Guerre con le armi italiane. Ottavi su dieci nell’export

Cresce il volume d’affari dell’esportazione di armi e armamenti dall’Italia. Nel 2015 ha raggiunto i 7,9 miliardi di euro a fronte dei 2,6 miliardi dell’anno precedente. Ciò che desta preoccupazione, oltre alla questione morale, è il fatto che alcuni tra i principali acquirenti potrebbero utilizzare i prodotti made in Italy per partecipare in conflitti armati e violare i diritti umani, cosa che avviene ad esempio nello Yemen (situazione drammatica che è già costata la vita a più di 6.000 persone) con il sostegno, emblematico da un punto di vista politico e umanitario, all’Arabia Saudita.

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Repubblica Centrafricana, i crimini di chi deve garantire la pace

Ancora la Repubblica Centrafricana. Ancora violenze. Ancora i peacekeeper. Un’inchiesta di Human Rights Watch, pubblicata all’inizio di giugno, rivela notizie scioccanti. Tra il dicembre 2013 e il giugno 2015 soldati della Repubblica del Congo, mentre prestavano servizio come peacekeeper nella Repubblica Centrafricana, hanno ucciso almeno 18 persone. Compresi donne e bambini. Mentre l’ONU sta a guardare, servirebbe un ruolo forte dell’Unione Africana. Aiuterebbe a ridurre le fin troppe interferenze esterne e contribuirebbe a una vera indipendenza del continente.

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ONG a difesa dei diritti umani

Studenti del Fermi (Bologna) analizzano le attività e i campi di intervento di Amnesty International e Human Rights Watch. Lavoro realizzato nell’ambito del corso in “Diritti Umani e Giornalismo Partecipativo – Per una Comunicazione Umanitaria”. Un corso per sensibilizzare i giovani sui temi e le tecniche del citizen journalism legati alla tematica dei diritti umani.

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Addio 2012, quale eredità per i diritti umani?

Cosa rimane del 2012? Quali insegnamenti, quali battaglie, quali eredità? Parliamo di diritti umani e del percorso fatto in quest’anno che presto ci lasceremo alle spalle. I report della maggiori organizzazioni internazionali (non governative) impegnate su questo tema ci aiutano a fare ordine e a capire un po’ meglio dove sta andando questa umanità.

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Diritti universali 63 anni dopo

Il 10 dicembre 1948 veniva firmata a Parigi la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Diritti individuali riconosciuti a tutti gli esseri umani. Ma ancora oggi bisogna rimanere vigili e attivi perché il riconoscimento dei diritti non significa il loro rispetto. Lo dimostrano anche le lotte degli ultimi mesi, la stessa crisi finanziaria che pesa sui cittadini e comportamenti autoritari e repressivi di alcuni Governi.

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Guinea Conakry, suggerimenti per una democrazia africana

Human Rights Watch ha recentemente presentato un Rapporto sul Paese, di cui sono stati analizzati gli aspetti legati ai diritti civili, politici e ai diritti umani. A un anno dalle prime elezioni libere dall’inizio della storia di questa giovane democrazia dell’Africa occidentale l’ONG ha lungamente presidiato e “studiato” il territorio, fornendo uno spaccato ampio e documentato della situazione.

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