“L’Ucraina è Europa!” L’urlo inascoltato della piazza

Questa testimonianza è stata scritta da Eleonora Trivigno, italiana da dodici anni residente in Ucraina. Vive a Kiev, e ha seguito fin dall’inizio le proteste sulla Majdan. “Personalmente credo che la nuova escalation non sia preludio di un’invasione o di un conflitto su più vasta scala, il vero obiettivo mi pare piuttosto quello di indurre l’Ucraina a promulgare lo stato di guerra, in presenza del quale i finanziamenti internazionali non sarebbero più possibili.”

Leggi il seguito

Colombia, l’amore ai tempi della guerra

La Storia recente del Paese attraverso la vicenda di un ex guerrigliero,un racconto (vero) che pare sospeso tra realtà e fantasia. “All’inizio del 1964 dopo anni di guerre intestine tra conservatori e liberali, dove anche girare con un vestito di un colore sbagliato poteva significare la morte, nascono i gruppi di guerriglieri. Contrapposti ai guerriglieri di sinistra ci sono i paramilitari (…) In mezzo a questo caos chi ne paga le conseguenze è sempre la povera gente: questa è la storia di uno di loro.”

Leggi il seguito

Kobane, una stella rossa a difesa della libertà

La battaglia combattuta dai Curdi a Kobane, condotta quasi da soli e sin qui vittoriosa nei confronti dei jihadisti dell’ISIS, nonostante l’ostilità della Turchia e l’incerto appoggio americano, ha acceso la partecipazione dei militanti progressisti di tutto il mondo.

Leggi il seguito

Charlie Hebdo, Parigi e l’ipocrisia occidentale

Nel post le riflessioni di un attivista del movimento Black Liberation: “‘Je Suis Charlie’ è diventato lo slogan per giustificare l’eliminazione dei cosiddetti non-europei, per ignorare i sentimenti, i valori e le idee di coloro che in tono razzista sono considerati ‘altri’. In pratica, ‘Je Suis Charlie’ è diventata l’arrogante parola d’ordine della supremazia bianca che ha avuto vasta risonanza con la marcia di Parigi – che ha riunito il potere ‘bianco’ – e con la popolarità del nuovo numero di Charlie Hebdo”.

Leggi il seguito

Aflao, Ghana: il confine dove si paga il pizzo

Lo chiedono ogni giorno impiegati e militari, a migliaia di di persone che avrebbero diritto al libero ingresso. Dal 1975 l’ECOWAS garantisce la libera circolazione tra un confine e l’altro dei cittadini dei Paesi aderenti. Ma su questa striscia di terra non valgono le norme, ma la legge del più forte.Vale a dire impiegati e militari in servizio al confine. Gente “potente” che decide chi passa e chi no, che decide di fermarti e tenerti in pratica sotto sequestro per ore in attesa del “riscatto”. Il riscatto è la bribe. Pizzo, mazzetta, tangente, come vogliamo chiamarlo.

Leggi il seguito

Libertà di parola, il sogno di un illustre economista cinese

Gli auspici per il 2015 dell’economista liberale Mao Yushi, espressi al forum sui “Desideri del nuovo anno” a Pechino. Mao ha riferito che l’aggressione più recente delle autorità cinesi sulla libera espressione è stato il tentativo di applicare un sistema di registrazione per il nome autentico su internet. Tali politiche accompagnano arresti di massa di intellettuali ritenuti dissidenti per i loro discorsi, “il che è totalmente inappropriato”, ha aggiunto.

Leggi il seguito

“Quaderni Ucraini”, intervista a Igort

La riedizione dell’opera del fumettista italiano Igor Tuveri, pubblicata per la prima volta nel 2010, è l’occasione per fare qualche domanda a chi ha scelto di raccontare un Paese con le storie della gente comune attraverso lo strumento del graphic journalism, formula con cui si indica l’insieme di fumetto, letteratura e giornalismo. Al centro dell’opera il rapporto tra Ucraina e Russia, in particolare lo sterminio operato da Stalin nel ’32-’33 denominato Holodomor (Olocasto ucraino); nell’intervista, l’attualità del conflitto tra i due Paesi.

Leggi il seguito

Sem Terra: trent’anni di storia, trent’anni di volti

“Sem Terra – 30 anni di storia, 30 anni di volti” è un libro fotografico su uno dei movimenti sociali più grandi dell’America Latina, il movimento Sem Terra. Giulio Di Meo, fotoreporter italiano, costruisce un’opera fatta di ritratti: volti, espressioni, luoghi, nomi, cognomi ed età per ricordare 30 anni di storia.

Leggi il seguito

Alicudi e la storia della scuola con soli tre alunni

Intervista ad Alberto Bougleux, regista di “L’ultimo giorno”, documentario realizzato ad Alicudi presso la scuola più piccola d’Italia e d’Europa. Un film girato in tre anni – dal 2011 al 2013 – che documenta il diritto dei bambini alla serenità e ad una buona formazione anche in un contesto arcaico e povero di stimoli culturali come l’isola più selvaggia delle Eolie. I protagonisti sono Mirko, Valentino e Gabriele, gli unici alunni dell’insegnante Teresa, trasferitasi vent’anni fa nell’isola da Milano e ora prossima alla pensione.

Leggi il seguito
Pagina 30 di 67« Prima...1020...2829303132...405060...Ultima »