Congo Week, per ricordare massacri e sfruttamento

Violente lotte per il controllo delle risorse nel sottosuolo, massacri nei villaggi, tensioni per il continuo rinvio delle elezioni politiche. L’evento che, in otto anni, ha toccato oltre 65 Paesi e 400 campus universitari ha l’obiettivo di far conoscere le inumane condizioni di vita dei congolesi. Gli abitanti di questo Paese, soprattutto nel Nord del Kivu, si trovano tra due fuochi. Da un lato, il rischio costante di subire attacchi e massacri da parte dell’una o dell’altra milizia senza alcuna sicurezza da parte del Governo. Dall’altro, per vivere sono costretti a diventare schiavi dei “minerali digitali” e a lavorare nelle miniere illegali in condizioni di vita al di sotto di ogni standard umano. E anche i caschi blu dell’ONU si sono macchiati di azioni vergognose.

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L’ONU copre gli abusi sessuali di peacekeepers su minori

I soldati dei cosiddetti contingenti di pace continuano ad accumulare record di abusi sessuali. Ultimamente, nella già martoriata Repubblica Centrafricana, ventitré soldati dei corpi di pace provenienti da Francia, Ciad e Guinea Equatoriale sono stati implicati in abusi sessuali su minori.  Ma è solo l’ultimo atto di un lungo e per ora interminabile dramma. L’accusa è terribile, molti i documenti che mostrano insabbiamenti e tentativi di sminuire le violenze: nel post la ricostruzione dei casi.

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