18 anni e poi? Cosa succede agli (ex) minori non accompagnati

Il 2016 è un anno record per l’arrivo in Europa di minori stranieri stranieri non accompagnati. La maggior parte di essi procede con la richiesta di asilo, ma la disomogeneità delle leggi tra i Paesi membri e l’aumento del flusso migratorio ha evidenziato le difficoltà. Come spesso accade sono le realtà locali e la società civile a rispondere per prime a queste difficoltà: a Bologna, per esempio, il progetto Vesta prevede l’accoglienza in famiglia dei neo-maggiorenni oppure il dormitorio di Accoglienza Degna fa sì che essi non si ritrovino per strada. Mentre l’UE spinge per l’armonizzazione e l’ Italia attende l’approvazione di una legge che accresca la tutela.

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La guerra in Siria fa impennare il numero delle spose bambine

Crescono in maniera preoccupante anche le gravidanze delle giovanissime. Nel mondo sono settecento milioni le spose precoci e il loro numero continua ad aumentare. Secondo Save The Children a questo ritmo nel 2050 avremo 1,2 miliardi di giovanissime sposate.

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Schiavitù minorile, una macchia nera nel Belpaese

Se il fenomeno della schiavitù, a cominciare dalla tratta degli esseri umani, è ancora drammaticamente presente ai nostri tempi, la cosa più inquietante è che il numero dei bambini vittime di questa realtà è ancora eccessivamente alto. Un minore vittima di tratta è ogni persona al di sotto dei 18 anni che è reclutata, trasportata, trasferita, ospitata o accolta a fine di sfruttamento, sia all’interno che all’esterno di un Paese, anche senza che vi sia stata coercizione, inganno, abuso di potere o altra forma di abuso.

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