L’Isis ha i giorni contati. Ma forse no, grazie anche all’Europa

L’inasprirsi della situazione sociale e politica in Europa, insieme all’approccio iniziale espresso da Donald Trump sembrano rafforzare il concetto utile all’Islam radicale di un’imminente crociata dell’Occidente, con l’effetto di attirare nuove reclute che giureranno fede alla causa dello Stato Islamico. Sono dinamiche che richiedono molto tempo per realizzarsi ma per un movimento come l’Isis, che guarda ad obiettivi a lunghissimo termine, momenti migliori sono senza dubbio all’orizzonte. Nostra traduzione dell’analisi di Paul Rogers su openDemocracy.

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Colombia e i figli della coca, storie del dopo Escobar

Negli ultimi anni, grazie alle piattaforme online sono state proiettate diverse serie tv ispirate a eventi del passato colombiano. Nonostante i fatti siano romanzati e portino a mitizzarne i protagonisti, queste serie hanno portato gli spettatori a conoscenza di moltissimi fatti per anni ignorati. Nella realtà, le vittime di questo lucrosissimo traffico che è arrivato a coinvolgere anche i clan di camorra sono lontani dai miti delle serie tv e continuano a pagare un prezzo in dolore altissimo ancora oggi, in un Paese che ha il primato mondiale nel numero di sfollati interni.

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Kosovo, enclavi, ponti e treni carichi di tensione

Il lungometraggio “Enclave” del regista serbo Goran Radovanović offre un’immagine verosimile delle tensioni etniche nel Kosovo post-conflitto del 1999. Il film è un punto di partenza per capire le dinamiche attuali dei rapporti tra serbi e albanesi nelle aree contese, come la città kosovara Mitrovica. Tra sovranità nazionali non riconosciute, rivendicazioni territoriali, prove di normalizzazione e convivenza civile all’insegna dell’UE, Serbia e Kosovo non riescono ancora a superare vecchi rancori e nazionalismi mai sopiti.

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Guerre con le armi italiane. Ottavi su dieci nell’export

Cresce il volume d’affari dell’esportazione di armi e armamenti dall’Italia. Nel 2015 ha raggiunto i 7,9 miliardi di euro a fronte dei 2,6 miliardi dell’anno precedente. Ciò che desta preoccupazione, oltre alla questione morale, è il fatto che alcuni tra i principali acquirenti potrebbero utilizzare i prodotti made in Italy per partecipare in conflitti armati e violare i diritti umani, cosa che avviene ad esempio nello Yemen (situazione drammatica che è già costata la vita a più di 6.000 persone) con il sostegno, emblematico da un punto di vista politico e umanitario, all’Arabia Saudita.

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Operazione Cóndor, dall’Italia la speranza di giustizia

Il 17 gennaio è stata emessa la sentenza del processo: nostra intervista a Andrea Speranzoni, uno degli avvocati dell’equipe italiana della difesa. “La Corte Suprema argentina ha parlato di desaparición come crimine di tortura permanente. I familiari dei desaparecidos subiscono una sparizione che non consente l’elaborazione di un lutto. Nel caso dei desaparecidos il tempo è stato interrotto dai criminali e la giustizia con modestia e con relatività può rimettere in moto le lancette di questo tempo interiore.”

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Sei più istruito? Non per questo sei più tollerante

È opinione comune che il grado di tolleranza di un individuo auomenti con il suo livello d’istruzione. I recenti avvenimenti politici suggeriscono tuttavia che questa linea di ragionamento è troppo semplicistica. I sentimenti contrari agli immigrati – sia nel voto per la Brexit che nell’elezione di Trump – sono risultati evidenti nonostante i crescenti livelli d’istruzione dei cittadini britannici e americani. Nostra traduzione di un’analisi sociologica da The Conversation, che indaga sugli effetti dell’aumentata competitività nel mercato del lavoro e sull’insicurezza economica.

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Yemen, dove la fame sta uccidendo una generazione

La guerra civile in Yemen che vede contrapposti i ribelli sciiti Houti alle forze lealiste alleate dell’Arabia Saudita è costata la vita a più di 6.000 persone in due anni. Una delle conseguenze più gravi è il danno strutturale che il Paese sta subendo: l’agricoltura non produce più, le importazioni sono bloccate e l’82% della popolazione dipende dagli aiuti umanitari. A subirne gli effetti sono principalmente i bambini, a forte rischio di malnutrizione. Si stima che ogni dieci minuti muore un bambino per fame. Il tutto nel silenzio delle istituzioni internazionali e dei media mainstream.

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Frontiere: aperte per cittadini privilegiati, chiuse per gli altri

L’idea di di costruire muri per riprendere il controllo e rispondere alle “preoccupazioni legittime” sulla questione dell’immigrazione presume e dà per scontato che gli Stati abbiano il diritto di escludere chi vogliono. Eppure, nel campo della filosofia morale e politica non vi è consenso sulla legittimità dei controlli alle frontiere e argomenti importanti sono stati portati a favore del diritto umano di migrare. Nell’attuale contesto di massiccia disuguaglianza il regime delle frontiere è ancora più ingiustificato, simile al carattere arbitrario di un sistema globale formato da caste.

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Letteratura della schiavitù: due romanzi e tanto disincanto

“Tra me e il mondo” e “Lo Schiavista” sono due libri di denuncia sul razzismo negli USA. Due punti di vista differenti e due linguaggi opposti per parlare della medesima piaga sociale che ancora avvelena un Paese confuso e rabbioso. Si sa che l’America non è affatto entrata nella fase post-racial e che la pesante eredità della schiavitù allunga ancora la sua ombra ingombrante nel rapporto fra bianchi e afroamericani. Ma quanto può la letteratura incidere in profondità in un malessere tanto radicato?

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Evasione fiscale, crimine che alimenta la disuguaglianza

Nel mondo quasi 800 milioni di persone soffrono la fame, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. In questi Paesi, spariscono nei paradisi fiscali almeno 250 miliardi di euro di gettito fiscale ogni anno, si tratta di sei volte la somma annuale necessaria per combattere ed eliminare la fame entro il 2025. Nel Consiglio ONU per i Diritti Umani del marzo scorso era stata adottata una risoluzione sulla necessità di far tornare i patrimoni rubati ai Paesi in via di sviluppo. Nessuna nazione appartenente all’UE ha votato a favore.

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