Sahara Occidentale, la lotta contro l’occupazione marocchina

In quest’intervista Malainin Mohamed Lakhal, giornalista e traduttore Saharawi, riflette sulla lotta del suo popolo per la libertà. “Credo che molti popoli africani non sappiano che c’è una nazione africana colonizzata che sta ancora lottando. Molti, tra cui i Sudafricani, pensano forse che la gloriosa lotta contro l’Apartheid sia stata l’ultima lotta e l’ultima resistenza contro l’oppressione, il colonialismo e la segregazione. Ebbene non è così. I Saharawi stanno conducendo proprio ora una battaglia simile contro un regime coloniale africano che sta usando le stesse strategie e la stessa violenza utilizzate una volta dal regime dell’Apartheid”.

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Unione Africana, dopo 52 anni vive ancora la colonizzazione

Continua, con il consenso delle forze occidentali, la brutale occupazione del Sahara Occidentale da parte del Marocco. Territorio conosciuto ufficialmente come Repubblica del Saharawi e Stato membro a tutti gli effetti dell’ex OAU dal 1982 e uno degli Stati fondatori dell’Unione Africana. L’Organismo ha da poco celebrato la sua nascita con il rammarico di dover constatare che il continente è ancora lontano dal realizzare quel concetto di panafricanismo teorizzato dai suoi fondatori. Si assiste invece ad una forma di neo-colonialismo di uno Stato africano su un altro.

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Marocco, la prostituzione in un film e la censura si scatena

Presentato al festival di Cannes – e circolato su YouTube – “Much loved” di Nabil Ayouch ha provocato molte polemiche. La pellicola presenta uno spaccato realistico e crudo della vita notturna di quattro prostitute di Marrakesh. Ne racconta gli incontri con uomini di differenti nazionalità, la sofferenza, le difficoltà che si ritrovano ad affrontare e la loro solitudine. I guai per il regista sono cominciati all’indomani della diffusione di alcuni spezzoni del film su YouTube. Il film, censurato dalle autorità, sta ora girando in Rete in versione pirata.

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No alle trivellazioni nel Sahara occidentale, la protesta all’ONU

Fermare lo sfruttamento petrolifero e autodeterminazione del popolo Saharawi: lettera all’ONU di una coalizione contro i piani coloniali del Marocco che, con totale inosservanza di un chiarissimo parere legale delle Nazioni Unite del 2002, si è aggiudicato  nel territorio sette autorizzazioni per il gas e il petrolio. Tutte le società coinvolte si sono coalizzate con la compagnia petrolifera statale di proprietà del governo marocchino, ignorando le numerose proteste del popolo Saharawi.

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“Eco de femmes”, l’emancipazione che passa dal lavoro

“Il diritto a guadagnarsi da vivere”, sosteneva Virginia Woolf, l”e donne non se lo faranno portare via”, riconoscendo in esso la prima e autentica forma di emancipazione da una società patriarcale spersonalizzante. Lo stesso diritto, difeso nel lontano 1938, è rivendicato oggi dalle donne che popolano l’area tra il Marocco e la Tunisia. Presentiamo dunque un progetto e un documentario sulla dimensione femminile – di sfruttamento e ineguaglianza – nelle aree rurali del Maghreb.

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Tra India e Marocco, culture allo specchio

Gironzolando all’interno del museo archeologico ospitato dal Palazzo del Sultano (Dar Al Makhzen) della città di Tangeri resto molto colpita dalla mostra presente in una delle numerose stanze. Ad esporre i portrait è un fotografo marocchino, che grazie agli scatti catturati durante il suo viaggio in India ci ha permesso di viaggiare per qualche istante e incontrare una nuova cultura, nuovi volti. Uno in particolare ha catturato la mia attenzione.

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Marocco, donne tra stereotipi e luoghi comuni

Asmaa Kherrati, impegnata da tempo in progetti di cooperazione internazionale, ha preso parte a una ricerca effettuata allo scopo di comprendere il modo in cui è considerato e percepito l’universo femminile in Marocco. Ci sembrerà forse sorprendente scoprire quanto certi pregiudizi siano ancora così radicati nella società, ma soprattutto siano “accettati” e perpetuati dalle donne stesse. Pregiudizi e stereotipi che – come l’autrice sottolinea – contribuiscono a nutrire la discriminazione e violenza nei confronti delle donne.

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Marocco, bambini figli della strada

Fenomeno che non accenna a diminuire, dietro il silenzio delle autorità. Si calcola che in Marocco lavorano 177.000 bambini al di sotto dei 15 anni, 60.000 dei quali come domestici. E molti non hanno una casa dove vivere. Questo sebbene il Paese aderisca alla Convenzione Onu, che pone precise restrizioni per l’impiego di minori sui luoghi di lavoro.Una testimonianza da Casablanca.

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Tra le montagne del Marocco dove si “arroccano” le tradizioni

Viaggio a Smira per riscoprire una realtà che rischia d’essere dimenticata. Il Festival dell’hennè, tra le montagne dell’Anti Atlante, è stata l’occasione per verificare il contrasto tra vecchio e nuovo in questa piccola parte della Regione dove anziani e giovani convivono con i cambiamenti della società che si riflettono nella cultura.

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Mondo arabo: “gli ultimi saranno i primi”

Pubblichiamo un intervento di Zineb Naini, giovane studentessa di origini marocchine residente in Italia, attivista del Movimento 20 Febbraio – Italia. Zineb si fa interprete appassionata degli eventi che stanno cambiando la storia della sponda sud del Mediterraneo, rappresentando in questa riflessione le aspettative e le istanze della sua generazione, quella parte impegnata per il cambiamento sociale e politico.

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