Testimonianze dal Marocco tra manifestazioni e repressione

Nonostante le riforme promesse dal re Mohammed V, in molte città del Paese proseguono le manifestazioni pacifiche organizzate dal “movimento del 20 febbraio”, spesso accompagnate da azioni di repressione da parte delle forze dell’ordine. In questo post raccogliamo una selezione di articoli marocchini tradotti dalla blogger italiana Incapervinca, espatriata in Marocco da diversi anni.

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La rivoluzione araba digitale (diretta a "rete unificata" via Altratv.tv)

Domani venerdì 25 marzo, dalle ore 15 in poi, Altratv.tv coordina una diretta “a rete unificata” per ricordare Mohammad Nabous detto Mo, blogger libico e fondatore di Lybia Al-Hurra, la prima web tv di Bengasi, freddato da un cecchino perché impegnato a raccontare sul web la guerra. Giornalisti, esperti, blogger, videomaker rifletteranno anche su ciò che sta avvenendo in Nord-Africa. Potete seguire la diretta qui su Voci Globali.

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Libia: può esistere un’era post-Gheddafi?

Mentre continuano gli attacchi contro le forze del raìs, è importante chiedersi quali potranno essere i futuri assetti sociali e istituzionali del Paese. Al momento non sembra esserci una chiara linea di condotta da parte della coalizione, e soprattutto lo Stato libico è una realtà assai più debole e frammentata di quelli tunisino ed egiziano. Cosa ne sarà dunque della Libia?

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Mercenari per soldi o per "passione"?

La rivolta in Libia è anche segnata dalla denuncia della presenza di mercenari al soldo di Gheddafi. Ma i mercenari hanno combattuto e continuano a combattere fianco a fianco di eserciti regolari soprattutto dei paesi occidentali, come gli USA. E questo nonostante una Convenzione ONU che ne vieta l’utilizzo e l’addestramento. Molti lo considerano un “mestiere” come un altro. Tanto è vero che esistono agenzie di reclutamento e siti che dispensano consigli e informazioni.

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E’ possibile una vita senza cellulare?

Stamattina mi sono svegliato con l’allarme del mio cellulare, “sono le sette, alzati!”. Qualche minuto più tardi è tornato a suonare: un amico voleva dirmi che era stato ricoverato all’ospedale, seguito senza interruzione da un messaggio di Veronica che mi dice di aver perso il cane. Una giornata senza il mio migliore amico, il mio assistente personale, la mia memoria…forse potrei provarci, per capire come hanno vissuto i miei antenati. Però….

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Libia, una testimonianza in diretta della follia di queste ore

Pubblichiamo una mail arrivata da Tripoli dalla quale si comprende quanto drammatica sia la situazione in Libia in queste ore. A scriverla è un cittadino che si appella agli italiani e alla comunità internazionale per fermare quello che definisce un genocidio. Il dittatore Gheddafi non si arrende e sta mettendo in atto la sua minaccia: mi batterò fino all’ultimo sangue. Così fa sparare sulla folla e su chiunque lo ostacoli.

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L’offensiva cinese in Africa

Approfittando dell’attuale crisi internazionale a causa delle proteste nel mondo arabo, Pechino ha deciso di lanciare una pesante offensiva in Africa. Questa politica di rottura potrebbe rappresentare il preambolo per una stagione di guerre indirette tra Cina e Occidente combattute sul suolo africano per decidere la supremazia sulle materie prime nei prossimi vent’anni.

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Egitto: rimpasto o rivoluzione?

E’ molto difficile scrivere di un fenomeno mentre questo avviene: gli eventi si succedono a una velocità impressionante e le notizie, dopo poche ore, sono già vecchie. Ora con Mubarak fuori di scena, l’impatto concreto della situazione diverrà visibile solo nei prossimi mesi quando si capirà quale delle tante forze attive nella protesta sarà riuscita a prevalere. Quello che si può tentare di fare oggi è innanzitutto celebrare e poi dare un quadro generale…

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Condannati ad andare a piedi

Ci sono luoghi dove anche prendere un mezzo di trasporto pubblico può essere un lusso. In Ghana chi vive nelle aree più remote si sposta a piedi per raggiungere un villaggio vicino o il mercato. L’incremento delle tariffe, per l’accresciuto prezzo della benzina, sta rendendo ancora più difficile la vita di queste persone. Ma qui, probabilmente, non ci saranno le proteste che stanno infiammando la Tunisia. Non ci sarà ribellione. Solo rassegnazione e la lotta quotidiana per andare avanti.

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