una storia e rivelino una verità, ma anche illuminare lo sguardo e innescare l’immaginazione”.

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Musica e web, costruzione di relazioni e ricerca di sonorità

Elio Martusciello, Giulio Aldinucci e Alessandra Eramo – tre professionisti del suono – sono alcuni degli artisti che hanno preso parte al Realityvism 2015, un evento-occasione che ha offerto lo spunto per ragionare sulla tecnologia come strumento per reinventare “pratiche e politiche che attraverso la Rete escono dalla Rete per contagiare i corpi e la vita”. Dall’universale accesso alla musica e ai suoi dispositivi per produrla, analizzarla e ripensarla, ad approcci più critici come l’atrofizzazione delle abilità connesse alla nostra intelligenza emotiva. Ma Rete anche come rapporto reticolare fra arte e spazio urbano.

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La poesia dell’Africa nelle voci e volti di Badilisha

L’Africa è poesia. Se non vi sentite a vostro agio con questo accostamento allora provate a viaggiare tra le voci, le frasi, le pause e i respiri di Badilisha. Un mondo di parole, rime e accordi poetici che fa incontrare un’Africa in cui esperienze e realtà quotidiane si tramutano in poesia: Badilisha è Il primo archivio di poeti africani online, pensato per raccogliere voci e volti di talenti noti e meno noti sparsi nel continente africano e nel resto del mondo. Africani neri, africani bianchi, africani della diaspora , raccolti in un contenitore virtuale che – dal 2012 ad oggi – è diventato spazio di conoscenza.

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ISIS, distruggere i reperti antichi per cancellare l’identità

C’è così tanto dolore e senso di perdita, riflette la scrittrice Nicci Gerrard in un articolo per The Guardian sui pazienti affetti da demenza. La Gerrard descrive questa sofferenza – la perdita di un’identità radicata nella conoscenza comune, la cancellazione della storia, l’insidioso e irreversibile attacco al sapere e all’essere – come un “paesaggio dannato” che ci fa provare dolore. E si domanda: “Chi siamo nel momento in cui abbiamo perso i nostri ricordi?”. Analogamente, la rivoluzione in atto vuole la cancellazione della memoria, finché anche la Storia sarà sotto il controllo dello Stato Islamico.

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