Palestina, il primo passo per il riconoscimento

Lo scorso 31 ottobre, la Palestina è ufficialmente entrata a far parte dell’UNESCO. Una svolta storica in grado di sconvolgere gli equilibri politici nel panorama mondiale. Un evento che fa riemergere la voglia di riscatto di un intero popolo, troppo spesso emarginato ed oltraggiato da logiche di potere. Il primo passo verso il riconoscimento formale dello Stato Palestinese è finalmente compiuto.

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(Don’t) stay hungry, la fame filmata dai protagonisti

Il progetto ‘Video Volunteers’ dà un volto e un nome a quel miliardo di persone che vanno a letto affamati. E si scopre un mondo reale non filtrato ma mostrato agli altri così come viene vissuto ogni giorno, anche a telecamere spente. Vi mostriamo alcuni dei video girati in alcune regioni dell’India.

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Israele: tornano le proteste, per le strade e su Internet

Il 29 ottobre scorso, in Israele è partita una nuova ondata di manifestazioni del movimento per la giustizia sociale. Prima di scendere in piazza, molti hanno espresso online il proprio sostegno alla protesta, contro un governo che continua a tagliare sul welfare e a ignorare il malcontento dei cittadini.

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Egitto – Turchia: scenari del dopo Primavera Araba

I rispettivi ruoli strategici di Turchia ed Egitto potrebbero rivelarsi di primaria importanza per la determinazione degli scenari della regione mediorientale nel post-Primavera Araba. In particolare le relazioni tra i due Paesi, che al momento sembrano volgersi verso una possibile alleanza, potrebbero trasformarsi nel futuro in una dura competizione.

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Sud Sudan, la difficoltà di essere Stato

A quasi quattro mesi dalla nascita del nuovo Stato, indipendente dopo anni di guerra fratricida con il Nord, il Sud del Paese vive una condizione di grande difficoltà politica ed economica. Riceviamo da Paolo Merlo – che ha trascorso qualche mese in Sud Sudan – un resoconto della situazione attuale. Il dato positivo è che vanno avanti i colloqui tra i due Stati, gli ultimi alla presenza del coordinatore dell’Unione Africana.

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La storia in rime: il ruolo di blogger, rapper e poeti

Nei paesi arabi, in Africa, nel mondo intero, anche la poesia viene utilizzata come strumento per raccontare guerre e rivolte, stati d’animo ed eventi. Un sentimento pacifico, che può avere effetti dirompenti. In questo post una breve carrellata di versi e immagini, ma navigando in Rete si fanno altre meravigliose scoperte. Si affilano le “armi” in attesa del G20 di novembre…

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Un ricordo di Wangari Maathai, Nobel per la Pace

“Non c’è bisogno di essere complicati per comunicare un messaggio importante” – “Dire quello che si pensa e sentire profondamente ciò che si dice”: sono due degli insegnamenti lasciati da Wangari Maathai, premio Nobel per la Pace, scomparsa di recente. La fondatrice del movimento “che piantava gli alberi” è stata ricordata nel corso di una commemorazione. Così ne parla chi l’ha conosciuta…

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Tunisia: elezioni e pericolo democratico

Riceviamo da Mehdi Tekaya, storico di origini tunisine, una riflessione sul significato delle prossime elezioni tunisine che riguardano la formazione di un’assemblea costituente che avrà il compito di disegnare il futuro del Paese e le sue istituzioni. La presenza del Nahdha, partito islamico conservatore preoccupa la stampa estera e alcuni analisti. Ma, come fa notare Tekaya, pur esistendo uno scenario liberticida, non è con la paura che si costruisce la democrazia, fatta invece di confronto e verifiche sui fatti.

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L’Unione Africana e la gestione della crisi libica

La crisi libica è una delle più recenti pagine della Primavera Araba, ma anche quella che rimarrà tra le più durature, dato il numero di attori intervenuti a vario titolo nel conflitto. Pubblichiamo un focus di Equilibri sul ruolo svolto dell’Unione Africana che, sin dalle primissime fasi, ha condannato le incursioni aeree delle forze della NATO ma non ha potuto incidere significativamente nella soluzione della crisi: ancora una volta non si è trovata “la soluzione africana ai problemi africani”.

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Salute e immigrazione, servizi scarsi per le donne

Il diritto alla salute, che dovrebbe essere universalmente garantito, trova invece molti ostacoli quando si parla di immigrati. In particolare, durante un convegno internazionale, si è discusso della salute delle donne che in Italia rappresentano il 51,8% del totale degli immigrati presenti nel Paese. Per molte di loro l’accesso ai servizi è spesso difficile, anche per motivi culturali e barriere linguistiche.

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