Usa, proteste mai viste prima per un Presidente già impopolare

Il giorno dell’insediamento Trump è stato accolto da quelli che appaiono sempre più come i “Divided States of America”. Sarà dura riunificarli. Intanto l’altrAmerica si prepara a un’opposizione variegata e spontanea nei confronti di un Presidente inatteso e controverso, che ha già toccato l’indice di gradimento più basso della storia (40-44%). Decine le proteste e i boicottaggi (con oltre 60 deputati democrat) organizzati in tutto il Paese e all’estero. Quali gli effetti complessivi? Intanto, aumentano dubbi e preoccupazioni.

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Chiudere Guantanamo per sempre, per Obama è la volta buona

Di 783 prigionieri ne rimangono 91. Il presidente USA si dice convinto che si va verso la chiusura. Molte però le voci critiche secondo le quali il periodo pre-elettorale non agevolerà la chiusura della struttura che – si obietta – non ha oggi maggiori chance di essere chiusa di quante ne avesse prima. Va ricordato che nel corso della presidenza Obama molti detenuti sono stati rilasciati e “trasferiti” da uomini liberi in altre nazioni, compresi Paesi africani, provocando non poche polemiche e preoccupazioni da parte delle popolazioni locali e delle Organizzazioni per la difesa dei diritti umani.

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USA e razzismo, afro-americano il 60% dei detenuti

Gli Stati Uniti, dove vive il 5% della popolazione mondiale, detengono il primato del 25% di persone in carcere, in pratica ci sono più detenuti negli Stati Uniti che la somma di quelli dei 35 Paesi dell’Unione Europea. E dal 1980 la percentuale di persone in carcere è quadruplicata. Oggi nelle carceri statunitensi ci sono 2.2 milioni di persone, la maggior parte delle quali afro-americane. Afro-americani e latini costituiscono il 30% della popolazione, ma rappresentano il 60% della popolazione carceraria. Cifre che ha ricordato lo stesso Obama in un recente discorso.

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Guantanamo è ancora lì e si moltiplica… in Europa

Uno dei motivi per cui il mandato del Presidente Obama non ha raggiunto le aspettative internazionali è stata la mancata chiusura della base americana nella Baia di Guantanamo. Anche in Europa, la persistente presenza di ben 400 centri di detenzione di immigrati, nel mancato rispetto di diritti umani e leggi internazionali, rendono la situazione di casa nostra non troppo distante da quella statunitense.

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