Copti in Egitto, non solo pedine politiche per ISIS e al-Sisi

I recenti attacchi ai Copti non possono essere visti solo come mera resistenza militare all’autoritarismo del Governo egiziano. Quando, lo scorso aprile, l’ISIS ha rivendicato il doppio attentato alle due chiese copte indicando i nomi degli attentatori suicidi, ha anche lanciato un altro avvertimento ai “crociati”. “Il conto tra noi e loro è davvero alto e i miscredenti devono capire che pagheranno ancora con il sangue dei loro figli, che scorrerà a fiumi, se Allah vorrà.” Ma di che “conto” si tratta? Questo articolo tradotto da openDemocracy cerca di spiegarlo.

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Rotte del terrore, nuovi campi di tortura a scopo di estorsione

Nel periodo tra il 2009 e il 2014, nella penisola del Sinai si verifica una nuova forma di tratta: i migranti, principalmente di origine eritrea, vengono rapiti e portati nei cosiddetti “campi di tortura” a scopo di estorsione. La mancanza di interesse internazionale sulle atrocità avvenute nella regione e la violenza sancita dagli Stati in forma di politiche anti-immigrazione hanno impedito di combattere in modo efficace le violenze contro i migranti, quando invece ci sarebbe soprattutto bisogno di vie legali e sicure per l’immigrazione. Oggi questo tipo di rapimenti si verificano anche in altre aree incluse Libia, Sudan e Yemen.

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Respinti dall’Italia, profughi nel Sinai. Intervista a Roberto Malini (Everyone Group)

L’illegittimo respingimento di profughi che cercano di sbarcare in Italia è un fatto gravissimo che può comportare indescrivibili odissee per i respinti: è questo il caso dei 250 profughi eritrei e africani ancora nelle mani dei trafficanti di uomini nella penisola del Sinai. Abbiamo intervistato al proposito Roberto Malini, fondatore dell’Everyone Group, da tempo impegnato nella campagna a sostegno di questo gruppo di profughi.

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