Alex Zanotelli, una vita per gli altri

Ci sono persone al mondo che non stanno a guardare. Che denunciano, scendono in piazza, agiscono e, in prima persona, si espongono. Ci sono persone per le quali parole come giustizia solidale, partecipazione, impegno civile, hanno un senso concreto. Alex Zanotelli è una di queste.

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Lo sviluppo può viaggiare solo in bicicletta

Lentezza, sobrietà, equità, basso impatto ambientale, sostenibilità: sono tutti attributi che si adattano bene alla bicicletta, mezzo di trasporto che si fa simbolo dei modelli alternativi di sviluppo economico o di decrescita, e delle pratiche di modernità conviviale a basso consumo di energia.

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Le utopie riciclate (quelle cyber soprattutto) danneggiano l’attivismo sociale

I social media sono vettori di cambiamento sociale in quanto tali? O non piuttosto utili strumenti da incardinare in organizzazioni e modalità tradizionali per poi produrre impatto concreto nel quotidiano? E non è che certi revival di inutili cyber-utopie facciano più male che bene alle (sacrosante) voglie di ponti e condivisioni del villaggio glocale?

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Maker Faire Africa 2010: innovazione e fai-da-te senza compromessi

Si è svolta il 27 e 28 agosto scorsi a Nairobi, in Kenya, la seconda edizione di Maker Faire Africa, la maggiore fiera nel continente della tecnologia informale basata sull’innovazione e le creazioni fai-da-te. Intervista con Emeka Okafor, co-fondatore dell’iniziativa.

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Gli esclusi digitali

Laura Sartori, già autrice del libro “Divario Digitale”, pubblica una breve riflessione sulla Rivista Il Mulino, dal titolo “Digital Divide all’Italiana”. L’articolo si apre con una definizione – “Il divario digitale indica la differenza tra chi ha e chi non ha accesso a Internet e, più in generale, alle nuove tecnologie dell’informazione (Ict)” – per poi sottolineare che l’accesso non è sufficiente per un uso efficace delle suddette tecnologie, ovvero per esercitare una completa “cittadinanza digitale”.

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Tecnologie umane e "glocali" per affermare trasparenza e partecipazione

Dal progetto collaborativo di ricerca “Technology for Transparency”, mirato a definire partecipazione civica e trasparenza dell’operato governativo soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, emergono i pregi di iniziative di successo ma anche i difetti di un approccio eccessivamente high-tech. Occorrono tecnologie umane, flessibili e contestualizzate.

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