L’impatto della povertà e stati d’ansia sulla salute delle donne

Da un nuovo studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Cambridge è emerso come le donne che abitano in luoghi poveri e deprivati abbiano il 60% di probabilità in più di soffrire di ansia rispetto agli uomini o a coloro che vivono in zone più ricche. Nervosismo, stress, irritabilità, insonnia ed eccessive e incontrollabili preoccupazioni sono tutti sintomi riconducibili al Disturbo d’Ansia Generalizzato, disturbo che colpisce maggiormente il sesso femminile. Tuttavia, alla luce dei risultati ottenuti i due sessi sembrano manifestare gli effetti dello stress in maniera totalmente opposta. Ma quali sono le reali ragioni alla base di questo problema e come può essere affrontato? Questo articolo cerca di dare qualche risposta.

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Genocidio armeno, il vergognoso negazionismo della Turchia

Il 24 aprile ha segnato l’anniversario del genocidio armeno, durante il quale lo Stato ottomano uccise 1,5 milioni di armeni. Anche se tale tragedia è avvenuta 102 anni fa, in un certo senso non si è mai conclusa poiché l’attuale Stato turco ha intrapreso un progetto di negazione. Ciò continua a sovvertire e a ostacolare sia i ricordi dei sopravvissuti che le rivendicazioni dei loro discendenti. Il negazionismo sta alle fondamenta dello Stato turco e rappresenta il pilastro della sua politica estera. E solo 23 nazioni riconoscono ufficialmente il genocidio di questo popolo.

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Un’enciclopedia sull’arte africana, il progetto parte dal Ghana

A concepire il progetto una donna. Africana, ghanese. Si tratta di Nana Oforiatta-Ayim, scrittrice, storica dell’arte e filmmaker. Il progetto è ambizioso: raccogliere online le forme artistiche dei secoli passati e quelle contemporanee di ogni Paese del continente. La Cultural Encyclopaedia sarà – ha già cominciato ad essere – un contenitore di arte ed artisti. Diviso in sezioni, comprende dunque arte visiva, architettura, letteratura, musica, teatro, cinema, fashion, design. C’è anche spazio per le scienze sociali: sociologia, psicologia, antropologia, politica.

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Grandi Laghi: l’eau sacrée, ovvero il piacere sessuale femminile

Proviamo a sfatare un altro mito, quello che la sessualità in Africa sia tabù e la soddisfazione femminile qualcosa da evitare ad ogni costo. Siamo in Rwanda, noto anche a chi non si interessa d’Africa per il genocidio del 1994. Ma questo piccolo Paese non smette di stupire. La più alta percentuale di donne in Parlamento al mondo, 64%, e indicatori di scolarizzazione che danno bambine e ragazze in lieve aumento sui maschi. E poi c’è la sessualità. Libera, scelta, soddisfatta. Dell’acqua sacra, quella che nasce dal corpo femminile e sgorga nel mondo, ha deciso di parlare un documentarista freelance, Olivier Jourdain, che ne ha realizzato un film.

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Lavoro e migranti, “sfruttamento di Stato” vs integrazione

Il Piano immigrazione promosso dal ministro dell’Interno Minniti prevede “lavori socialmente utili” e senza paga per i richiedenti asilo in attesa del riconoscimento dello status di protezione internazionale. Secondo alcuni, il provvedimento favorisce lo sfruttamento di persone private dei diritti fondamentali e non mira all’effettiva integrazione dei migranti. Intanto, già esistono alcune best practice di tipo privato come “Calcioxenia” che promuove l’integrazione attraverso il calcio e “Radio Alta Frequenza” che permette ai richiedenti asilo di esprimersi ai microfoni. Abbiamo incontrato alcuni dei partecipanti e chiesto loro cosa significa il lavoro e quanto sia importante.

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I comics africani e la sfida di un linguaggio cosmopolita

L’arte dello storytelling africano che riesce a unire tematiche autoctone con stili di narrazione tipicamente americani ed europei può ritagliarsi un suo mercato, e non solo entro i confini del Continente Nero. Il recente successo di Comic Republic, sturtup con base a Lagos, non è che un recente esempio. La generazione dei ventenni e dei trentenni cresciuta con Internet e la tv satellitare ha molto da poter raccontare attraverso un medium, il fumetto, che può ambire ad essere cosmopolita pur trattando temi locali. Quale sarà il prossimo futuro del fumetto africano?

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Sud Sudan, Ana Taban: arte e musica per dire ‘basta guerra’

Per dire basta alla guerra civile e alle violenze etniche che continuano a dividere il giovane Stato africano, c’è chi ha scelto il linguaggio dell’arte. “Ana Taban”, ovvero “sono stanco”, è il movimento civile nato e diffuso da mesi nella capitale Juba con lo scopo di educare le nuove generazioni alla riconciliazione attraverso eventi artistici. Dai murales agli spettacoli teatrali fino alle canzoni con video diffusi sui social, Ana Taban parla alla gente di perdono, responsablità, impegno attivo, lotta al cieco tribalismo.

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Pedofili on line, come parlano ai bambini

Internet ha cambiato radicalmente le nostre vite. Al luglio scorso risultava connessa alla Rete circa il 40% della popolazione mondiale, quasi 3,5 miliardi di utenti. Oggi Internet viene tuttavia utilizzato anche per commettere crimini terribili come lo sfruttamento sessuale dei bambini. Questo tipo di violenza può assumere diverse forme, proprio come nel mondo reale. Tra queste, la pedopornografia e l’adescamento di minori. Una ricerca sul’uso delle parole per irretire i bambini.

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L’attivismo ambientale nero che cerca spazi e ascolto

L’attivismo ambientale in Africa – nonostante non riceva molti onori della cronaca – è assai intenso. Nomi noti sono quello di Wangari Maathai, a cui nel 2004 fu assegnato il Premio Nobel per la Pace e quello dell’attivista-poeta Ken Saro-Wiwa, impiccato per aver osato sfidare la multinazionale Shell. Eroi dell’ambiente, li definisce la giuria del Goldman Environmental Prize, che ogni anno premia i difensori dell’ambiente, dei territori, della natura. Dei diritti umani, dunque. Sono 27 gli africani sub-sahariani premiati finora, ma molti altri lavorano nell’ombra e sono molte le associazioni che operano nei vari Paesi.

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L’Arte Digitale Africana, il futuro della creatività del Continente

Un ambito con molte potenzialità di sviluppo, visto che i consumi culturali del continente passano sempre più attraverso web e smartphone. La piattaforma African Digital Art è stata pensata per fornire una vetrina delle migliori produzioni del Continente, che attraverso la Rete allargano lo spazio di conoscenza. Ma anche se già oggi sono tanti gli artisti digitali africani, il futuro della creatività online è tutto da scrivere e da scoprire. Nell’articolo una breve carrellata che fa presagire l’arrivo di altri interessanti progetti.

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