Guerra, armi e tax march, gli USA anti-Trump fanno scudo

I due imprevisti interventi bellici all’estero vengono definiti da più parti “armi di distrazione di massa”, usati cioè per far dimenticare all’opinione pubblica il “Russiagate”, i dissidi istituzionali e i ritardi amministrativi, nonché per risollevare la popolarità di Trump. Intanto perfino nella base elettorale del presidente c’è chi storce il naso, perché non starebbe facendo granché per imporre il programma “America First”. Proseguendo nei tagli ai programmi sociali di base, arriva poi una risoluzione appena firmata che consente ai singoli Stati di negare i fondi per Planned Parenthood e altre cliniche che offrono servizi sanitari per le donne a basso costo, pillola e aborto inclusi. E fervono gli ultimi preparativi per la #TaxMarch di sabato: Obiettivi primari, la trasparenza sui conflitti d’interessi di Trump e la diffusione della sua dichiarazione dei redditi.

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Cina: espianto illegale di organi, contestate le presunte riforme

Il Governo cinese afferma di aver messo al bando la pratica dell’espianto di organi provenienti da detenuti condannati a morte o prigionieri di coscienza, in primis i seguaci del movimento spirituale di ispirazione buddista Falun Gong, ma recenti rivelazioni da parte di due eminenti ricercatori cinesi mostrano prove del contrario. Le autorità internazionali dovrebbero richiedere un resoconto completo sulla reale provenienza degli organi trapiantati nel Paese nel corso degli ultimi anni prima di credere a qualsiasi altra affermazione su presunte riforme.

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“Mangime per le macchine”, in Cina la fabbrica dei suicidi

Tradotte e pubblicate le poesie del giovane operaio suicida Xu Lizhi. Anche lui lavorava per la Foxconn. Numerosi i casi di operai che si sono tolti la vita a partire dal 2010 per le condizioni di lavoro disumane e alienanti a cui erano sottoposti, con turni di lavoro di 12 ore spesi in attività del tutto spersonalizzanti. Ma la Foxconn non è un caso isolato: vari casi di suicidio sono stati denunciati in altre aziende. Paradigmatico è il sistema di lavoro di Eupa, che costringe 17.000 operai provenienti da ogni parte della Cina a organizzare la propria vita in modo che sia iperproduttiva per il sistema.

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Più guerre, migrazioni, terrorismo e conflitti, meno liberi

Il Rapporto 2015 Freedom House. Russia, Cina e altri regimi autoritari hanno mostrato i muscoli di fronte alla paura di disordini sociali e crisi economiche. Tra i 12 che hanno registrato i peggiori punteggi per diritti politici e libertà civili ci sono: Siria, Somalia, Corea del Nord, Eritrea, Repubblica Centrafricana, Arabia Saudita.

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Cina, oltre la sorveglianza: al via sistema di credito sociale

Tra Orwell e Confucio, il governo è in procinto di lanciare un sistema nazionale di valutazione dei cittadini destinato a misurarne l’affidabilità agli occhi del governo. Attraverso una combinazione dei dati finanziari, di quelli relativi agli acquisti effettuati online, del comportamento sui social media e dei dati relativi alla storia lavorativa, il sistema produrrà uno scoring complessivo di misurazione del “credito sociale” per ogni cittadino cinese. Incentivata la condivisione del punteggio raggiunto con i propri contatti online.

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Cina, nuove e controverse strategie di propaganda online

Dal 2014, il motto “Diffondere energia positiva per costruire il sogno cinese”, è diventato una delle principali forme di propaganda del governo. Sul web cinese operano oggi milioni di “volontari per la civilizzazione” che diffondono messaggi a favore del partito comunista. L’energia positiva deve contrastare le notizie deprimenti che dominano i titoli dei giornali, ad esempio lo smog tossico che avvolge Pechino e le regioni del Nord. A tal fine, incoraggiate anche le aziende di Internet a “diffondere notizie positive”.

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Cina, 641 milioni di utenti Internet sotto censura ideologica

Il Great Firewall è un mix di limitazioni tecniche e culturali che non permette agli utenti cinesi di accedere alla rete libera. Il sistema di sorveglianza, gestito dal ministro della Sicurezza Pubblica cinese, nega l’accesso a una lunghissima lista di siti, ricerche, contenuti e immagini che diffondono una cultura volgare o che (in qualche modo) minacciano la stabilità politica del Paese. È il caso di alcune pagine di Wikipedia, i servizi di Google, YouTube, Facebook, Twitter, Instagram e molti altri ancora.

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Libertà di parola, il sogno di un illustre economista cinese

Gli auspici per il 2015 dell’economista liberale Mao Yushi, espressi al forum sui “Desideri del nuovo anno” a Pechino. Mao ha riferito che l’aggressione più recente delle autorità cinesi sulla libera espressione è stato il tentativo di applicare un sistema di registrazione per il nome autentico su internet. Tali politiche accompagnano arresti di massa di intellettuali ritenuti dissidenti per i loro discorsi, “il che è totalmente inappropriato”, ha aggiunto.

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Così finisce la rivoluzione degli ombrelli a Hong Kong

È finita, almeno per ora. L’11 dicembre la polizia di Hong Kong, gli ufficiali giudiziari e gli operai edili hanno preso a sgomberare la tendopoli che si espande a macchia d’olio sulle maggiori strade attorno ai quartieri governativi di Hong Kong. Gli organizzatori hanno liberamente ammesso che i loro obiettivi erano distanti: se in termini di consapevolezza civile della politica sono stati ottenuti enormi progressi, poco però in termini di risultati concreti. I leader promettono tuttavia che la battaglia non è finita.

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Il sistema ‘Big intelligence’ è il ‘Grande fratello’ della Cina

Il regime cinese spia ogni cittadino della Cina, inclusi i funzionari di alto rango del Pcc, lo riporta Creaders.net, sito web cinese di notizie con sede a Vancouver. Il programma segreto, gestito dal Ministero della Pubblica Sicurezza del regime cinese, si chiama ‘Big intelligence’: in 12 minuti esamina l’intera popolazione di un miliardo e trecento milioni di cinesi, in quattro minuti controlla ogni persona della lista dei ricercati della Cina e impiega tre minuti e mezzo per il controllo della patente di guida di chiunque nel Paese.

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