Una Corte internazionale contro il crimine di terrorismo

L’ondata di violenza sta aumentando a un ritmo preoccupante in tutto il mondo. Secondo un rapporto dell’Istituto per l’Economia e la Pace, il prezzo che abbiamo pagato nel 2000 è stato di 3.329 vittime, ma nel 2014 il numero è cresciuto arrivando a 32.685, e anche il costo del terrorismo in termini economici è salito a dismisura, di almeno dieci volte durante lo stesso periodo. Di conseguenza, alcuni Governi hanno avanzato la proposta che le Nazioni Unite costituiscano una nuova Corte di Giustizia con la missione di perseguire i crimini dei terroristi internazionali.

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Land grabbing, crimine contro l’umanità sotto giurisdizione CPI

Recentemente la Corte Penale Internazionale ha annunciato una modifica ai criteri per la selezione dei casi e alla politica stessa per la definizione delle priorità della Corte. Saranno perseguiti anche i reati commessi, o che comportano “la distruzione dell’ambiente, lo sfruttamento illegale delle risorse naturali, oppure l’espropriazione illegittima dei terreni”. Tutto è nato dalla mobilitazione dovuta alle violenze, uccisioni, stupri ed espropri in Cambogia legati alla deforestazione e all’acquisizione forzata della terra. Ora tali azioni saranno considerate al pari dei reati più gravi passibili di processi penali internazionali..

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“Il Consiglio di Sicurezza ONU ha tradito il suo mandato”

Ben Ferencz, l’ultimo del processo di Norimberga: la legge, non la guerra, deve essere il modello di riferimento. Nell’ultimo incontro pubblico – all’Ikeda Center for Peace, Learning and Dialogue – il giurista ha rilasciato una lunga intervista. Come cambiare uno stato di guerra permanente? Law not War, è il modello di Ferencz che critica il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, quei cinque Paesi a cui “era stata affidata la responsabilità di salvare le future generazioni dal flagello della guerra”.

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L’intolleranza per l’impunità non rende la CPI nemica della pace

La ricerca di responsabilità per i crimini di guerra rende più difficile l’opera dei mediatori di pace,ma ciò resta necessario. Naturalmente, esiste una tensione continua tra la ricerca della pace e la necessità di giustizia. Ma è inutile far passare misure di impunità per giustizia alternativa. Giustizia e pace possono collaborare, peraltro l’impegno della CPI di porre fine all’impunità è stato sancito dalle Nazioni Unite nel diritto e nella politica internazionale.

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Costa d’Avorio in bilico sulla giustizia internazionale

Respinta la richiesta di estradizione alla CPI per la moglie dell’ex presidente. Il ricordo del conflitto civile del 2010-2011 che provocò la morte di 4.000 persone. Nel 2015 ci saranno di nuovo le presidenziali, nel frattempo si cercano risposte a quei crimini e molti profughi non sono più tornati per paura o mancanza di lavoro nel loro Paese.

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Kenya, processo all’Aia per le atrocità post-elettorali del 2008

Si è aperto il processo della CPI contro vertici dello Stato per crimini contro l’umanità. Ma le istituzioni kenyiote non riconoscono più l’organismo e chiedono sia di uscire dal sistema della Corte Penale Internazionale sia di interrompere il processo che, assicurano, verrà portato avanti nel Paese.

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Capi di Stato sotto accusa, Tribunali speciali e la CPI

La giustizia internazionale per crimini contro l’umanità e genocidio si è strutturata all’indomani della Seconda guerra mondiale con la definizione delle “gross violation”, gravissime violazioni dei diritti dell’uomo. Il lavoro degli studenti del Fermi di Bologna nell’ambito del Corso in Diritti Umani e Giornalismo Partecipativo.

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CPI, la corte internazionale che “giudica” solo l’Africa

L’idea di una giustizia globale, sovranazionale, affrancata dai giochi di forza delle singole potenze e dunque indipendente e imparziale è l’elemento trainante che ha portato alla nascita della Corte Penale Internazionale. Ma nei suoi dieci anni di vita la Corte ha dimostrato una “parziale imparzialità” agendo solo nei confronti di leader e militari africani.

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