Africa, giornalismo investigativo e media italiani

Per informarsi seriamente su questo continente i media italiani dovrebbero dare spazio a report e inchieste di media e giornalisti africani, esperti del loro territorio e dei relativi aspetti sociali, politici ed economici. Spesso i nostri media si affidano invece al giornalismo mordi e fuggi, finito il tempo dei corrispondenti dall’estero. Con il riproporsi di luoghi comuni, di opinioni più che fatti, magari con l’atteggiamento dei buoni samaritani. Di giornalisti impegnati, in Africa ce ne sono in realtà una miriade, basterebbe smetterla di pensare in modo eurocentrico per scoprire e imparare a raccontare meglio le realtà del continente.

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Giornalismo come attivismo, due casi dal continente africano

In Africa spesso fare il giornalista non è solo una scelta professionale, è decidere da che parte stare, come e con quale missione. Per alcuni è molto più di un mestiere, insomma. Molto più di una passione. Nell’immenso continente di esempi di donne e uomini che denunciano abusi, storture del sistema, ingiustizie ce ne sono molti. E molti di loro finiscono sotto il giogo della censura, in carcere o, qualche volta, spariscono.
Due soltanto di questi esempi aiutano a capire cos’è il giornalismo come attivismo in Africa. A. Mwenda, ugandese, critica gli aiuti occidentali. Anas, ghanese, smaschera la corruzione. Nostra intervista esclusiva in Italia.

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