Dall’orrore alla disperazione: la crisi dei rifugiati in Kenya

La decisione del governo kenyota di chiudere i campi profughi che ospitano centinaia di migliaia di persone provenienti da Paesi limitrofi rappresenta una chiara violazione del diritto internazionale. Il provvedimento non risolve peraltro il problema della sicurezza, minacciata dalla presenza delle milizie di Al Shabaab. Molti profughi costretti a tornare in Somalia saranno facilmente conquistati dai reclutatori del terrorismo.
Il dilemma tra l’accoglienza dei rifugiati e la difesa della sicurezza nazionale affligge il governo. Quale sarà ora il destino di 600.000 profughi che non saranno più ospitati sul suolo del Paese?

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Limiti e precarietà dei confini, chiusi solo per gli indesiderati

Il costante flusso di migranti e rifugiati nel Mediterraneo ha comportato una crisi nella gestione degli immigrati in Europa. I confini sono considerati come la prima linea difensiva per risolvere il problema, da qui la chiusura della Fortezza. I singoli Stati europei hanno attuato diverse politiche per chiudere i propri confini: L’Ungheria, ad esempio, ha costruito un muro lungo il confine meridionale, l’Austria ha seguito la stessa tendenza erigendo barriere ai valichi di frontiera e il confine tra Grecia e Macedonia è stato chiuso, lasciando più di 50.000 immigrati bloccati nel Paese.

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Passaporti, violenza e controllo delle nazioni europee

Un passaporto sembra qualcosa di naturale e un’esigenza ovvia nel XXI secolo. Tuttavia un breve resoconto storico mostra che questo potente pezzo di carta è il risultato di uno sviluppo piuttosto recente. In questa traduzione da Pambazuka si mostra quanto tale sviluppo sia strettamente collegato al colonialismo e alla creazione degli Stati nazionali. Le alternative sono possibili se si inizia a scardinare la ‘naturalità’ percepita dello status quo. Un numero crescente di intellettuali si esprime a favore dei vantaggi sociali ed economici che si potrebbero ottenere senza l’esistenza dei confini.

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Asmarina, un documentario ricostruisce la memoria italo-eritrea

La storia dell’uomo è una storia di movimenti, mutamenti, cambiamenti. È una storia di migrazioni. Quello che oggi le contingenze storiche portano a interpretare come un fenomeno a senso unico, in realtà ha coinvolto persone da tutte le parti del mondo e non solo nell’ultimo secolo. Vi sono poi casi in cui, al netto dei numeri, si può considerare il migrare come uno scambio, condizionato da situazioni storiche e scelte politiche. Uno di questi casi è l’Eritrea, piccolo Stato nella parte orientale del Corno d’Africa, colonia italiana a partire dall’occupazione di Assab nel 1882.

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Europadreaming, storia visuale delle migrazioni dal ’95 ad oggi

Cosa succede quando il sogno europeo incontra quello dei migranti? Una riflessione tradotta in un progetto di Visual Journalism ideato e promosso da un gruppo di ricercatori della Libera Università di Bolzano. Ce lo racconta uno degli ideatori, Matteo Moretti, designer e ricercatore. Cosa è l’Europa oggi e cosa vuol diventare? Come si pensa o si immagina? Domande impegnative a cui nessuno ancora sa dare una risposta. Da qui l’idea del progetto, mirato a ricostruire fette di Storia e ad aprire un dibattito su un fenomeno sociale complesso.

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Ecocidio e rifugiati ambientali, il caso del Delta del Niger

Un terzo dei rifugiati nel mondo proviene dall’Africa, molti scappano dall’orrore ecologico creato da Governi e multinazionali. Da tempo è in atto la distruzione dei mezzi di sussistenza attraverso lo sfruttamento spietato delle materie prime e la politica di sovvenzioni delle nazioni industrializzate dell’Occidente. Un utilizzo “pacifico” delle materie prime da parte della popolazione che vive in tali aree è quasi diventato impossibile, la vita stessa è diventata insostenibile nella maggior parte delle zone ricche di risorse dell’Africa. Si parla di “Crimine contro l’umanità”.

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Grecia, migranti intrappolati e senza via d’uscita

Secondo l’Alto Commissariato UN per i rifugiati sono circa 46.000 i migranti abbandonati in Grecia. Le persone sono bloccate da quando lo scorso 9 marzo la Macedonia ha chiuso ai migranti il suo confine con il Paese. Allo stesso tempo per molte persone risulta impossibile presentare domande d’asilo in Grecia – e perciò non hanno alcuna possibilità di essere trasferiti in un altro Paese europeo. Infatti il piano per trasferire i rifugiati in altri Paesi dell’Unione sembra essersi arenato. Testimonianze dai campi di Idomeni.

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Fenomeni migratori, le nuove frontiere dello storytelling

Applicazioni, siti, piattaforme per raccogliere materiali “dal basso”, mappe interattive: il fenomeno della migrazione continua ad essere raccontato in maniera efficace e sempre aggiornata grazie agli strumenti digitali, che contribuiscono ad allargare i confini di una ricerca dinamica e dettagliata sul fenomeno migratorio. Il quale riguarda rotte che interessano a vario titolo nazioni e continenti che è possibile “monitorare” giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Il data journalism arricchisce il racconto giornalistico.

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L’Europa al centro della Storia, così si alimenta l’ignoranza

Ci si è mai chiesti se il modo e il metodo con cui studiamo la Storia non abbia portato, più o meno in maniera diretta, alla crescita di xenofobia e pregiudizi nei confronti di migranti e rifugiati? Talmente abituati a considerare l’Europa come orizzonte geografico e morale della propria identità, diventa complesso anche semplicemente raccogliere le informazioni e le conoscenze che abbiamo sul “resto del mondo”. Il ruolo dei “Corridoi educativi” contro i pregiudizi attraverso il progetto U4Refugees, esperimento avviato nelle università per ricreare uno spazio comune libero e aperto a favore dei richiedenti asilo e rifugiati.

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