Le metropoli africane: costose, affollate, disconnesse

È la fotografia delle città dell’Africa sub-sahariana che emerge dal nuovo rapporto della World Bank. Continua il trend dell’urbanizzazione, 472 milioni di persone vivono oggi nei grandi centri e si calcola che saranno un miliardo entro il 2050. Il mito del grande centro urbano attrae in modo inesorabile, ormai, gli abitanti delle aree rurali. Le ragioni sono diverse, la ricerca di una vita migliore e di un lavoro stabile prima di tutto. Ma da qualche tempo anche le conseguenze dei cambiamenti climatici stanno provocando una fuga dalle aree interne o costiere. E poi ci sono gli investitori stranieri. Ma per rendere vivibili le metropoli africane occorre una maggiore pianificazione.

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Evasione fiscale, crimine che alimenta la disuguaglianza

Nel mondo quasi 800 milioni di persone soffrono la fame, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. In questi Paesi, spariscono nei paradisi fiscali almeno 250 miliardi di euro di gettito fiscale ogni anno, si tratta di sei volte la somma annuale necessaria per combattere ed eliminare la fame entro il 2025. Nel Consiglio ONU per i Diritti Umani del marzo scorso era stata adottata una risoluzione sulla necessità di far tornare i patrimoni rubati ai Paesi in via di sviluppo. Nessuna nazione appartenente all’UE ha votato a favore.

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Cuba, piccola isola al centro del mondo grazie a Castro

Il 25 novembre il mondo veniva a sapere che una delle ultime figure politiche iconiche del XX secolo, Fidel Castro Ruz, era morto. Oggi Cuba somiglia meno alla nazione di cui il líder prese il controllo nel 1959, perché l’isola degli anni ’50, piena di eccessi, è stata sostituita da una nazione più egualitaria e orgogliosa. Alla fine di una vita così lunga e straordinaria, è inevitabile che l’eredità di Castro venga percepita in modo diverso e generi discussione, ma sicuramente ha rappresentato una figura che non può essere ignorata.

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Costi del Non Fare, ecco i numeri del mancato sviluppo

La crescita dei Paesi in via di Sviluppo e BRICS passa certamente per gli investimenti in infrastrutture. E il non fare ha dei costi esattamente come il fare. Eppure ce n’è tanti di progetti di opere pubbliche che a livello globale potrebbero costituire una promettente opportunità anche per le imprese italiane del settore. E per noi, quale direzione di marcia dovrebbe prendere il nostro Paese per crescere da qui al 2030? Un’intervista a Stefano Clerici.

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In viaggio verso un pianeta digitale, ma a diverse velocità

La rivista Harvard Business Review ha recentemente presentato un’infografica che racconta l’evoluzione dell’economia digitale nel mondo, e che evidenzia il diverso passo con cui progrediscono i 50 Paesi inseriti nella ricerca: dall’infografica risulta chiara la posizione difficile in cui è collocato il nostro Paese.

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Investimenti indiani in Africa, è “land grabbing”?

Mentre gli investimenti esteri per l’acquisto o l’affitto di terre in Africa continuano, cresce il dibattito su questa pratica: è davvero utile in termini di sviluppo economico, o si tratta di “land grabbing”, accaparramento di terre, che costringe le comunità locali ad abbandonare i propri villaggi e pone una minaccia alla sicurezza alimentare?

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Gli smartphone, nuovi strumenti di emancipazione

Da alcuni anni i cellulari sono uno dei grandi motori di progresso nei Paesi meno avanzati; negli ultimi tempi stanno venendo tuttavia soppiantati dagli smartphone dotati di applicazioni sempre più evolute. In particolare, come descrive il post che segue, pubblicato su Singularity Hub e da noi tradotto, a guidare il mercato nei Paesi in via di sviluppo sono gli smartphone basati sul software libero Android, i quali hanno raggiunto livelli di prezzo particolarmente bassi.

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America Latina: buoni propositi per l’anno in corso

In America Latina la sinistra si allontana dalla gente, e la destra “assistenzialista” ne trae guadagno. Vi è una crisi di fondo che riguarda tutti i Governi e i processi progressisti. Una nuova élite il cui vantaggio comparativo e competitivo all’interno del sistema è il discorso di sinistra, la sua origine popolare e il suo operare da destra pragmatica. Sono alcune delle riflessioni di Manuel Rozental, chirurgo e attivista colombiano, che proponiamo in questo post (Caposud).

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Africa francofona: eventi tragici e citizen media nel 2010

Un altro anno che va a chiudersi con un quadro poco sereno e denso di eventi di primo piano, quello offerto dai citizen media dell’Africa francofona. Questo post riassume il 2010 visto attraverso le lenti dei media partecipativi per come sono stati rilanciati dal team di Global Voices Online.

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