Africa, giornalismo investigativo e media italiani

Per informarsi seriamente su questo continente bisognerebbe che sui media italiani trovassero spazio report e inchieste di media e giornalisti africani, esperti per la conoscenza del loro territorio e degli aspetti sociali, politici ed economici (non ultimo culturali) del luogo da cui scrivono. Spesso i nostri media si affidano invece al giornalismo mordi e fuggi, finito il tempo dei corrispondenti dall’estero (sostituito da pochissimi freelance che certo non possono coprire tutta l’Africa). Con il riproporsi di luoghi comuni, di opinioni più che fatti, magari con l’atteggiamento dei buoni samaritani, soprattutto quando il giornalista è legato all’attività di un’ONG. Concetto che crea veri e propri tabù nel modo di trattare storie dall’Africa. Di giornalisti impegnati, in Africa ce ne sono in realtà una miriade, basterebbe smetterla di pensare in modo eurocentrico per scoprire e imparare a raccontare meglio le realtà del continente. Per un giornalista è un dovere, non un’opzione.

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Gradazioni di nero, alle radici dell’afrofobia in Sudafrica

La xenofobia è l’avversione verso chi proviene dall’estero. Ma gli africani non possono considerarsi tra loro estranei o “stranieri”. Ciò che accade nel Paese che veniva chiamato “rainbow nation” è la forma estrema di un elemento che possiamo rintracciare nelle società nere in tutto il mondo: variazioni dell’odio verso sé stessi espresso come rabbia neri-contro-neri. Secondo quest’analisi, tradotta da Pambazuka, nel corso della Storia la supremazia bianca ha privato gli africani del proprio potere a tal punto che l’unica reazione è diventata la violenza irrazionale.

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Sanità e Russiagate, credibilità alle strette per Donald

Le manovre controverse dell’ultim’ora includono l’affrettato ritiro della prima versione della Trumpcare e l’avanzamanto dell’iter legislativo per restrizioni alla privacy online. Questioni su cui è facile prevedere ulteriore burrasca a breve. Intanto vanno ampliandosi le ricadute delle indagini dell’Fbi sulle possibili collusioni del giro Trump con ambienti russi nel corso delle elezioni 2016, indagini confermate ufficialmente dal direttore James Comey. Ma la Casa Bianca non se ne preoccupa e minimizza, insistendo al contempo sulle intercettazioni volute da Obama – senza prove e con smentite dello stesso Comey. Mentre girano petizioni online per far luce immediata su questi eventi, un sondaggio tra i giovani adulti (18-30 anni) rivela che il 57% considera illegittima la sua presidenza. Decine di genitori, nonne e bambini protestano a Washington contro i previsti tagli alla TV pubblica e l’ACLU lancia una mozione legale per imporre il mandato di perquisizione agli agenti di frontiera su perquisizioni e sequestri arbitrari dei device personali.

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Ghana, 110 tra ministri e sottosegretari per 28 mln di abitanti

Un numero al di sopra di ogni media e, secondo le di ogni necessità, come si commenta nel Paese. Si tratta di un “family’s and friends’ government” – il Governo di amici e parenti – come è stato ribattezzato sia da parte della stampa che dalla gente della strada. Il Governo più mastodontico nei tempi della Quarta Repubblica. Alcuni ministeri sono stati smembrati per costituirne due, altri sono stati costituiti ex novo. Naturalmente il presidente, Nana Akufo Addo, che è anche capo del Governo, si difende. Si tratta, dice, di un “investimento necessario per il Paese”. Ma tale scelta peserà non poco sul bilancio pubblico.

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Migranti, quando il lavoro è la strada verso la normalità

Se promosso in maniera coerente con le capacità individuali e finalizzato all’inserimento nella società, il “lavoro socialmente utile” per i richiedenti asilo può rappresentare una concreta opportunità e la chiave di volta per uscire dalla perenne politica dell’emergenza con cui si affronta l’immigrazione. Inoltre permette da un lato di superare alcuni dei traumi subiti durante la migrazione che spesso emergono durante l’accoglienza; dall’altro di abbattere le barriere fondate su pregiudizi ed etichette che separano il migrante dal suo vicino di casa. Ecco alcune esperienze e storie concrete che dimostrano come offrire un’occupazione al richiedente asilo aiuta tutti: il rifugiato, il datore di lavoro, la comunità, lo Stato.

