Lavoro e migranti, “sfruttamento di Stato” vs integrazione

Il Piano immigrazione promosso dal ministro dell’Interno Minniti prevede “lavori socialmente utili” e senza paga per i richiedenti asilo in attesa del riconoscimento dello status di protezione internazionale. Secondo alcuni, il provvedimento favorisce lo sfruttamento di persone private dei diritti fondamentali e non mira all’effettiva integrazione dei migranti. Intanto, già esistono alcune best practice di tipo privato come “Calcioxenia” che promuove l’integrazione attraverso il calcio e “Radio Alta Frequenza” che permette ai richiedenti asilo di esprimersi ai microfoni. Abbiamo incontrato alcuni dei partecipanti e chiesto loro cosa significa il lavoro e quanto sia importante.

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Grecia, gelo e incertezza per migliaia di rifugiati senza speranza

L’inverno è arrivato anche in Grecia dove, nonostante la chiusura formale della Balkan Route e lo smantellamento del campo di Idomeni, sono ospitati più di 75.000 richiedenti asilo di varie nazionalità. La situazione è particolarmente delicata poiché le tutele assicurate ai migranti cambiano in base alla loro nazionalità, al momento dell’arrivo nel Paese e al campo dove si trovano. Infatti, l’accordo tra l’Unione Europea e la Turchia dello scorso marzo ha congelato una situazione che si fa di giorno in giorno più insostenibile.

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Bangladesh, piantagioni di tè e sfruttamento

Le piantagioni di tè in Bangladesh sono state, per decine d’anni, quasi di esclusiva proprietà della Corona inglese. Dopo l’indipendenza del 1971 hanno oggi nuovi proprietari: bengalesi, pakistani, indiani e ancora inglesi, scozzesi. Tuttavia le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici non sono migliorate molto da allora.

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L’Intelligenza Artificiale e le implicazioni sui diritti umani

Nel 1984, William Gibson scriveva un romanzo rivoluzionario, “Neuromante”. Allora l’IA rientrava quasi interamente nel regno della fantascienza. Oggi, tuttavia, la convergenza di algoritmi complessi, lo sviluppo di Big Data e la potenza di calcolo hanno dato vita a un mondo in cui l’IA solleva una serie di problemi importanti nel campo dell’etica e dei diritti. Dai sistemi di armamento a quelli automatici di analisi predittiva utilizzati anche dalle forze dell’ordine, l’IA sta mostrando gravi rischi quando applicata nella vita reale e quotidiana degli individui.

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Yemen, dove la fame sta uccidendo una generazione

La guerra civile in Yemen che vede contrapposti i ribelli sciiti Houti alle forze lealiste alleate dell’Arabia Saudita è costata la vita a più di 6.000 persone in due anni. Una delle conseguenze più gravi è il danno strutturale che il Paese sta subendo: l’agricoltura non produce più, le importazioni sono bloccate e l’82% della popolazione dipende dagli aiuti umanitari. A subirne gli effetti sono principalmente i bambini, a forte rischio di malnutrizione. Si stima che ogni dieci minuti muore un bambino per fame. Il tutto nel silenzio delle istituzioni internazionali e dei media mainstream.

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Frontiere: aperte per cittadini privilegiati, chiuse per gli altri

L’idea di di costruire muri per riprendere il controllo e rispondere alle “preoccupazioni legittime” sulla questione dell’immigrazione presume e dà per scontato che gli Stati abbiano il diritto di escludere chi vogliono. Eppure, nel campo della filosofia morale e politica non vi è consenso sulla legittimità dei controlli alle frontiere e argomenti importanti sono stati portati a favore del diritto umano di migrare. Nell’attuale contesto di massiccia disuguaglianza il regime delle frontiere è ancora più ingiustificato, simile al carattere arbitrario di un sistema globale formato da caste.

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Cuba, piccola isola al centro del mondo grazie a Castro

Il 25 novembre il mondo veniva a sapere che una delle ultime figure politiche iconiche del XX secolo, Fidel Castro Ruz, era morto. Oggi Cuba somiglia meno alla nazione di cui il líder prese il controllo nel 1959, perché l’isola degli anni ’50, piena di eccessi, è stata sostituita da una nazione più egualitaria e orgogliosa. Alla fine di una vita così lunga e straordinaria, è inevitabile che l’eredità di Castro venga percepita in modo diverso e generi discussione, ma sicuramente ha rappresentato una figura che non può essere ignorata.

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Land grabbing, crimine contro l’umanità sotto giurisdizione CPI

Recentemente la Corte Penale Internazionale ha annunciato una modifica ai criteri per la selezione dei casi e alla politica stessa per la definizione delle priorità della Corte. Saranno perseguiti anche i reati commessi, o che comportano “la distruzione dell’ambiente, lo sfruttamento illegale delle risorse naturali, oppure l’espropriazione illegittima dei terreni”. Tutto è nato dalla mobilitazione dovuta alle violenze, uccisioni, stupri ed espropri in Cambogia legati alla deforestazione e all’acquisizione forzata della terra. Ora tali azioni saranno considerate al pari dei reati più gravi passibili di processi penali internazionali..

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Messico, elezioni 2018: gli zapatisti propongono un’indigena

Durante il quinto Congresso nazionale indigeno (CNI), le comunità e l’Esercito zapatista di liberazione nazionale (EZLN) hanno dichiarato di voler nominare una donna come candidata indipendente alle elezioni presidenziali nel 2018. L’eventuale nomina di una candidata indigena alla presidenza del Paese da parte dell’EZLN è in contrasto con la realtà che le donne devono affrontare in politica, in particolare quelle che sono state costrette a rinunciare alle loro cariche elettive ottenute legalmente. Com’è stato ad esempio per Rosa Perez, che il popolo di Chenalhó in Chiapas – precisamente lo Stato dove l’EZLN ha una presenza importante – ha costretto a lasciare l’incarico.

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La tratta arabo-islamica e l’odio per gli africani neri

Il termine inglese rende bene, “uncomfortable truth”. E di verità sgradevoli, scomode ce ne sono a bizzeffe. Soprattutto le verità storiche. Una di queste riguarda la schiavitù, la tratta degli schiavi. C’è però una sottile e immensa questione, perché della tratta europea non si fa fatica a parlare mentre molto meno accade per quella perpetrata dal mondo arabo/islamico? Sembra – almeno nella memoria di molti – che addirittura non sia mai esistita. Molti ne ignorano l’entità, le motivazioni, i luoghi. Eppure è durata quattordici secoli – e ne esistono forme attuali – e avrebbe prodotto tra i 20 e i 30 milioni di schiavi.

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