Cuba, piccola isola al centro del mondo grazie a Castro

Il 25 novembre il mondo veniva a sapere che una delle ultime figure politiche iconiche del XX secolo, Fidel Castro Ruz, era morto. Oggi Cuba somiglia meno alla nazione di cui il líder prese il controllo nel 1959, perché l’isola degli anni ’50, piena di eccessi, è stata sostituita da una nazione più egualitaria e orgogliosa. Alla fine di una vita così lunga e straordinaria, è inevitabile che l’eredità di Castro venga percepita in modo diverso e generi discussione, ma sicuramente ha rappresentato una figura che non può essere ignorata.

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L’Arte Digitale Africana, il futuro della creatività del Continente

Un ambito con molte potenzialità di sviluppo, visto che i consumi culturali del continente passano sempre più attraverso web e smartphone. La piattaforma African Digital Art è stata pensata per fornire una vetrina delle migliori produzioni del Continente, che attraverso la Rete allargano lo spazio di conoscenza. Ma anche se già oggi sono tanti gli artisti digitali africani, il futuro della creatività online è tutto da scrivere e da scoprire. Nell’articolo una breve carrellata che fa presagire l’arrivo di altri interessanti progetti.

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Normalizzare la presidenza Trump? No, grazie

A un paio di settimane dall’elezione presidenziale forse più clamorosa della storia Usa, è in pieno corso il processo di normalizzazione. Almeno così si vorrebbe far credere: già tante le voci di protesta e le iniziative di opposizione (e sempre più saranno in futuro). Le varie coalizioni che stanno dando vita al dissenso, in maniera spontanea e trasversale, promettono battaglia. Anche sul fronte globale non mancano le voci informate di cittadini, esperti ed attivisti.

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Cambiamenti climatici, uniti per evitare la catastrofe

Le reazioni a caldo all’elezione di Trump di alcuni militanti e attivisti che si battono a favore del clima, riuniti per i colloqui annuali COP22 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, a Marrakech. “La decisione di eleggere un nemico del clima pesa come una condanna a morte” è la critica più forte. E si dice no al negazionismo del nuovo presidente USA che vuole lo status quo a favore dell’industria petrolifera americana. Agli Stati Uniti si chiede di mantenere gli impegni climatici per evitare di scivolare inevitabilmente verso una grande crisi.

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Gambia, una donna sfiderà Jammeh. Diritti e lotta alle disparità

La vera notizia riguardo alle prossime elezioni presidenziali è lei, Isatou Touray, classe ’55, accademica, attivista e candidata a riportare il Paese su altre strade di equità, pace e sviluppo.

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Trump e Brexit, giornalismo di qualità per evitare nuovi errori

Le autocritiche non bastano. Per evitare distorsioni della realtà e previsioni totalmente sbagliate, come è accaduto per le elezioni del presidente Usa e il referendum Brexit, bisogna tornare a un giornalismo di qualità e di verifica delle fonti. C’è da rafforzare il rigore e l’indipendenza rispetto alle influenze della politica e occorre promuovere la qualità degli spazi pubblici di dibattito, contribuendo a una crescita nell’uso dei social. Altrimenti si rischia di tornare – ma già in realtà ci siamo dentro – al giornalismo scandalistico del passato.

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Giornalisti nel mirino, i Paesi con crimini rimasti impuniti

Il nuovo report Impunity Index, curato dal Commitee to Protect Journalist (CPJ), evidenzia come svolgere la professione del giornalista nel mondo sia sempre più difficile. Sono 13 i Paesi che presentano più di cinque casi di crimini di operatori dell’informazione rimasti impuniti. Messi insieme costituiscono l’80% degli omicidi irrisolti avvenuti in tutto il mondo negli ultimi dieci anni. Presente in classifica anche l’Africa con la Somalia, il Sud Sudan e la Nigeria. Questo per fermarsi agli omicidi. Ma a essere primi nella lista sono l’Iraq, con 71 casi di omicidio rimasti irrisolti, seguito dalle Filippine (41 casi).

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Land grabbing, crimine contro l’umanità sotto giurisdizione CPI

Recentemente la Corte Penale Internazionale ha annunciato una modifica ai criteri per la selezione dei casi e alla politica stessa per la definizione delle priorità della Corte. Saranno perseguiti anche i reati commessi, o che comportano “la distruzione dell’ambiente, lo sfruttamento illegale delle risorse naturali, oppure l’espropriazione illegittima dei terreni”. Tutto è nato dalla mobilitazione dovuta alle violenze, uccisioni, stupri ed espropri in Cambogia legati alla deforestazione e all’acquisizione forzata della terra. Ora tali azioni saranno considerate al pari dei reati più gravi passibili di processi penali internazionali..

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“Twitter siamo noi”, da Wall Street a cooperativa autogestita

Lo scorso settembre è partita una campagna online per la trasformazione dell’azienda in una cooperativa secondo il modello dell’azionariato diffuso. La petizione (diffusa attraverso gli hashtag #WeAreTwitter e #BuyTwitter) si accompagna allo sviluppo di un movimento globale per la promozione di piattaforme cooperative , nell’ambito di una spinta verso un’Internet condivisa e partecipativa, esempio di un modello economico alternativo e sostenibile e di sharing economy autentica.

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Donne a capo di una nazione, in Africa si può

Regine, imperatrici, guerriere e diplomatiche, le donne africane hanno ricoperto ruoli di comando e di primo piano fin dall’antichità. Hanno guidato i loro popoli e hanno combattuto contro i colonizzatori per la libertà dei propri territori, per difendere la propria cultura e la propria gente. In epoca contemporanea la prima presidente (ad interim) è stata nominata nel 1984 in Guinea, poi ne sono venute altre nove, di cui due elette dal popolo. Altre sono state ministro e vicepresidente. Il Rwanda è al primo posto nella classifica mondiale della presenza femminile nei Parlamenti nazionali, nel 2015 nel Congresso USA su 535 membri solo 104 erano donne.

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