International Journalism Festival, quando la tecnologia è democrazia

Il tema del giornalismo partecipativo e del ruolo dei social media per favorire cambiamenti sociali e politici è stato al centro degli incontri di Global Voices e Voci Globali al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Un confronto ricco, con un pubblico attento e coinvolto a temi che ormai da tempo stanno generando dibattiti e riflessioni. E in apertura dei suoi interventi Voci Globali ha ricordato Vittorio Arrigoni.

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America Latina: buoni propositi per l’anno in corso

In America Latina la sinistra si allontana dalla gente, e la destra “assistenzialista” ne trae guadagno. Vi è una crisi di fondo che riguarda tutti i Governi e i processi progressisti. Una nuova élite il cui vantaggio comparativo e competitivo all’interno del sistema è il discorso di sinistra, la sua origine popolare e il suo operare da destra pragmatica. Sono alcune delle riflessioni di Manuel Rozental, chirurgo e attivista colombiano, che proponiamo in questo post (Caposud).

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L’informazione condivisa fa tappa nella capitale

A Roma, libreria Feltrinelli, si è svolto il secondo incontro della serie “Voci Globali e informazione condivisa”. Global Voices, Voci Globali, Quintadicopertina.com e lo storico contemporaneo e blogger tunisino, Mehdi Tekaya, hanno parlato del ruolo del citizen journalism e dell’editoria digitale nella diffusione delle notizie in tempo reale grazie all’ausilio dei social network e al lavoro dei blogger.

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Quando la fortezza non serve più

Per rispondere in modo assennato all’ondata di emigrazione di queste settimane e di questi giorni dalla Tunisia, occorre chiedersi che cosa è successo davvero sulla sponda sud del Mediterraneo. Riceviamo e volentieri pubblichiamo la posizione della Cattedra Unesco SSIIM-Università IUAV di Venezia, centro di ricerca e laboratorio di pratiche e politiche per l’inclusione urbana dei migranti internazionali.

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Le parole in Rete, le rivoluzioni nelle piazze

Il ruolo dei Social Network nelle proteste in Nord Africa e Medio Oriente, enfatizzato o sminuito. Se ci affidiamo alle statistiche scopriamo che la diffusione di Internet in quelle aree è molto bassa. Il clamore l’ha creato una sorta di cooperazione tra i dimostranti della piazza e quelli, dall’Occidente, collegati in Rete. Una sorta di “cittadinanza attiva comune” che ha coinvolto persone che avevano a disposizione strumenti diversi: chi solo la parola, chi anche Internet per diffonderla.

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Testimonianze dal Marocco tra manifestazioni e repressione

Nonostante le riforme promesse dal re Mohammed V, in molte città del Paese proseguono le manifestazioni pacifiche organizzate dal “movimento del 20 febbraio”, spesso accompagnate da azioni di repressione da parte delle forze dell’ordine. In questo post raccogliamo una selezione di articoli marocchini tradotti dalla blogger italiana Incapervinca, espatriata in Marocco da diversi anni.

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Esponenti delle arti performative intorno alla rivoluzione

Dal 21° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina che si è concluso ieri a Milano, un’istantanea del dibattito ‘Tunisia e le altre. Storie in parole e immagini dai Paesi del Mediterraneo in rivolta’, moderato da Mohamed Challouf, regista tunisino e storico collaboratore del Festival nel quadro del programma ‘Mondo arabo: segnali da una rivoluzione contagiosa’.

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La rivoluzione araba digitale (diretta a "rete unificata" via Altratv.tv)

Domani venerdì 25 marzo, dalle ore 15 in poi, Altratv.tv coordina una diretta “a rete unificata” per ricordare Mohammad Nabous detto Mo, blogger libico e fondatore di Lybia Al-Hurra, la prima web tv di Bengasi, freddato da un cecchino perché impegnato a raccontare sul web la guerra. Giornalisti, esperti, blogger, videomaker rifletteranno anche su ciò che sta avvenendo in Nord-Africa. Potete seguire la diretta qui su Voci Globali.

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Libia: può esistere un’era post-Gheddafi?

Mentre continuano gli attacchi contro le forze del raìs, è importante chiedersi quali potranno essere i futuri assetti sociali e istituzionali del Paese. Al momento non sembra esserci una chiara linea di condotta da parte della coalizione, e soprattutto lo Stato libico è una realtà assai più debole e frammentata di quelli tunisino ed egiziano. Cosa ne sarà dunque della Libia?

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Mercenari per soldi o per "passione"?

La rivolta in Libia è anche segnata dalla denuncia della presenza di mercenari al soldo di Gheddafi. Ma i mercenari hanno combattuto e continuano a combattere fianco a fianco di eserciti regolari soprattutto dei paesi occidentali, come gli USA. E questo nonostante una Convenzione ONU che ne vieta l’utilizzo e l’addestramento. Molti lo considerano un “mestiere” come un altro. Tanto è vero che esistono agenzie di reclutamento e siti che dispensano consigli e informazioni.

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