Ashraf Fayadh, pena ‘ridotta’ a 8 anni di prigione e 800 frustate

L’Arabia Saudita ha revocato l’esecuzione capitale a cui era stato condannato il poeta di origine palestinese Ashraf Fayadh in seguito alle accuse di apostasia e altri reati legati alla blasfemia, che Fayadh nega di aver commesso, riducendo la condanna a otto anni di prigione e ottocento frustate. La pena corporale mira a costringere Fayadh a dichiarare pubblicamente la sua rinuncia all’attività poetica sui media sauditi. Su Twitter, molti continuano a criticare l’Arabia Saudita e il suo record spaventoso in materia di diritti umani.

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Crisi globale: serve passare dalla consapevolezza all’azione

Le due tendenze globali più importanti, un modello economico neo-liberale che non si adatta allo scopo e una biosfera che non può far fronte a tale modello, sono riconosciute come le più grandi sfide che la società umana abbia dovuto affrontare. Innumerevoli studi su queste tematiche hanno messo in evidenza quanto lavoro sia in corso in tutto il mondo per lo sviluppo di nuove forme economiche e per rispondere all’esigenza di orientarsi verso economie a basso consumo di emissioni di carbonio. Per un cambiamento di rotta il momento è ora.

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Congo, schiavi dei minerali digitali: la loro storia in un “corto”

La Fondazione Buon Pastore ha recentemente prodotto il documentario “Maisha: A New Life Outside The Mines”, che indaga sugli schiavi dei “minerali digitali” impegnati in condizioni disumane nelle miniere del Katanga, in Congo. I materiali come coltan, rame, cobalto che finiscono nei nostri smartphone e nei nostri computer vengono da queste zone della terra infernali, dove si vive in condizioni di vita iper precarie e estremamente rischiose. Videointervista di Voci Globali al produttore esecutivo Cristina Duranti.

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Cina, oltre la sorveglianza: al via sistema di credito sociale

Tra Orwell e Confucio, il governo è in procinto di lanciare un sistema nazionale di valutazione dei cittadini destinato a misurarne l’affidabilità agli occhi del governo. Attraverso una combinazione dei dati finanziari, di quelli relativi agli acquisti effettuati online, del comportamento sui social media e dei dati relativi alla storia lavorativa, il sistema produrrà uno scoring complessivo di misurazione del “credito sociale” per ogni cittadino cinese. Incentivata la condivisione del punteggio raggiunto con i propri contatti online.

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Diritti lavoratori migranti, Convenzione inapplicata dopo 25 anni

Venticinque anni fa, il 18 dicembre 1990, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava la Convenzione Internazionale sulla Tutela dei Diritti di tutti i lavoratori migranti e i membri delle loro famiglie. Si tratta del più ardito strumento giuridico internazionale che sia stato mai concepito al fine di tutelare i diritti fondamentali dei migranti. Tuttavia è anche uno dei Trattati più impopolari: infatti è stato ratificato solo da un piccolo numero di Stati e nessun Paese occidentale che accoglie i migranti l’ha fatto.

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Il fenomeno migranti tra opinione pubblica, media e dati reali

Mentre nell’ultimo vertice del 2015 sul tema dei migranti l’Europa appare ancora spaccata e la Danimarca ha proposto addirittura l’esproprio dei beni dei rifugiati in cambio di welfare, la Giornata Internazionale del Migrante da poco “celebrata” ci ha ricordato che ci sono 60 milioni di persone in movimento che chiedono una risposta all’Unione Europea. TV e giornali dedicano grande attenzione alla questione e contribuiscono a creare la visione sul tema dei rifugiati, richiedenti asilo, immigrati. Ma come stanno davvero le cose?

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Arabia Saudita: poeta condannato a morte, in pericolo chi critica

Il Paese minaccia chiunque osi paragonare il sistema penale del Regno a quello dell’ISIS. 150 esecuzioni nel 2015. La storia di Ashraf Fayadh, accusato di apostasia, reati connessi alla blasfemia e di promuovere l’ateismo nella sua raccolta di poesie del 2008, Instructions Within. La sentenza è stata ampiamente criticata sui social media. Molti hanno confrontato il codice penale e le punizioni eseguite in Arabia Saudita con quelle del cosiddetto Califfato islamico, creato occupando brutalmente fasce di territorio in Siria e in Iraq.

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Diritto allo studio, le falle di un sistema non adeguato all’Europa

“Gli esami – diceva Edoardo de Filippo – non finiscono mai”. Ma – aggiunge amaro Roberto Gervaso – “non finiscono mai nemmeno le raccomandazioni”. Che, con buona pace del diritto allo studio e della meritocrazia, via via che si cresce, si cominciano a salutare con un’alzata di spalle, considerandole quasi una male endemico e inevitabile della nostra società. Quanto è sentito e difeso oggi il diritto allo studio? In un Paese che si posiziona ormai dopo la Turchia nel numero dei laureati, e dove anche la ricerca è poco valorizzata e sostenuta. Intervista al professor Banfi dell’associazione Roars.

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Bambini soldato in 23 Stati, ma un film ripropone ancora l’Africa

Con il proliferare del terrorismo internazionale emerge che sempre più bambini e adolescenti, ragazzi e ragazze, vengono reclutati e impiegati per combattere. All’inizio di quest’anno l’Unicef ha pubblicato un report in cui si stima che oggi nel mondo i “child soldiers” sono 250mila e 23 gli Stati che li utilizzano in forma diretta e indiretta. Nonostante le Convenzioni e i protocolli vigenti, ancora si è lontani dal fare progressi affinché non vengano coinvolti minori negli scenari di guerra. Intanto, il film ‘Beasts of no nation’ provoca critiche e riflessioni.

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Homeless, non solo slum. I più poveri nelle città ricche

3.5 mln di senza tetto negli USA. E nel 2020 1mld e 400mln vivranno in baracche, 60% in Africa sub-sahariana. L’Art. 25, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani garantisce il diritto all’abitazione ma si tratta di un diritto negato in ogni parte del globo. Nessun continente è fuori dalle statistiche internazionali che riguardano il problema dei senza tetto. L’ultima raccolta dati dell’ONU risale a dieci anni fa, la stima era allora di 100 mln di homeless in tutto il mondo e un mld alloggiato in case e condizioni non adeguate agli standard minimi.

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