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USA: fisco e sanità, gli incubi del nuovo Governo

La ‘Trumpcare’ appare difficile da vendere perfino alla base conservatrice, nonostante la discesa in campo del capogruppo GOP alla Camera, Paul Ryan. E si prevede che 14 milioni di americani perderanno i benefici sanitari nel 2018 e fino a 24 milioni nel prossimo decennio. Intanto la prossima manifestazione nazionale a Washington DC (in aggiunta a molti eventi locali e internazionali) è prevista per sabato 15 aprile (Tax March), ultimo giorno per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Obiettivo è spingere Trump a rispettare le promesse in tal senso, visto che non ha ancora reso pubbliche tasse e guadagni. E dal ‘leak’ di due pagine della dichiarazione dei redditi di Trump risalente al 2005, emerge almeno il 20% di sconto sui pagamenti dovuti. Ennesima verità parziale o ulteriore distrazione per media e pubblico?

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Grandi Laghi: l’eau sacrée, ovvero il piacere sessuale femminile

Proviamo a sfatare un altro mito, quello che la sessualità in Africa sia tabù e la soddisfazione femminile qualcosa da evitare ad ogni costo, anche quello delle mutilazioni genitali. Siamo in Rwanda, noto anche a chi non si interessa granché d’Africa per il genocidio del 1994. Ma questo piccolo Paese della Regione dei Grandi Laghi non smette di stupire. La più alta percentuale di donne in Parlamento al mondo, 64%, e indicatori di scolarizzazione che danno bambine e ragazze in lieve aumento sui maschi. E poi c’è la sessualità. Libera, scelta, soddisfatta. Dell’acqua sacra, quella che nasce dal corpo femminile e sgorga nel mondo, ha deciso di parlare un documentarista freelance, Olivier Jourdain, che ne ha realizzato un film.

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La Casa Bianca alimenta divisioni, l’attivismo non demorde

Altra settimana caotica per il nuovo corso presidenziale. Dagli sviluppi sempre più intricati del ‘Russiagate’, con le rivelazioni di Assange sul cyber-arsenale segreto della Cia e il suo incontro con Farage, alla richiesta al Congresso di indagare sulla denuncia di Trump, secondo cui il predecessore Obama lo avrebbe fatto spiare (ma a cui non crede proprio nessuno). Intanto il movimento delle donne ha dimostrato una forte presenza di piazza per l’8 marzo e lo stesso si apprestano a fare i Nativi Americani con quattro giorni di proteste e dimostrazioni culturali nella capitale Washington. Cresce anche l’attivismo online a sostegno della privacy, anche per chi arriva alla frontiera Usa.

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Lavoro e migranti, “sfruttamento di Stato” vs integrazione

Il Piano immigrazione promosso dal ministro dell’Interno Minniti prevede “lavori socialmente utili” e senza paga per i richiedenti asilo in attesa del riconoscimento dello status di protezione internazionale. Secondo alcuni, il provvedimento favorisce lo sfruttamento di persone private dei diritti fondamentali e non mira all’effettiva integrazione dei migranti. Intanto, già esistono alcune best practice di tipo privato come “Calcioxenia” che promuove l’integrazione attraverso il calcio e “Radio Alta Frequenza” che permette ai richiedenti asilo di esprimersi ai microfoni. Abbiamo incontrato alcuni dei partecipanti e chiesto loro cosa significa il lavoro e quanto sia importante.

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Voci dalla Siria. Ricostruire partendo dalle piccole comunità

La guerra civile ha prodotto tante storie di distruzione, povertà, disperazione, ma anche di determinazione nel ricostruire case e relazioni umane. Suor Deema, monaca siriana della comunità Deir Mar Musa, ci parla della vita quotidiana a Nebek, città tra Damasco e Homs, e della sfida fondamentale per far ripartire la Siria nel segno della pace, educando alla solidarietà e al rispetto tra cristiani e musulmani. Diffondere piccole storie di convivenza e collaborazione è molto importante in questa terra lacerata da gravi difficoltà economiche e sentimenti di diffidenza verso l’altro.

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