I Governi all’attacco della società civile e degli attivisti

Le organizzazioni della società civile di tutto il mondo sono sotto pressione. Equipaggiati di telefoni sofisticati e connessi come mai prima d’ora, hanno scoperto nuovi modi per organizzarsi, per reclamare una maggiore responsabilità ai Governi e far sentire la loro voce nei dibattiti politici. Ma mentre le richieste dei cittadini sono diventate più insistenti e più influenti, molti Governi hanno risposto con un giro di vite. CIVICUS, un’alleanza sociale globale, riporta in un documento che nel 2014 ci sono state gravi minacce alle libertà civili in almeno 96 Paesi nel mondo.

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Diritti lavoratori migranti, Convenzione inapplicata dopo 25 anni

Venticinque anni fa, il 18 dicembre 1990, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava la Convenzione Internazionale sulla Tutela dei Diritti di tutti i lavoratori migranti e i membri delle loro famiglie. Si tratta del più ardito strumento giuridico internazionale che sia stato mai concepito al fine di tutelare i diritti fondamentali dei migranti. Tuttavia è anche uno dei Trattati più impopolari: infatti è stato ratificato solo da un piccolo numero di Stati e nessun Paese occidentale che accoglie i migranti l’ha fatto.

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Brasile: industria mineraria, corruzione e scempio ambientale

Finché le politiche ambientali continueranno ad essere influenzate dalla corruzione e da motivi di convenienza elettorale, le grandi società minerarie continueranno a portare avanti le loro estrazioni in maniera molto pericolosa. Il recente caso della rottura di due dighe presso una miniera di ferro gestita dalla compagnia Vale S.A. nello stato di Minas Gerais, causa di un’inondazione di fango e rifiuti ferrosi che ha provocato molte vittime. Ma anche, nel post tradotto da openDemocracy, una sintesi storica sul Minas Gerais, luogo minerario per eccellenza, accompagnata da una prospettiva letteraria.

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“Installate software libero per evitare la censura”

L’appello di Appelbaum, giornalista esperto di tecnologie, sicurezza e crittografia. “Vogliono toglierci le libertà fondamentali”. “Stiamo assistendo al fallimento dei nostri servizi di intelligence che, in tutto il mondo sostengono che la crittografia è un problema. In realtà la minaccia non viene dalla tecnologia o dalla crittografia. Alla base c’è l’intolleranza, la mancanza di apertura e di accoglienza, la paura dell’altro. Oggi c’è una tecnologia che ci aiuta a confermare, garantire, espandere le nostre libertà, Signal e Tor, per esempio”.

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Angola, al via processo ad attivisti per i diritti umani

Lunedì 16 novembre si è aperto il processo a diciassette attivisti angolani, incluso il noto rapper Luaty Beirão: sono accusati di sovversione contro lo Stato e di aver progettato un golpe. Gli attivisti si erano in realtà dedicati all’organizzazione di manifestazioni di protesta e alla discussione pubblica di alcuni libri tra cui un noto manuale di Gene Sharp sulle tecniche di contrasto ai regimi dittatoriali. Ampio il rilievo internazionale alla vicenda, con il coinvolgimento di molte ONG. La questione ha avviato un forte dibattito in Portogallo.

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Tecnologia, strumento di emancipazione per le donne afghane

Nonostante la resistenza della tradizione, sono sempre più ampi gli spazi conquistati su Internet e cellulari. Le donne dell’Afghanistan, così come nel resto dell’Asia meridionale, stanno rapidamente emergendo dalle restrizioni che gli vengono imposte dall’estremismo religioso e da altri fattori socio-economici negativi. Nel quadro di questo processo graduale di acquisizione di maggiore autonomia, le Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), ovvero la telefonia mobile e Internet, stanno giocando un ruolo fondamentale.

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Radici e dinamiche del conflitto tra governo turco e curdi

Una ricerca rivela che i conflitti politici tra il movimento curdo e lo Stato turco non possono essere limitati e contenuti all’interno dei confini della Turchia dal momento che questo conflitto etnico-politico ha una dimensione fortemente transnazionale e coinvolge i Paesi europei che ospitano le grandi diaspore curde e turche. La violenza durerà fintanto che l’identità politica curda verrà vista come una minaccia e non come quadro di riferimento entro cui i curdi possano rivendicare il diritto di esistere e di avere una presenza normativa politica e reale in Medio Oriente.

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La sofferenza inosservata degli sfollati interni

Le notizie quotidiane sul gran numero di rifugiati che affluiscono in tutta Europa in cerca di soccorso e protezione, e sui milioni che si trovano alle porte dell’Unione in nazioni come la Turchia, la Giordania e il Libano, non hanno bisogno di ulteriore copertura. Resta invece meno documentato e meno noto – forse perché le sue ripercussioni non hanno raggiunto il mondo occidentale – il problema degli sfollati interni (IDP), fenomeno di dimensione ancora più ampia. La questione pare rimanere relegata in un angolo della coscienza mondiale.

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Egitto, la faccia pubblica e quella privata di al-Sisi

La dissonanza cognitiva è uno stato di contraddizione e incoerenza tra le proprie convinzioni e le azioni. Ultimamente, questo termine ha descritto perfettamente l’atteggiamento dei funzionari egiziani – se si presume che essi stessi credano in ciò che dicono – e la recente visita del presidente al-Sisi in America ne è la dimostrazione più evidente. Il regime egiziano mostra al mondo un’immagine di rispetto di libertà e diritti che, in realtà, vengono costantemente violati. Col passare del tempo, i giovani sono stati enormemente emarginati, perseguiti e molti stanno patendo in carcere. Chi aveva un po’ di fede, ora l’ha persa.

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Eurozona e media, la crisi spiegata da prospettive locali

La crisi dell’Eurozona, una questione molto complessa che ha ripercussioni economiche, politiche e sociali per tutte le nazioni coinvolte, rappresenta la sfida più grande che l’UE si sia trovata ad affrontare. I media europei se ne sono occupati ampiamente, ma resta da vedere se sia stata data un’adeguata esposizione di tutti gli aspetti complessi della crisi, sia sulla stampa che in televisione, e se i media dei diversi Paesi si siano concentrati in modo sufficiente su tutti questi diversi aspetti superando prospettive localistiche. Uno studio rivela le modalità di copertura della stampa e l’approccio dell’informazione alla questione.

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