Crisi climatiche ostacolo al progresso verso la parità di genere

Agricoltori e pescatori che per la loro sussistenza dipendono direttamente dal mondo naturale, saranno tra le principali vittime dell’emergenza climatica. Con l’accumularsi dei problemi ambientali si disgregano infatti le reti di sostegno delle comunità. E a causa della disparità di genere, nelle regioni del mondo che sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici, le donne rischiano di soffrire più degli uomini. Occorre sempre più il concreto sostegno delle comunità internazionale sia nel superamento degli stereotipi di genere che nella ricerca di nuove soluzioni.

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Crisi climatica e scomparsa delle specie: le sfide del XXI secolo

Oltre un milione di specie vegetali e animali sono a rischio e i ritmi di estinzione sono almeno 10 volte superiori alla media degli ultimi dieci milioni di anni. La comunità scientifica lancia continuamente allarmi sulle preoccupanti conseguenze dei cambiamenti climatici, in gran parte provocati dall’uomo, ma i Governi stentano ad affrontare l’emergenza. Anche la recente conferenza sul clima di Madrid COP25, importante per l’attuazione delle regole dell’Accordo di Parigi, è da considerarsi fallita, con le questioni rinviate a Glasgow 2020.

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Bambini migranti tenuti in gabbia. Storie di “occidentale” follia

Detenuti in ragione del loro status di “migranti”. È questo il triste destino condiviso da moltissimi minori trattenuti in strutture di vario genere nelle more delle procedure per l’espulsione ovvero per il riconoscimento della protezione internazionale. Non esistono dati ufficiali per chiarire la portata del fenomeno assai diffuso soprattutto in Occidente. La pratica è contraria alla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo e viola i diritti fondamentali dei bambini. Le loro condizioni di vita all’interno dei centri sono pessime. E le conseguenze sul piano psicologico ed emotivo devastanti. Eppure nulla si muove, mentre la propaganda nazionalista imperversa.

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Sudan, immagini dal sit-in che ha segnato la rivoluzione

Il sogno di un Paese diverso, in cammino verso una democrazia stabile dopo decenni di dittatura e repressione militare, ha fatto sbocciare e dato finalmente spazio ad artisti e movimenti popolari rimasti nell’ombra per moltissimi anni. I giorni delle proteste a Khartoum, tra l’aprile e il giugno di quest’anno, hanno rappresentato un momento di forte liberazione e creatività tra i giovani sudanesi, e non solo, culminati in espressioni artistiche quali poesie e graffiti sui temi del cambiamento e della rivoluzione. Proseguono le corrispondenze di Michele Pasquale.

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Attesa nel 2020 ondata di austerity nei Paesi in via di Sviluppo

In ogni parte del mondo, le politiche economiche restrittive sono quasi diventate la “nuova normalità” con conseguenze gravi su quasi 6 miliardi di persone. Il rigore, in passato, ha permesso di ridurre la spesa pubblica degli Stati. Adesso però mette a rischio il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile incidendo, in particolare, sui più poveri. I leader mondiali dovrebbero individuare nuove soluzioni funzionali per la prosperità di tutti, Paesi in via di Sviluppo compresi. Tuttavia, non sembrano essere orientati in questa direzione.

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Cile, l’ombra di Pinochet sulla repressione violenta della piazza

Violenza, frustrazione, rabbia: questo sta esprimendo da quasi due mesi la piazza cilena. Quello che finora era considerato lo Stato modello della democrazia capitalista in America Latina , oggi è un Paese a pezzi. Il Cile, attraverso le manifestazioni esplose il 18 ottobre, chiede un cambio di rotta radicale. E, soprattutto, l’eliminazione dei segni della dittatura di Pinochet, ancora troppo evidenti nella Costituzione del 1980 e nel modello economico liberista. Dopo circa 30 anni di vita senza regime, infatti, il Cile primeggia per disuguaglianza sociale e iniqua distribuzione della ricchezza.

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India e crisi ambientale, informazione soffocata dalla censura

Se è vero che la democrazia si misura anche attraverso la libertà e l’indipendenza dell’informazione, allora lo Stato indiano è in allarme. Troppo spesso, infatti, i giornalisti vengono messi a tacere e le notizie “scomode” per il Governo non vengono diffuse. Dai gravi problemi ambientali del Tamil Nadu alla carenza di acqua nei piccoli villaggi fino ai casi di suicidi in aumento, molti eventi dell’India sono mal documentati. Diminuisce, così, la qualità della democrazia e la possibilità di avere una popolazione davvero consapevole.

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Bolivia, anatomia di un golpe. Perché hanno destituito Morales

Il colpo di Stato nel Paese sudamericano è stato il colpo di grazia a una situazione di tensione che va avanti da anni e affonda le radici nelle differenze di classe, genere ed etnia. Il “processo di trasformazione” proclamato dall’ex presidente non ha convinto del tutto gli indigeni, che hanno visto minacciata l’integrità delle loro terre, e ha fatto innervosire i grandi interessi economici, pur tuttavia non riuscendo a intaccare il loro potere contrattuale. L’obiettivo comune di contrastare Morales, ma la diversa motivazione, fa sì che ora, però, la fazione indigena si veda minacciata dal nuovo Governo di destra.

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Reporter, quei moderni Griot che raccontano le voci di dentro

Raccontare il mondo con autenticità ed empatia è un bisogno ancestrale. Ed è un’arte difficile che passa attraverso conoscenza ed empatia.Lo sanno bene quei fotoreporter che, con immagini e parole, diffondono la conoscenza di luoghi, persone, stati d’animo, senza cadere nella trappola dei pregiudizi, del sensazionalismo, della banalità. Un po’ ladro e un po’ rivoluzionario, il reporter si serve da sempre della fotografia per costruire ponti tra chi osserva e chi viene immortalato. Se poi è un cooperante, il suo affascinante e difficile compito del narrare è ancora più impregnato di vita vissuta.

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Hong Kong, suicidi sospetti, morti misteriose. Il coraggio si paga

Voci Globali presenta un inquietante ritratto della situazione nell’ex colonia britannica travolta dalle proteste. Il tasso di suicidi non è mai stato così alto e sono ormai in molti a credere che queste morti nascondano ben altro: giovani trovati in mare con le mani ancora legate, ragazzi che si buttano dai piani alti senza però lasciare segni di sanguinamento sull’asfalto, con tracce di manette ancora sui polsi. Paura e confusione si avvertono dappertutto, mentre la gente chiede la verità ogni giorno, chi scendendo ancora per strada, chi lasciando un fiore bianco alla stazione di Prince Edward.

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