Genocidio armeno, il vergognoso negazionismo della Turchia

Il 24 aprile ha segnato l’anniversario del genocidio armeno, durante il quale lo Stato ottomano uccise 1,5 milioni di armeni. Anche se tale tragedia è avvenuta 102 anni fa, in un certo senso non si è mai conclusa poiché l’attuale Stato turco ha intrapreso un progetto di negazione. Ciò continua a sovvertire e a ostacolare sia i ricordi dei sopravvissuti che le rivendicazioni dei loro discendenti. Il negazionismo sta alle fondamenta dello Stato turco e rappresenta il pilastro della sua politica estera. E solo 23 nazioni riconoscono ufficialmente il genocidio di questo popolo.

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Flores d’Arcais, “conflitto” tra diritti, tortura, genocidio

Intervista al professore di Storia comparata e diritti umani all’Università di Siena, autore di “Storia dei diritti umani”. “Non credo ci sia la possibilità che qualche diritto acquisito negli ultimi duecento anni, sia oggi in via di estinzione” – ci risponde così, alla domanda: “Quali diritti oggi sono in via di estinzione?” . Parliamo, ad esempio, di diritto dell’ambiente, diritti culturali, diritti dei popoli indigeni, diritto delle generazioni future. Oggi, probabilmente, una delle questioni più aperte – che può far pensare a una sorta di estinzione di diritti – è quella del ‘conflitto’ tra diritti

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