Elezioni in Ghana e promesse non mantenute, il caso di Keta

Il 7 dicembre di quest’anno si terranno le elezioni presidenziali e parlamentari in questo Paese dell’Africa occidentale. I due partiti principali l’NDC e l’NPP devono fare i conti con la disillusione della popolazione alle prese con la scarsità di lavoro e l’aumento dei costi, soprattutto dell’elettricità. Così anche dalle roccaforti ci si aspetta delle sorprese, come un alto astensionismo, visto come forma di protesta. Da una di queste aree ci arriva il contributo di uno studente dell’Università di Copenaghen, impegnato in uno stage con la nostra testata.

Leggi il seguito

Emigrazione e omosessualità, accoglienza e asilo per i LGBT

In più di 70 Paesi del mondo l’omosessualità è ritenuta un reato e penalizzata, e preoccupa la diffusione di leggi fortemente omofobe in Gambia, Nigeria, Kenya, Uganda. Per la persona gay, lesbica, bisessuale, transgender o transessuale rimangono solo due possibilità: una vita di occultamento del proprio orientamento sessuale o identità di genere, oppure la fuga. Una volta in Europa, esistono norme e sentenze che dovrebbe garantirgli asilo politico o una forma di protezione internazionale. L’UNHCR è, da anni, in prima linea affinché queste richieste vengano trattate in maniera corretta. Nello stesso senso, spingono alcune associazioni come MigraBO LGBT di Bologna.

Leggi il seguito

Democrazia aperta, nuove forme politiche nell’era di Internet

“L’intero sistema della democrazia moderna è orientato ad assicurarsi che le masse non partecipino. Quindi, le masse non sono preparate. Abbiamo poi un gruppo di soggetti che si dedicano completamente ad essa, mentre il resto della popolazione si dedica alla propria attività economica privata. Il risultato è il tipo di cittadini che abbiamo: cittadini che non hanno mai partecipato.” Un’intervista all’attivista argentina Pía Mancini sul ruolo che possono assumere le tecnologie nello sviluppo dei sistemi democratici, attraverso la partecipazione attiva e critica delle singole persone.

Leggi il seguito

La tratta arabo-islamica e l’odio per gli africani neri

Il termine inglese rende bene, “uncomfortable truth”. E di verità sgradevoli, scomode ce ne sono a bizzeffe. Soprattutto le verità storiche. Una di queste riguarda la schiavitù, la tratta degli schiavi. C’è però una sottile e immensa questione, perché della tratta europea non si fa fatica a parlare mentre molto meno accade per quella perpetrata dal mondo arabo/islamico? Sembra – almeno nella memoria di molti – che addirittura non sia mai esistita. Molti ne ignorano l’entità, le motivazioni, i luoghi. Eppure è durata quattordici secoli – e ne esistono forme attuali – e avrebbe prodotto tra i 20 e i 30 milioni di schiavi.

Leggi il seguito

Rotte del terrore, nuovi campi di tortura a scopo di estorsione

Nel periodo tra il 2009 e il 2014, nella penisola del Sinai si verifica una nuova forma di tratta: i migranti, principalmente di origine eritrea, vengono rapiti e portati nei cosiddetti “campi di tortura” a scopo di estorsione. La mancanza di interesse internazionale sulle atrocità avvenute nella regione e la violenza sancita dagli Stati in forma di politiche anti-immigrazione hanno impedito di combattere in modo efficace le violenze contro i migranti, quando invece ci sarebbe soprattutto bisogno di vie legali e sicure per l’immigrazione. Oggi questo tipo di rapimenti si verificano anche in altre aree incluse Libia, Sudan e Yemen.

Leggi il seguito

Irokotv, il successo della Netflix africana che parla ai giovani

Fondato da Jason Njoku, il primo servizio di streaming africano non teme la concorrenza. Nollywood – come è facile intuire – fonde la Nigeria con l’industria cinematografica hollywoodiana: è lì che dagli anni ’60 ha preso piede una produzione incredibile di film prodotti low-budget. E oggi il mercato di video on demand nel continente viene sempre più trainato dalla diffusione degli smartphone. Non a caso è nei telefonini che avviene la gran parte del consumo dei film di prodotti per Nollywood. E il pubblico è costituito soprattutto da giovani.

Leggi il seguito

Africa, dove vivere a lungo spesso non è un vantaggio

In Africa, come nel resto del mondo, le persone vivono sempre più a lungo. Nel continente questo non costituisce tuttavia sempre un vantaggio. Gli africani anziani sono infatti troppe volte soggetti a isolamento, povertà, abusi e violenze, e hanno un accesso piuttosto limitato ai servizi sanitari. Molto diffuse anche le credenze tradizionali che implicano per molte donne in età avanzata l’accusa di “stregoneria” e trattamenti particolarmente violenti da parte delle comunità in cui vivono. Sarebbe utile uno sforzo educativo rivolto a diffondere maggiore consapevolezza sui diritti umani e degli anziani.

Leggi il seguito

Agenzia umanitaria africana, sfide e opportunità

Quasi il 30% dei 41 milioni di sfollati e circa il 20% dei rifugiati di tutto il mondo sono in Africa. La causa principale delle migrazioni in tutto il continente sono i conflitti, ma anche altri fattori, come il cambiamento climatico, influiscono. L’Unione africana ha riconosciuto la necessità di una risposta urgente a tale crisi umanitaria. Recentemente è stata avanzata la proposta di un organismo ad hoc, prima però bisogna interrogarsi e risolvere alcune questioni che vanno dalla selezione del personale, alla capacità di collaborazione tra gli Stati; dal finanziamento, alla divisione dei compiti e alla capacità di farsi percepire positivamente dall’opinione pubblica con azioni concrete.

Leggi il seguito

Benin, il villaggio sotterraneo che rimette in moto la Storia

L’archeologia in Africa ha privilegiato il periodo preistorico, anzi si è concentrata a lungo solo su quegli aspetti che riguardano l’evoluzione degli esseri umani. Questo ha reso difficile doversi ricredere su quel pregiudizio che vuole che il continente non abbia sviluppato opere, manufatti e culture senza bisogno di attendere gli arabi o gli europei. Ora qualcosa si muove. E a Bohicon è venuto alla luce una città sotterranea e materiale ferroso che rimettono in gioco le attuali conoscenze archeologiche e storiche.

Leggi il seguito

Congo Week, per ricordare massacri e sfruttamento

Violente lotte per il controllo delle risorse nel sottosuolo, massacri nei villaggi, tensioni per il continuo rinvio delle elezioni politiche. L’evento che, in otto anni, ha toccato oltre 65 Paesi e 400 campus universitari ha l’obiettivo di far conoscere le inumane condizioni di vita dei congolesi. Gli abitanti di questo Paese, soprattutto nel Nord del Kivu, si trovano tra due fuochi. Da un lato, il rischio costante di subire attacchi e massacri da parte dell’una o dell’altra milizia senza alcuna sicurezza da parte del Governo. Dall’altro, per vivere sono costretti a diventare schiavi dei “minerali digitali” e a lavorare nelle miniere illegali in condizioni di vita al di sotto di ogni standard umano. E anche i caschi blu dell’ONU si sono macchiati di azioni vergognose.

Leggi il seguito
Pagina 10 di 60« Prima...89101112...203040...Ultima »